La La Land

La La Land

 

è passata un’altra settimana, il tempo scorre come un fiume in piena, ahimè, sto ancora assimilando la pellicola di settimana scorsa ed eccone un’altra in arrivo, mi affretto a creare spazio nella mente, lucido gli occhi, apro bene le orecchie, mi siedo comodamente nella mia solita poltrona circondata dal consueto pubblico attento e mi appresto a vedere il film La La Land di Damien Chazelle, protagonisti ineguagliabili, così almeno mi è stato riferito, Ryan Gosling ed Emma Stone

mi giunge all’orecchio destro un commento utile alla visione, lo accolgo con piacere, mi ha chiarito un dubbio, La La Land è un nome ironico per Los Angeles, dalla  reduplicazione dell’acronimo LA, Los Angeles e viene associato allo stile di vita di chi vive a Hollywood, ecco ora il titolo mi è chiaro e mi anticipa l’atmosfera del film

da anni non sentivo il termine reduplicazione, più precisamente dagli anni del liceo, faccio un balzo indietro e mi pare ancora di sentire la voce del caro professore di italiano elencarne alcuni esempi:  magro magro, mogio mogiopiano piano come intensificatore o abito a Milano Milano, per sottolineare la pienezza del significato e infine fuggi fuggi, magna magna, lecca lecca per indicare azioni o eventi ripetuti

che nostalgia 

l’orecchio sinistro capta un’altra informazione, Mia e Sebastian, rispettivamente aspirante attrice e musicista jazz, sono i protagonisti che ci intratterranno questa sera, si incontrano, si sfuggono, si attraggono, nasce una passione travolgente tra loro alimentata da aspirazioni comuni e sostegno reciproco

 

                         

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