Regia di Rupert Everett

con Rupert Everett, Colin Firth, Emily Watson

Italia, Belgio, Germania, Gran Bretagna, 2018 – durata 105 minuti.

Sul finire del diciannovesimo secolo, il famoso scrittore Oscar Wilde (Rupert Everett) viene arrestato dalle forze dell’ordine inglesi per via della sua dichiarata omosessualità. Una volta uscito di prigione, inizierà una serie di viaggi che lo condurranno a Parigi e a Napoli. Scritto, diretto e interpretato da Rupert Everett, alla sua prima prova da regista, The Happy Prince è un biopic coraggioso, pensato non tanto per raccontare la vita di Oscar Wilde, quanto piuttosto gli aspetti più cupi e grotteschi della sua personalità. Concentrandosi sulle ultime tappe del percorso esistenziale dell’autore, Everett si avvale di una regia tutta mirata a restituire l’angoscia, interiore e materiale, e a tratti claustrofobica e asfissiante, provata dal personaggio.

Paolo Castelli

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RUPERT EVERETT TRASPONE GLI ULTIMI GIORNI DI OSCAR WILDE IN UN FILM CHE NON FA SCONTI A NESSUNO, WILDE COMPRESO.

Recensione di Giancarlo Zappoli – Mymovies

Dopo il periodo di successi letterari e teatrali Oscar Wilde è caduto in disgrazia. Processato per la sua esplicita omosessualità e condannato a due anni di lavori forzati è uscito dal carcere minato nella salute e nell’animo.

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Ecco in anteprima i film della Rassegna Cinematografica Gennaio-Marzo 2019. Il nuovo tema scelto dal nostro Paolo Castelli è “PERSONAE”

“Il termine persona proviene del latino persōna, e questo probabilmente dall’etrusco phersu (‘maschera dell’attore’, ‘personaggio’), il quale procede dal greco πρóσωπον [prósôpon]. Il concetto di persona è un concetto che esprime la singolarità di ogni individuo della specie umana. In ambito filosofico, si definisce persona un essere dotato di coscienza di sé in possesso di una propria identità.” P. Castelli

10-12-13 GENNAIO 2019
Un affare di famiglia
Regia di Kore’eda Hirokazu – Giappone, 2018 – 121”
con Lily Franky, Sakura Andô, Mayu Matsuoka

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QUANDO LA TATA RIVOLUZIONA LA VITA DI UNA MAMMA.

Overview di Tirza Bonifazi

Se fosse stata una trilogia di Diablo Cody e Jason Reitman dedicata all’essere donna all’interno di una famiglia o della società, allora dopo Juno e Young Adult, Tully la chiuderebbe alla perfezione. Se, infatti, il loro primo film insieme puntava l’obiettivo sulla sedicenne Juno che rimane incinta e prende una decisione da adulta scegliendo di portare avanti la gravidanza per dare il figlio in adozione, e nel secondo, al centro della narrazione, c’è un’immatura trentasettenne che si vuole riprendere un ex solo perché convinta di essere migliore della moglie, questa terza prova rilancia il tema esplorando tutta le complessità dell’essere madre.

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Ci ritroviamo esattamente là dove ci eravamo lasciati, la sera del 30 novembre 1998, con il Concerto di Inaugurazione, e facciamo un piccolissimo passo in avanti al 1 dicembre, quando ci fu la replica dello stesso concerto dell’Orchestra Carlo Coccia di Novara diretto da P. Renato Beretta. Due serate, e due serate di pienone, mentre i giornali cominciavano a parlare di noi.

Padre Flaviano è sempre stato molto schivo, ma rilascia in quei giorni una bella intervista in cui specifica ben chiaramenete lo scopo e la destinazione del nuovo Fratello Sole: “…lo spazio deve essere di sostegno alla comunità cittadina e quindi deve funzionare non a scopo di lucro, ma per promuovere iniziative culturali e di aggregazione.”

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Alla fine del 1989 iniziò lo studio mirato ad intervenire sul fabbricato esistente del vecchio cinema-teatro Antoniano, da anni ormai in disuso per problemi di agibilità e sicurezza. Lo stabile esistente si trovava in condizioni di degrado avanzato, sia nella parte strutturale che nella copertura, con parti pericolanti e prossime al crollo, tanto da costituire grave pericolo sia per i passanti che per gli oratoriani. Bisognava poi adeguare il luogo alle normative vigenti per i locali di pubblico spettacolo: la larghezza interna di 8,85 mt non consentiva una distribuzione funzionale e la capienza risultava di sole 180 unità, insufficiente per giustificare i grossi costi di realizzazione, e poi di gestione.

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