Indivisibili

 

7 INDIVISIBILI

Arrivo al cinema per tempo, mi guardo intorno, due chiacchiere con gli amici, un’occhiata alla locandina, la spiaggia, il mare e due ragazze in corsa verso la libertà, così pare

entro in sala dove mi aspetta un film italiano, Invisibili di Edoardo De Angelis, prevedo una regia impegnata ambientata nel degrado del sud italiano, si spengono le luci ed eccoci avvolti da suoni irriconoscibili, i sottotitoli ci fanno pensare a un film in lingua originale, finalmente, come in tutte le proiezioni internazionali

la lingua ci è ignota, prestiamo attenzione, aguzziamo le orecchie, il collo piegato e con sorpresa la rivelazione, siamo nel meridione italiano e gli attori recitano in dialetto campano, sorridiamo stupiti pensando a un’Europa unita e a un’Italia frammentata

Indivisibili sono due gemelle siamesi, Viola e Dasy, diciotto anni a testa, che mantengono tutta la famiglia cantando a feste e matrimoni le canzoni scritte dal loro padre-aguzzino-impresario, Viola e Dasy, due splendide attrici esordienti, due perle rare che svettano nella desolazione di Castel Volturno, una porzione di terra della Campania patria del malaffare e della delinquenza, due fiori in un campo devastato, voci d’angelo in un coro stonato, l’una la stampella dell’altra, finché, la svolta, un’operazione può separarle ed ecco intravedersi la libertà  dietro l’angolo, i sogni vagano nell’etere, potranno vivere ognuna la propria vita senza sentirsi tutti quegli occhi addosso come se fossero fenomeni da baraccone.

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