LA DONNA DELLO SCRITTORE
Regia di Christian Petzold – Francia, 2018 – 101”
con Franz Rogowski, Paula Beer, Godehard Giese

Mentre le forze tedesche stanno assediando Parigi, Georg (Franz Rogowski) fugge a Marsiglia sotto mentite spoglie: ha infatti con sé i documenti di uno scrittore deceduto da poco. Il suo obiettivo ora è scappare dalla Francia e iniziare una nuova vita.
A quattro anni da Il segreto del suo volto (2014), Christian Petzold torna a riflettere sul tema dell’identità firmando un’opera complessa e affascinante in grado di far dialogare passato e presente, sovrapponendoli con eleganza narrativa.
Un labirinto complesso ma efficace nel restituire la mappa di una realtà multiforme nella quale ogni minimo passo falso può rivelarsi decisivo.
Il film si colora anche di melodramma, dopo l’incontro tra Georg e la moglie dello scrittore deceduto (Paula Beer).
Paolo Castelli
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Amore, enigmi, addii e lo spettro del fascismo in una Marsiglia d’oggi che ricorda “Casablanca”
Paola Zonca – La Repubblica
Che cosa succederebbe se le truppe naziste occupassero oggi Parigi, conquistando poi la Francia intera? Chi sarebbero le vittime dei rastrellamenti e delle deportazioni? Non più gli ebrei, ma tutti quegli immigrati clandestini rifiutati dal Paese nel quale cercano protezione. Parte da qui Transit (titolo italiano La donna dello scrittore), il nuovo film del regista tedesco Christian Petzold, presentato con successo di critica all’ultimo Festival di Berlino.
