Tante sale parrocchiali resistono all’offensiva di multisala e streaming.
Il segreto della coesistenza sta nella collaborazione. A marzo i nuovi cicli di cineforum.

Poche città possono contare come Busto Arsizio su una rete di cinema-teatri parrocchiale così vivace.
Un circuito di sale che garantisce un’offerta di qualità e che soprattutto svolge una preziosissima iniziativa sociale.

I cinema San Giovanni Bosco (nel rione Sant’Edoardo), Manzoni (San Michele), Fratello Sole (Frati) e Lux (Sacconago) resistono grazie all’insostituibile apporto dei volontari, anche nell’epoca dei multisala e delle piattaforme streaming.

                         

                         

COLLABORAZIONE

Uno dei segreti è la collaborazione tra i responsabili delle sale, che hanno dato vita a un vero e proprio coordinamento: “Tra noi c’è un ottimo rapporto, non esiste concorrenza ma piuttosto una sinergia” spiega Benedetta Sarrica, coordinatrice del Fratello Sole. Si vede già nella programmazione: le sovrapposizioni di eventi vengono accuratamente evitate. Un esempio concreto: nella rassegna dei film d’essai in corso, il san Giovanni Bosco propone il proprio film al martedì, il Manzoni il mercoledì (oggi doppia proiezione de LA STANZA ACCANTO alle 16 e 21) il Fratello Sole il giovedì ( domani LA MISURA DEL DUBBIO, 16 e 21) il Lux il venerdì (il 21 febbraio è in programma LEGGERE LOLITA A TEHERAN, sempre 16 e 21) “E le sale sono già in fermento per la preparazione del prossimo cineforum, che si svolgerà da metà marzo a giugno” fa sapere Sarrica.

POLI CULTURALI

Oltre ad essere tuttora molto amate dai cinefili, le sale parrocchiali fungono in molti casi da veri e propri poli culturali a 360 gradi. Il Fratello Sole, ad esempio, propone un concorso di poesia dedicato sia ai ragazzi delle scuole sia agli adulti. “Organizziamo anche incontri e conferenze – precisa Sarrica – Al di là della passione per il cinema, c’è proprio il gusto di stare insieme.” Teatri che diventano veri e propri presidi di socialità: “Già mantenere un’insegna accesa in un luogo dove tutto è buio ha un’utilità sociale – continua la responsabile del Fratello sole – ma tutte le sale sono fondamentali nei rispettivi quartieri.

Anche grazie ad un solido rapporto con l’Assessorato alla Cultura guidato da Manuela Maffioli, le sale hanno saputo resistere sia alla pandemia (”in quel periodo ci siamo rimboccati le maniche, adeguando i teatri alle nuove normative” sottolinea Sarrica) sia all’avvento di Netflix e al proliferare dei multisala. Certo, non mancano difficoltà, “ma gli anticorpi sono l’impegno e la passione dei volontari” puntualizza Sarrica.

 

 

BALORDA NOSTALGIA

Diventando vecchio, ricordo con balorda nostalgia le feste del coordinamento delle sale d’essai
A parlare, rievocando il titolo della canzone vincitrice del Festival di Sanremo è Paolo Castelli, docente al Politecnico di Milano, figura del sistema cinema bustocco. Castelli ripensa a quegli eventi i cui “si abbinavano cinema e cibo: le serate dedicate al Giappone, Sri Lanka, la cena medievale. Iniziative strapiene di gente, in anni d’oro per il cinema in generale.
E chissà che non possa essere riproposta una rassegna storica come Sguardi d’essai.

Francesco Inguscio
LA PREALPINA 19 febbraio 2025

 

MGF