IL CAMMINO
Un uomo si propone il compito di disegnare il mondo.
Trascorrendo gli anni, popola uno spazio con immagini di province,
di regni, di montagne, di baie, di navi, di isole,
di pesci, di dimore, di strumenti, di astri, di cavalli e di persone.
Poco prima di morire, scopre che quel paziente labirinto
di linee traccia l’immagine del suo volto.
(Jorge Luis Borges, L’artefice)

 

TEMA: IL CAMMINO

Questa XVI edizione propone una riflessione poetica sull’idea di cammino per lasciar sgorgare mille rivoli che chiedono attenzione, che vogliono essere riconosciuti, che ci avvolgono e ci invitano ad essere percorsi, vissuti e amati. (Benedetta Sarrica)

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FRANCA ROSSI – MAREGGIATA

Sul mare senza vento
onde lontane, cielo cupo.
Lampi lucenti spezzano l’aria.

Un nero boato sospende
la musica infinita
e un brivido percorre
l’anima mia.

Sulla battigia
detriti e rifiuti:
nuove conchiglie
dell’era industriale.

La mareggiata viene descritta attraverso tre immagini semplici, ma molto significative, in quanto ci fanno veramente “vedere” e “sentire” la furia della tempesta. Quando la natura è profondamente scossa, anche l’anima partecipa, tanto che un “brivido” la percorre.

Gli ultimi versi rappresentano l’aspetto critico della lirica, cioè il monito a non proseguire nei comportamenti errati tipici della nostra epoca. “Nuove conchiglie dell’era industriale”: espressione originale, quasi nostalgica, scelta per descrivere i rifiuti rimasti sulla battigia dopo la mareggiata.

ANNA CASTIGLIONI – E’ DI TUTTI…

Popoli…tanti…diversi.
Sappiamo parlare e pensare.
Siamo convinti di essere i migliori,
invece siamo solo i peggiori.
Siamo gli unici che vogliono dominare,
quando dovremmo solo cambiare,
Questa Terra non è mia, non è tua, è di tutti!
Anche di quel gabbiano a cui è stata tolta la libertà
ora non riesce ad andar via di là.
Ha le ali pesanti e dolenti,
inzuppate di quei liquidi neri e potenti.

Anche di quell’orso del polo,
che ora si sente tanto solo:
per il troppo calore
ha perso l’amore.

La Terra ci ha accolto
noi la distruggiamo,
non conviviamo
non condividiamo.
Non stare in silenzio,
inizia ora il tuo cambiamento.

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GIADA ASARO – Siamo ospiti

Ti lascio il Sole, che ti scaldi il cuore
Ti lascio il vento, che ti accarezzi la fronte
Ti lascio la pioggia, che ti lavi l’anima
Ti lascio la terra, che accolga i tuoi semi e i tuoi frutti
Ti lascio il mare, che acquieti le tue paure e ti culli con le sue onde
Ti lascio i fiori, che rinascono per te di mille colori
Ti lascio le montagne, con orizzonti infiniti da scalare
Ti lascio le stelle ed i pianeti, da ammirare e per sognare
Ti lascio gli Arcobaleni, per sognare la Pace
Sono solo un inquilino del Pianeta Terra
utilizzo i tuoi beni, sento infliggerti ferite e guerre
Tutti sappiamo cosa dobbiamo fare,
è ora di iniziare a cambiare!

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