APPENDICE I
Mi ritrovo in questa stanza
col volto di ragazzo, e adolescente,
e ora uomo. Ma intorno a me non muta
il silenzio e il biancore sopra i muri
e l’acque; annotta da millenni

un medesimo mondo. Ma è mutato
il cuore; e dopo poche notti è stinta
tutta quella luce che dal cielo
riarde la campagna, e mille lune
non son bastate a illudermi di un tempo
che veramente fosse mio. Un breve arco
segna in cielo la luna. Volgo il capo
e la vedo discesa, e ferma, come
inesistente nella stanca luce.
E cosi la rispecchia la campagna
scura e serena. Credo tutto esausto
di quel perfetto inganno: ed ecco pare
farsi nuova la luna, e – all’improvviso –
cantare quieti i grilli il canto antico.
Nella poesia ricorrono quelli che saranno i nuclei tematici dell’opera di Pasolini: il senso tragico della storia, l’innocenza perduta dell’infanzia e del mondo contadino, poesia e lingua come uniche ancore di salvezza.
La poesia inizia subito con un dichiarato intento da parte dell’autore: quello di riflettere sulla propria esistenza e dell’accorgersi di essere diventato tutto d’un tratto da adolescente a uomo. A non mutare, però, è ciò che lo circonda, il paesaggio intorno a lui e in generale il mondo. Ciò che è mutato davvero è il suo cuore, il suo sentimento interiore, a cui si affianca la consapevolezza di vivere un tempo che non è suo, che non gli appartiene.
L’attenzione del poeta si rivolge quindi alla luna, “ferma, come inesistente nella stanca luce” che illumina la campagna, dando la sensazione ingannevole che tutto sia sereno e tranquillo. Ma, all’apparenza, la luna sembra farsi nuova, generando “il canto antico” dei grilli fino ad allora quieti.
Il componimento si snoda nella continua antitesi fra dentro e fuori, tra percezione soggettiva e estraneità oggettiva del mondo, tra individuo e natura attraverso il gioco cromatico di alternanza tra luce e buio e attraverso la dimensione atemporale del mondo contrapposta alla temporalità dell’io che percepisce l’esterno in modo nuovo, disilluso. Sono bastate poche notti al poeta per non credere più alla bellezza della natura il cui colore ormai è sbiadito; molte notte invece non sono bastate a illuderlo di poter possedere il suo tempo.
La vita della luna, che disegna un arco nel cielo per poi discendere e arrendersi stancamente, cedendo il passo alla campagna scura e serena, fa parte dell’inganno perfetto della natura.
Ma all’improvviso sembra nascere una nuova luna e sembra che i grilli cantino il canto antico. La conclusione rappresenta una nuova illusione che spezza il silenzio della stanza e rende il poeta testimone del mistero della vita della natura, ridestando la solitudine di vivere, un motivo assai caro al poeta.
PIER PAOLO PASOLINI

Nasce nel 1922 a Bologna ma trascorre l’infanzia e l’adolescenza nel nord Italia, in particolare a Casarsa, in Friuli (regione di origine della madre). Non ha un’infanzia molto serena a causa dei contrasti con il padre che preferisce il fratello Guido rispetto a lui: tutto ciò sarà alla base di un profondo conflitto edipico che lo segnerà per tutta la vita.
Il 1945 è un anno nodale: viene messo in carcere a causa del suo attivismo antifascista, perde il fratello Guido, partigiano. Nell’autunno dello stesso anno però, si laurea in lettere all’università di Bologna, con una tesi su Pascoli, autore che ammira per lo sperimentalismo linguistico.
Finita l’università, inizia a insegnare in una scuola media in Friuli e diventa segretario di sezione del PCI. Accusato di atti osceni in luogo pubblico e di abuso di minori, subisce un processo e l’espulsione dal PCI e dall’insegnamento. Durante il processo rende nota la sua omosessualità e a seguito di ciò, il padre lo ripudia. L’unica a rimanergli accanto è la madre, che lo segue a Roma. Superati i primi anni di difficoltà economiche egli comincia a insegnare in un parificato. A Roma conosce molti intellettuali, entra nel mondo del cinema e scrive uno dei suoi romanzi più conosciuti, “Ragazzi di vita”, una storia controversa per cui ancora una volta subirà un processo per pornografia. Molti sono gli intellettuali che in questi anni difficili gli sono vicino, tra cui Contini, Ungaretti e Calvino. Nel 1955 fonda con alcuni amici “L’Officina”, una rivista aperta allo sperimentalismo formale e politicamente impegnata nella quale tratta le più attuali e impellenti tematiche sociali: dai cambiamenti prodotti dallo sviluppo economico da parte delle masse popolari (sempre più omologate dal sistema capitalistico, dal consumismo e dalla televisione) alle nuove forme di organizzazione industriale, alla delusione per la fine del clima eroico della resistenza e al conformismo dominante anche nei partiti di sinistra.
Nella notte del 2 novembre 1975 Pasolini, al culmine di una notorietà legata anche al suo anticonformismo, viene ucciso sul Lido di Ostia. Ancora oggi è aperta l’inchiesta.
Fonte: Libreriamo.it
MGF



I miei occhi di bambina videro
Il silenzio si percepiva come una
Da mille anni, forse
E da quel momento


Signor maestro, per cortesia,

Sole di Feltro nero

