Un angelo passa.
– Naturale: è l’una e venti.
– E allora?
– Gli angeli passano sempre ai venti di ogni ora. (…) Ai venti (minuti), e anche ai meno venti.
(Henri Serre e Oscar Werner in Jules e Jim, 1961)

Che mastice tiene insieme
questi quattro sassi.
Penso agli Angeli
sparsi qua e là
inosservati
non pennuti non formati
neppure occhiuti
anzi ignari
della loro parvenza
e della nostra
anche se sono
un contrappeso più forte
del punto di Archimede
e se nessuno li vede
è perchè occorrono altri occhi
che non ho
e non desidero.
La verità è sulla terra
e questa non può saperla
non può volerla
a patto di distruggersi…
(Eugenio Montale Qui e là in Satura, 1962-1970)

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ah, le donne
Teatro Fratello Sole, Busto Arsizio – giovedì 7 giugno 2018

è giovedì sera, una folla impaziente è accorsa al cineforum per vedere 50 primavere, protagonista la regina degli schermi francesi Agnès Jaoui, diretta dall’eclettica Blandine Lenoir, un film d’oltralpe con un cast tutto al femminile

ne vedremo delle belle

le luci si spengono e come d’incanto i nostri animi si illuminano, siamo a La Rochelle, sul mare, è inverno, una donna dietro l’altra colorano il grande schermo, Agnès Jaoui nelle vesti di Aurore, divorziata, in guerra con la menopausa, mamma di due giovani figlie, una delle quali incinta, lavora, perde il lavoro, ne cerca un altro e, se c’è, anche un nuovo amore, qualcosa bolle in pentola, chissà, si aggiunge un’amica, una collega, un’altra ancora

quante donne
ognuna a modo suo

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allora come ora, chissà
Cinema Teatro Fratello Sole, Busto Arsizio – giovedì, 24/06/ 2018

è giovedì e al cineforum ci attende un’altra serata indimenticabile, in programmazione the Post di Steven Spielberg, di cui tutto sappiamo, nel bene e nel male, eppure eccoci qui curiosi più che mai di conoscere in prima persona la storia di Katharine Graham, la prima donna a capo del Washington Post, saranno 117 minuti di fughe di notizie, prese di coscienza, decisioni e indecisioni

finalmente il buio avvolge il folto pubblico in sala

e il grande schermo si costella di soldati americani in assetto da guerra in Vietnam, viviamo l’orrore della violenza e rimbalziamo più volte sulle nostre comode poltrone

che inizio

siamo in America, è il 1971, alla morte del marito Katharine Graham interpretata da una magnifica Meryl Streep dirige il quotidiano The Washington Post, lei, donna in un mondo di maschi, prende le misure con le sue nuove responsabilità, dedica tutta se stessa e stupisce chi le sta intorno, complimenti Katharine, sei unica, noi donne in sala vorremmo tutte essere come lei, al suo fianco Ben Bradlee, uno strepitoso Tom Hanks, l’ostinato direttore del suo giornale

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Magic sequences (à rebours dal 2010 al 1959)

Perché ci mettevamo così vicino (ndr allo schermo)?
Forse era perché volevamo ricevere le immagini per primi,
quando erano ancora nuove, ancora fresche,
prima che sfuggissero verso il fondo,
scavalcando fila dopo fila, spettatore dopo spettatore,
finché, sfinite, ormai usate, grandi come un francobollo,
non fossero ritornate nella cabina di proiezione.
(voce over, su immagini di una sala cinematografica, quella della Cinématheque di Parigi,
in una sequenza iniziale di The Dreamers di Bernardo Bertolucci)

L’ultima risposta di The Millionaire di Danny Boyle
La vita a bordo della Axiom in Wall-E di Andrew Stanton
Pocahontas corre nel labirinto giardino nel finale di The New World di Terrence Malick
Bush in classe riceve la notizia dell’attentato in Fahrenheit 9/11 di Michael Moore
Il vertiginoso movimento di mdp nel finale di Irréversible di Gaspar Noé
La scena della vasca da bagno in Femme Fatale di Brian De Palma
Un estratto dal piano-sequenza lungo un film di Arca russa di Aleksandr Sokurov

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