Per un viaggio angelico nell’immaginario cinematografico

Iniziamo ora un veloce viaggio, assolutamente libero da vincoli di esaustività che necessiterebbero di ben altro spazio, attraverso alcune immagini dell’angelo che il cinema ci ha proposto fin dalle sue origini.
Senza nessun ordine cronologico e come se passassero davanti a noi in una fantasmagoria di volti, di gesti, di sguardi, di evocazioni,…ci ritornano in mente:

– gli angeli ieratici eppur ‘sensibili’ della Passion di Ferdinand Zecca (1905), una tra le tante “passioni di Cristo” del cinema muto ma forse una delle meno rigide e di cartapesta (anche nei gesti);

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19 Gennaio 2019 – Ore 16.30

di e con Gabriella Roggero – Varese
Spettacolo teatrale con marionette bunraku, burattini a guanto, pupazzi e attori
Età: per ogni genere di pubblico a partire dai 4 anni
Durata: circa 60′

NataLì è proprio nata lì, non qui. Arriva da una terra lontana e stupenda, ma in cui lei e la sua famiglia non riescono a vivere perché in preda a fame e sete. Un viaggio e l’arrivo in una terra nuova… come sarà accolta? Saranno l’affetto e gli insegnamenti dei genitori e dei nonni a darle forza, quella forza che le consentirà di affrontare un drago e liberare la Regina NataQui.
Gabriella Roggero, che da tempo calca le scene di tutta Italia con le sue storie e i suoi burattini e pupazzi e che fu fra le protagoniste di celebri trasmissioni televisive rivolte all’infanzia, ci presenta un lavoro di altissimo profilo sia ‘tecnico’ che di contenuti. NataLì offre spunti di riflessioni oggi più che mai attuali e con Gabriella, oltre alle domande, si aprono gli occhi ed il cuore, per emozionarsi attraverso forme ed azioni.

Elis Ferracini

Un angelo passa a 24 fotogrammi al secondo

– Perchè ci evitano sempre di più, gli uomini?
– Perchè abbiamo un nemico potente, Raphaela: gli uomini credono al mondo molto più che a noi.
– E per potergli credere sempre di più si sono creati un’immagine di ogni cosa. Con le immagini pensano di potersi liberare della loro angoscia, pensano di aver realizzato le loro speranze, appagato i loro piaceri, placato i loro desideri.
– Gli uomini non hanno assoggettato la terra: ne sono diventati sudditi.
(Gli angeli in terra Nastassja Kinski e Otto Sander in Così lontano, così vicino, 1993)

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Un angelo passa.
– Naturale: è l’una e venti.
– E allora?
– Gli angeli passano sempre ai venti di ogni ora. (…) Ai venti (minuti), e anche ai meno venti.
(Henri Serre e Oscar Werner in Jules e Jim, 1961)

Che mastice tiene insieme
questi quattro sassi.
Penso agli Angeli
sparsi qua e là
inosservati
non pennuti non formati
neppure occhiuti
anzi ignari
della loro parvenza
e della nostra
anche se sono
un contrappeso più forte
del punto di Archimede
e se nessuno li vede
è perchè occorrono altri occhi
che non ho
e non desidero.
La verità è sulla terra
e questa non può saperla
non può volerla
a patto di distruggersi…
(Eugenio Montale Qui e là in Satura, 1962-1970)

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ah, le donne
Teatro Fratello Sole, Busto Arsizio – giovedì 7 giugno 2018

è giovedì sera, una folla impaziente è accorsa al cineforum per vedere 50 primavere, protagonista la regina degli schermi francesi Agnès Jaoui, diretta dall’eclettica Blandine Lenoir, un film d’oltralpe con un cast tutto al femminile

ne vedremo delle belle

le luci si spengono e come d’incanto i nostri animi si illuminano, siamo a La Rochelle, sul mare, è inverno, una donna dietro l’altra colorano il grande schermo, Agnès Jaoui nelle vesti di Aurore, divorziata, in guerra con la menopausa, mamma di due giovani figlie, una delle quali incinta, lavora, perde il lavoro, ne cerca un altro e, se c’è, anche un nuovo amore, qualcosa bolle in pentola, chissà, si aggiunge un’amica, una collega, un’altra ancora

quante donne
ognuna a modo suo

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