
THRILLER
Regia di Michael Keaton – USA, 2023 – 114′
con Michael Keaton, James Marsden, Al Pacino
Stati Uniti oggi, John Knox è uno spietato killer sessantenne che conduce una vita solitaria. Quando gli viene diagnosticata una malattia neurodegenerativa particolarmente aggressiva, capisce che ha poche settimane per sistemare gli irrisolti della sua esistenza, a cominciare dal rapporto deragliato con il figlio Miles. Proprio per lui si rivolge all’amico di lunga data Xavier Crane, intenzionato a seminare le incalzanti indagini della detective Emily Ikari…
È stato due volte Batman per Tim Burton (1989, 1992), ma anche l’attore ammaccato di “Birdman” (2014) di Alejandro González Iñárritu e ha vinto un Golden Globe e un Emmy per la serie denuncia “Dopesick. Dichiarazione di dipendenza” (2021, Disney+). Parliamo dell’attore hollywoodiano Michael Keaton, sulle scene dalla fine degli anni ’70. Keaton, dopo una prima regia nel 2008 con “The Merry Gentleman”, è tornato dietro alla macchina da presa per dirigere un crime-thriller esistenziale, intestandosi il ruolo principale e scegliendo come comprimari Al Pacino, Marcia Gay Harden e James Marsden. È “La memoria dell’assassino” (“Knox Goes Away”), presentato al 48° Toronto International Film Festival. La storia. Stati Uniti oggi, John Knox (Keaton) è uno spietato killer sessantenne che conduce una vita solitaria. Quando gli viene diagnosticata una malattia neurodegenerativa particolarmente aggressiva (la Malattia di Creutzfeldt-Jakob), capisce che ha poche settimane per sistemare gli irrisolti della sua esistenza, a cominciare dal rapporto deragliato con il figlio Miles (Marsden). Proprio per lui si rivolge all’amico di lunga data Xavier Crane (Pacino), intenzionato a seminare le incalzanti indagini della detective Emily Ikari (Suzy Nakamura).
La cornice è quella del crime asciutto e algido, dove i corpi delle vittime cadono come birilli sotto raffiche di colpi di pistola. Mettendo però da parte tale sfondo narrativo, che localizza il film nel perimetro del cinema di genere, la linea del racconto schiude un interessante dramma esistenziale che oscilla tra il desiderio di far pace con le proprie angosce, irrisolti di vita, e sanare (e salvare) il rapporto con un figlio mai amato. In più, Keaton tratteggia con convinzione i volteggi finali di un uomo che sa che sta andando incontro all’oblio, alla perdita totale dei ricordi, un percorso che vuole compiere da solo, senza poter contare su tenerezza e calore familiare. Un cammino fosco, tortuoso – John Knox resta sempre un killer, che non rinnega i suoi metodi spietati –, che però trova sfumature umane acute nel desiderio di sacrificio di sé e nel voler dare “senso” agli ultimi gesti, un senso che si lega in parte al desiderio di espiazione delle proprie omissioni.
Film sfidante per temi e linguaggio, ma di certo non banale.
Recensione della Commissione Nazionale Valutazione Film della Conferenza Episcopale Italiana
Tematiche:
Amicizia, Amore-Sentimenti, Avidità, Carcere, Denaro, Dolore, Donna, Famiglia, Famiglia – genitori figli, Gangster, Malattia
Cadenzato dalle settimane che scorrono, La memoria dell’assassino riesce a essere più efficace ogni volta che si muove sul filo sottile dell’ambiguità morale e nel modo in cui confonde realtà e delirio visivo nella mente di Knox.
La seconda regia di Keaton è un thriller d’altri tempi con le atmosfere cupe tipiche del noir notturno. Antiquato, semplicista e in parte sconnesso, ma ha grande cuore e un Al Pacino in ottima forma
La storia, per quanto drammatica e coinvolgente, risulta piuttosto semplice per un thriller degno di questo genere, ma Keaton riesce a complicare la vicenda con quella giusta dose di sospensione, giocata anche sulle continue e sempre più assidue perdite di memoria, che trascina il dubbio fino all’estremo e consente allo spettatore di desiderare di continuare a seguire il protagonista nel suo cammino fino all’epilogo finale della storia.
Recensioni
3/5 Sentieri Selvaggi
3,5/5 Ciak Magazine
3,6/5 Coming Soon
COS’E’ LA MALATTIA DI CREUTZFELDT-JAKOB
La malattia di Creutzfeldt-Jakob è una malattia da prioni (rare patologie degenerative del cervello progressive, letali e attualmente incurabili che derivano dalla trasformazione di una proteina in una forma anomala chiamata prione) caratterizzata dal deterioramento progressivo della funzione mentale, che porta a demenza, contrazione involontaria dei muscoli (mioclono) e barcollamento quando si cammina. Una variante può essere acquisita mangiando manzo contaminato.
La malattia di Creutzfeldt-Jakob si manifesta solitamente spontaneamente, ma può essere causata dal consumo di manzo contaminato o da un gene anomalo ereditario.
Inizialmente, la maggior parte delle persone è confusa e ha problemi di memoria, poi i muscoli iniziano a contrarsi involontariamente e si perde la coordinazione.
La maggior parte delle persone muore nel giro di 4 mesi-2 anni.
La diagnosi di solito può essere fatta con un elettroencefalogramma, un’analisi del liquido cerebrospinale e una risonanza magnetica per immagini.
Non esistono cure, ma i farmaci possono alleviare alcuni dei sintomi.
La malattia di Creutzfeldt-Jakob (CJD) si sviluppa quando una proteina normale, chiamata proteina prionica (PrPC), cambia forma (ripiegamento errato), trasformandosi nel prione che causa la malattia. I prioni si accumulano lentamente nel cervello provocando solitamente la formazione di piccole bolle nelle cellule cerebrali, che muoiono gradatamente. Quando muore o non funziona correttamente un numero sufficiente di cellule cerebrali, si sviluppano i sintomi, seguiti alla fine dal decesso.
La CJD può:
– Insorgere spontaneamente (il cosiddetto CJD sporadico)
– Essere ereditaria (il cosiddetto CJD familiare)
– Essere acquisita
Considerando che per anni nel Regno Unito è stato mangiato manzo contaminato senza saperlo, il numero di casi di CJD è sorprendentemente basso. La diffusione di questa malattia è stata controllata con il macello massiccio dei bovini e con modifiche nella modalità con cui il manzo veniva lavorato nel Regno Unito. La sorveglianza diffusa di questa malattia nei bovini ha portato a una diminuzione progressiva del numero di nuovi casi di CJD nel Regno Unito, con due soli casi dopo il 2011. Quattro casi di CJD sono stati diagnosticati negli Stati Uniti e due in Canada, ma nessuno ha avuto origine in Nord America.
Si stima che 1 persona su 2.000 nel Regno Unito possiede la proteina prionica anomala osservata nella CJD, ma non ha sintomi. Si teme che se queste persone donano il sangue o sono sottoposte a un intervento chirurgico, potrebbero infettare altre persone. Tuttavia, i criteri per lo screening dei donatori di sangue, specificamente correlati alla CJD, potrebbero ridurre ulteriormente il rischio di trasmissione della CJD da parte dei soggetti infetti. Questo rischio è già molto basso al di fuori della Francia e del Regno Unito.
La malattia della mucca pazza è stata riportata anche in bovini nordamericani (6 negli Stati Uniti e 20 in Canada).
Fonte: https://www.msd-italia.it
MGF























9) Lo strudel con la panna di “Bastardi senza gloria”




Durante gli anni ‘40 e ‘50, la Repubblica Dominicana era stretta nella morsa della dittatura del generale Rafael Trujilo. Le sorelle Mirabal decisero di impegnarsi nell’attivismo politico denunciando gli orrori e i crimini dalla dittatura. Ma il 25 novembre 1960 le tre sorelle “mariposas” vennero torturate e uccise dai sicari di Trujillo e i loro corpi gettati in un dirupo per simulare un incidente. L’indignazione per la loro morte, che nessuno credette accidentale, sollevò un moto di orrore sia in patria che all’estero, ponendo l’attenzione internazionale sul regime dominicano e sulla cultura machista che non tollerava di riconoscere alle donne l’occupazione di uno spazio pubblico e politico. Pochi mesi dopo il loro assassinio, Trujillo fu ucciso e il suo regime cadde. L’unica sorella sopravvissuta, perché non impegnata attivamente, Belgica Adele, ha dedicato la sua vita alla cura dei sei nipoti orfani e a mantenere viva la memoria delle sorelle. È in ricordo di Patria, Maria Teresa e Minerva che ogni 25 novembre si inaugura un periodo di 16 giorni dedicato all’attivismo contro la violenza di genere, che si conclude il 10 dicembre con la Giornata Internazionale dei diritti Umani.
Ormai da diversi anni, i simboli contro la violenza donne, sono le scarpe e panchine rosse. Le scarpe rosse rappresentano la battaglia contro i maltrattamenti e femminicidi e la loro storia nasce in Messico, a Ciudad Juárez, città tristemente nota per il numero sconcertante dei femminicidi avvenuti negli ultimi vent’anni. Un’artista messicana, Elina Chauvet, per ricordare le donne vittime di violenza, compresa la sorella assassinata dal marito a soli vent’anni, che nel 2009 posizionò in una piazza della città 33 paia di scarpe femminili, tutte rosse. Il colore rosso è stato in seguito adottato per simboleggiare in maniera più ampia il contrasto alla violenza di genere, in particolare con le panchine, luogo simbolico attorno al quale raccogliersi per riflettere.
La panchina rossa oggi viene utilizzata per dire no alla violenza, e nello specifico alla violenza domestica, per sottolineare come la violenza sulle donne avvena anche in contesti comunitari e familiari.
Una delle forme di violenza psicologica recentemente tornata oggetto di studio è il cosiddetto Gaslighting, che è una forma di manipolazione psicologica attraverso la quale l’abusante presenta alla vittima false informazioni con l’intento di farla dubitare di se stessa, della sua stessa memoria e percezione, della sua capacità di analisi e valutazione della realtà fino a farla sentire disorientata, inadeguata, o addirittura sospettosa di star sviluppando un disturbo psichico.