Attraversa-menti

Rassegna Cinematografica
Gennaio - Marzo 2009

Proiezioni ore 16.00 e ore 21.00

È sempre così. Tutte le volte che sto per iniziare un film me ne viene in mente un altro.
(Michelangelo Antonioni)

Io ho cercato soprattutto di nascondere la macchina da presa.
In modo che il montaggio risultasse una cucitura di linee di forza e di desiderio del pubblico di vedere certe cose e non altre.

(Alberto Lattuada)

'Attraversare' e com-prendere le menti e gli immaginari di diversi personaggi e restituirci le loro ossessioni, illusioni, desideri, paure, speranze, sogni.
Ma anche 'attraversare' gli universi poetici, le costanti, le variazioni e le ossessioni visivo/narrative di alcuni autori (Klapisch, Allen, Eastwood, Arriaga, Bilge Ceylan) nonché le passioni e le scommesse, anche produttive, di altri, più giovani o emergenti, italiani (Winspeare, Pasolini, Manfredonia, Di Gregorio, Pontecorvo). Il cinema (come altre arti del narrare) si confronta con l'universo delle finzioni e dei possibili e 'finge' (plasma, affresca, crea,...) mondi, coincidenze, destini e derive.


Parigi

Parigi
Francia 2008 - 130' - di Cédric Klapisch– con Juliette Binoche, Romain Duris, Fabrice Luchini, Albert Dupontel

Giovedì 8 gennaio 2009

Il regista di L'appartamento spagnolo tenta un ritratto/affresco di Parigi e dei suoi abitanti ricordandosi della poetica sottile di Truffaut, Sautet, Lelouch e dell’omaggio di Woody Allen a New York (Manhattan). Si incrociano destini, storie d’amore, di
solitudine e si attraversano i pensieri e le preoccupazioni di diverse 'menti': un ballerino del Moulin Rouge sull’orlo di un rischioso trapianto di cuore (Romain Duris), la sorella assistente sociale (Juliette Binoche), un maturo professore della Sorbona (Fabrice Luchini), uno spregiudicato architetto, una panettiera, due fruttivendoli, alcune modelle, un migrante africano,… La nitida fotografia, formato widescreen, di Christophe Beaucarne ci porta in visita a molte location canoniche della capitale francese.

Si può fare

Si può fare
Italia 2008 - 111’ - di Giulio Manfredonia - con Claudio Bisio, Anita Caprioli, Andrea Bosca, Giovanni Calcagno

Giovedì 15 gennaio 2009

Milano 1983. Nello (Claudio Bisio) è un ex sindacalista scaricato dal partito e relegato in una cooperativa nata dalla riforma Basaglia, dal nome dello psichiatra che propose la chiusura dei manicomi. Nello desidera offrire ai vari componenti della cooperativa, ex-pazienti di un ospedale psichiatrico, la possibilità di apprendere un nuovo mestiere… La sceneggiatura del film prende spunto dalla cooperativa Nocello di Pordenone, fondata da un gruppo di ex-dipendenti di un ospedale psichiatrico, desiderosi di fornire una professionalità agli ex-degenti di un manicomio, attraverso la posa 'creativa' di parquet. Il regista Giulio Manfredonia e il co-sceneggiatore Matteo Bonifacci narrano, in forma di delicata commedia, una storia seria, intrisa di notazioni malin-comiche e di riflessioni, allestendo una fluida e articolata scansione degli eventi (compresi quelli tragici). Il film si fa apprezzare per la solidità della costruzione drammaturgica e per un cast davvero azzeccato, sia nella caratterizzazione mai caricaturale dei malati di mente (tutti bravi gli attori che li interpretano) sia nella composizione/mix degli attori 'normali': Bisio, Battiston Caprioli, Storti, Colangeli.

Galantuomini

Galantuomini
Italia 2008 - 100' – di Edoardo Winspeare – con Donatella Finocchiaro, Fabrizio Gifuni, Gioia Spaziani, Mercello Prayer

Giovedì 22 gennaio 2009

Un magistrato (Fabrizio Gifuni) torna alla sua terra, il Salento. Gli mancano alcune cose: l’amico d’infanzia, la prima cotta (non estinta), la terra assolata. Torna a Lecce ma lo scenario felice dell’infanzia è mutato: l’amico muore di overdose, la ragazzina (Donatella Finocchiaro) è diventata una donna spietata, che importa armi e droga dal Montenegro, il bar del paese è la tana di uno spacciatore (Beppe Fiorello). “Non è più un paese per galantuomini. L’ultimo rimasto indaga, si stupisce, si ri-innamora, subisce, si chiama fuori, si abbandona, si arrende all’evidenza di una passione impossibile. A Edoardo Winspeare riesce il melodramma nero, rispettoso delle regole del percorso mafioso. Ha echi nel narrare (e una rima nel cognome) da Autore che sa dosare, pizzicare, accelerare”. (Alessio Guzzano, City). Intensi i protagonisti: Fabrizio Gifuni e Donatella Finocchiaro (vincitrice come miglior attrice del Festival di Roma 2008). Poetici i flash-back che rievocano l’infanzia dei tre amici/bambini e struggente la sequenza del funerale dell'amico morto per overdose.

Vicky Cristina Barcelona

Vicky Cristina Barcelona
Spagna, Usa 2008 - 97' – di Woody Allen – con Scarlett Johansson, Rebecca Hall, Javier Bardem, Penélope Cruz

Giovedì 29 gennaio 2009

Woody Allen sceglie Barcellona, location e, al contempo, vero e proprio oggetto di product placement (anche Oviedo non sembra
male…). È uno dei rari film del regista che Allen gira in piena estate (e la fotografia è fin troppo solare), pedinando e costruendo la 'detection' interiore di tre donne (due americane, Scarlett Johansson e Rebecca Hall, una spagnola, Penèlope Cruz) e di un pittore (Javier Bardem), che si intrecciano sentimentalmente. “In realtà, più che un film sulla seduzione e l'infedeltà è un film sulla manipolazione. (…) O forse, semplicemente, è l'ennesimo film in cui Allen, come fa almeno da Io e Annie, contempla l'assurda e vana giostra dei sentimenti, spargendo ottimo e irresistibile humour su un cinismo così stagionato da apparire ormai del tutto inespugnabile”. (Mario Sesti, Film Tv). Molto riuscito il mix americano/spagnolo dei quattro attori e il mènage a trois della seconda parte ha picchi di alta ilarità. Ma è Barcellona, piena di luce, di arte, di fascino e di sensualità, il personaggio più riuscito.

Parada

Pa-ra-da
Italia 2008 - 100' - di Marco Pontecorvo - con Jalil Lespert, Evita Ciri, Daniele Formica, Gabriel Adrian Rauta

Giovedì 5 febbraio 2009

Marco Pontecorvo, stimato direttore della fotografia, percorre le orme del padre Gillo, affondando il suo sguardo nella realtà. Siamo a Bucarest, nei tombini della Romania post Ceausescu, e la storia di Miloud Oukili - clown franco algerino che per dodici anni ha vissuto con i ragazzi di strada – diventa un racconto/parabola esemplare. Pontecorvo scende nel sottosuolo e ci invita a entrare in un mondo 'altro', sotterraneo e nascosto, ma è bravo a evitare retorica, meccanismi consolatori, pietismo e a suscitare, invece, neo-realista com-passione. “Merito anche di una fotografia (affidata a Vincenzo Carpineta) che preferisce luci naturali ad artifici che avrebbero potuto alterarne i chiaroscuri. E invece no, il montaggio è rapido, lo sguardo immediato. La macchina da presa non invade, come è giusto che sia. Piuttosto registra, insegue una realtà che con i suoi corpi e le sue facce parla da sola”. (Cristina Borsatti, Film TV). Fermatevi sulle immagini finali e i titoli di coda a guardare le riprese di reportage in bianco e nero, che documentano la condizione ancora attuale dei ragazzi di strada di Bucarest.

Changeling

Changeling
Usa 2008 - 141' – di Clint Eastwood - con Angelina Jolie, John Malkovich, Jeffrey Donovan, Colm Feore

Giovedì 12 febbraio 2009

Nella Los Angeles del 1928, Angelina Jolie è Christine Collins (storia vera), madre nubile del piccolo Walter, che scompare. Per bisogno di gloria, la polizia la vuole credere pazza quando non riconosce il ragazzino millantatore che le hanno riportato. Viene internata in un manicomio. Occorre che un killer seriale di bambini sia scoperto perché la donna torni libera e possa iniziare la sua disperata ricerca e la propria lotta contro gli abusi della polizia. “Clint Eastwood si conferma sopraffino regista classico di un nobile old style senza rughe: lunghezza extralarge, tinte retrò, flashback, sermone, elettroshock, due processi, un'esecuzione e
niente sesso. Il M-ostro ha la faccia di quello di Fritz Lang. Angelina ritorna da psico-Oscar (Ragazze interrotte). Sul gong: Accadde una notte e primo piano con lacrima. Applausi commossi”. (Alessio Guzzano, City).

Pranzo di ferragosto

Pranzo di ferragosto
Italia 2008 - 75' - di Gianni Di Gregorio – con Valeria De Franciscis, Gianni Di Gregorio, Marina Cacciotti, Maria Calì

Giovedì 19 febbraio 2009

In una Roma assolata e deserta, per alleggerirsi dai debiti, un brav'uomo oltre la mezza età (il regista stesso) si prende in casa per due giorni la mamma, e – a sorpresa – la zia, dell'amministratore del condominio e quella dell'amico medico. Come le riceverà Donna Valeria, sua madre? Il film è un “poker di menti da cui traboccano i ricordi. E di vizietti senili, antiche virtù, pillole, allergie, ostinazioni, velata difdenza che non vede l'ora di cedere al bisogno di compagnia”. (Alessio Guzzano, City) Il regista, Gianni Di Gregorio, è capace di dosare gli ingredienti della commedia, sa suscitare simpatia, evitare la retorica e il compiacimento, limare la durata (75’) e costruire una garbata produzione low-budget (solo 500.000 euro) e, infine, indovinare un finale che tocca e commuove. Le protagoniste, tutte bravissime, sono state scelte nei centri anziani di Roma: Valeria De Franciscis (93 anni), Marina Cacciotti (85), Maria Calì (83). Grazia Cesarini Sforza (90), invece, è la zia del regista, co-sceneggiatore di Gomorra.

The Burning Plain

The Burning Plain
Usa 2007 - 110' - di Guillermo Arriga - con Charlize Theron, Kim Basinger, Jennifer Lawrence, José María Yazpik

Giovedì 26 febbraio 2009

Le vicende di Charlize Theron nella gelida Portland (Oregon) e di Kim Basinger, ai confini col Messico, sembrano intrecciarsi senza alcuna plausibile relazione. Dopo circa un'ora di racconto si scoprirà che questi due nuclei narrativi (e i personaggi intorno) discendono l'uno dall'altro, fluttuanti avanti e indietro nel tempo – sguardo chiama sguardo, parola evoca parola, dettaglio suggerisce o anticipa dettaglio. Artefice e burattinaio della narrazione è Guillermo Arriaga, già sofisticato e collaudato sceneggiatore di Alejandro Gonzales Iñarritu (Amores Perros, 21 grammi, Babel) e di Le tre sepolture per Tommy Lee Jones. Arriaga 'cuce' geometrici destini fluidi e algebrici incastri in un film dalla scrittura drammaturgica misurata, con un cast strepitoso, movimenti lenti e avvolgenti della macchina da presa, una scelta accurata e simbolica delle location. La sua tecnica di sceneggiatura 'orchestra' il racconto su binari paralleli, confondendo ad arte indizi, piste e cronologie. Ignorare i rapporti fra le diverse linee del racconto accresce il puzzle e innesca mistero e tensione.

Machan

Machan
Germania, Italia, Sri Lanka 2008 - 110' – di Uberto Pasolini - con Dharmapriya Dias, Gihan De Chickera Dharshan Dharmaraj, Namal Jayasinghe

Giovedì 5 marzo 2009

Uberto Pasolini, finora conosciuto come produttore (Full Monty) è andato in Sri Lanka per raccontare una storia realmente accaduta. Nella bidonville di Colombo un gruppo di amici, senza soldi e senza futuro, capisce che l'unico modo per ottenere il visto per emigrare in Europa è farsi invitare. Si improvvisano, allora, giocatori di softball/pallamano per rappresentare il loro paese in un torneo tedesco. Senza aver giocato nemmeno una partita si propongono come la “Nazionale di Palla a Mano dello Sri Lanka”. L'improbabile squadra atterrerà in Baviera, ma prima di tentare la fuga dovrà cimentarsi nel torneo… Presentato alle Giornate degli Autori di Venezia 2008, il film è interpretato da attori alla loro prima esperienza cinematografica e da non-professionisti. Machan mette in scena, con i ritmi dolce-amari della commedia la parabola/metafora di un gruppo disomogeneo e
disorganizzato che trova nello sport l'unione e la forza necessaria per farcela. La regia di Uberto Pasolini evita gli stereotipi e le trappole narrative del film 'realista' e si dedica, invece, all'affresco, con misura e partecipazione. Pedina e scruta i desideri e i destini dei suoi 23 protagonisti.

Le tre scimmie

Le tre scimmie
Francia, Italia, Turchia 2008 – 109' – di Nuri Bilge Ceylan - con Yavuz Bingöl, Hatice Aslan, Ahmet Rifat Sungar, Ercan Kesal

Giovedì 12 marzo 2009

A Istanbul, un autista, in cambio di un compenso economico, si fa 9 mesi di prigione al posto di un aspirante politico, il quale li sfrutta per sedurre – e poi abbandonare – la sua bella moglie… Il figlio osserva, ma non riferisce… Finale tragico. Le tre scimmie ha vinto il premio per la miglior regia al Festival di Cannes 2007. “Oscillando con magistrale equilibrio tra i sentieri del giallo e l'analisi di un ambiguo interno familiare, il regista adotta uno stile più vivo del solito, senza per questo rinunciare alle lentezze, ai silenzi, alle inquadrature in campo lungo o con camera fissa, al grande spazio dato ai paesaggi, tutti elementi, però, intimamente
necessari e impreziositi da una fotografia desaturata davvero splendida. A conferma dell'alto livello della regia, si noti la finezza con cui sono state girate le poche scene del fantasma di un bambino, che partecipa ai drammi di alcuni personaggi”. (Michele Ossani, IlSole24ore)




Programma e testi a cura di Paolo Castelli


BIGLIETTI e ABBONAMENTI:

Proiezione pomeridiana:
Biglietto: 4 €
Abbonamento 10 film: 18 €

Proiezione serale:
Biglietto: 5 €
Abbonamento 10 film: 25 €

Abbonamento speciale "GOLD": Valido il giovedì, il sabato e la domenica negli orari e giorni in cui viene proiettato il film in cartellone. Dà diritto all'ingresso ad una proiezione per ogni film.
Abbonamento GOLD 10 film: 35 €

Sala dotata di impianto audio

Dolby Digital
con altoparlanti

JBL


PREVENDITA PRESSO:

Cartolibreria Centrale Boragno
Via Milano, 4 - Busto Arsizio - tel. 0331-635753

Cinema Teatro Fratello Sole
Via Massimo D'Azeglio, 1 - tel. 0331-626031 (negli orari di apertura)


Per informazioni: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

La Direzione si riserva il diritto di apportare modifiche al programma per cause di forza maggiore.

Dolby e Jbl sono marchi registrati.


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Rassegna Cinematografica

Marzo - Giugno 2009

Proiezioni ore 16.00 e ore 21.00

Tutto quello che volevo era di andare da qualche parte.
Tutto quello che volevo era qualcosa di nuovo.
Niente di speciale
(Mark Twain, Huckleberry Finn)

Cliccando sui nomi dei film potete accedere alla locandina con informazioni più dettagliate e a una raccolta di critiche dalla stampa italiana. Tale servizio è offerto dal sito Film&Chips che si ringrazia per la collaborazione.

 

tiamerosempre

Ti amerò sempre
Francia, Germania 2008 - 115' - di Philippe Claudel- con con Kristin Scott Thomas, Elsa Zylberstein, Serge Hazanavicius, Frédéric Pierrot

Giovedì 19 marzo 2009

Scontati 15 anni per il peggiore dei delitti (lo scopriremo brutalmente a un colloquio di lavoro), la sorella maggiore (Kristin Scott Thomas) va a stare dalla minore che lasciò adolescente e ora vive con la famiglia in Lorena: marito diffidente, suocero muto e bimbe adottate in Vietnam. La prima è rigida, impermeabile, verticale (usa i tacchi): una pietra scolpita e provata dal destino. L'altra è tutta movimento, nevrosi, slanci orizzontali. I due iceberg umani andranno verso una lenta deriva parallela e si scioglieranno fino alla complicità. Kristin Scott Thomas è assolutamente straordinaria, ma Elsa Zylberstein è un'egregia comprimaria. Lo scrittore Philippe Claudel (Le anime grigie) debutta nel cinema con una meditazione tragico-simbolica sul tema della espiazione e della redenzione, architettata in tutte le sue pause, sfumature, segreti, nodi. Sullo sfondo del legame centrale tra le due sorelle si svolgono altri avvenimenti non del tutto periferici: colloqui di lavoro alla ricerca di un difficile reinserimento, incontri con uomini variamente delusi dalla vita, feste con amici intellettuali fragili e dediti all'alcol, la visita alla figura della madre senza più memoria nella cui condanna si ribalta quella della figlia mai perdonata.

solounpadre

Solo un padre
Italia 2008 - 93' - di Luca Lucini - con Luca Argentero, Diane Fleri, Fabio Troiano, Anna Foglietta

Giovedì 26 marzo 2009

Rimasto vedovo di Claudia Pandolfi, morta di parto, il dermatologo Luca Argentero alleva con dedizione la neonata 'fagiolino'. Il suo presente è tormentato da notti insonni, bisogno di corse all'aperto, amici e colleghi disposti a una serata a base di pasta condita con partite di videogame (Silent Hill) e da una corteggiatrice molesta con gatto maldestro/molesto. Il destino e la sceneggiatura suggeriscono cosa gli riserva il futuro, facendogli incontrare (nel miglior stile Rohmer) la graziosa Diane Fleri, che per studio mappa il cervello e che gli sta vicino in veste di baby sitter. Cosa siaaccaduto in passato, prima e durante il concepimento, è la sorpresa che fa decollare il film infondendogli delicatezza drammatica, dopo un garbato percorso da commedia. Dirige con leggerezza profonda Luca Lucini, già regista di Tre metri sopra il cielo e L'uomo perfetto, con una ottima fotografia che gioca con il fuori fuoco e ritrae una Torino sospesa e fragile. Luca Argentero conferma il proprio talento già evidenziato in Saturno Contro.

vuotiarendere

Vuoti a rendere
Repubblica Ceca, Gran Bretagna 2007 - 103' - di Jan Sverák - con Zdenek Sverák, Daniela Kolárová, Tatiana Vilhelmová, Robin Soudek

Giovedì 16 aprile 2009

Un 65enne (Zdenek Sverak, padre del regista) abbandona l'insegnamento dopo aver strizzato acqua sporca in testa a un ragazzo petulante. Fuori sintonia rispetto al tempo presente, non è più felice. Un tic al collo ne segnala il sintomatico disagio. Sogna erotici vagoni di treno (soffusi di atmosfera felliniana) mentre la moglie soffre, in disparte, del crollo del suo desiderio. L'anziano non si rassegna: fallisce come pony express (in bici!), ma si realizza ritirando bottiglie vuote allo sportello di un supermercato. Ha una collega (di scuola) amante sposata, una figlia abbandonata da ri-accoppiare, due colleghi di età diversa a caccia di donne. Ma è in arrivo un'odiosa macchina automatica che lo rimpiazzerà. Misteriose tacche sul corpo di una giovane cliente del supermarket offrono uno delle trovate più ispirate di questa garbata commedia. Il film di Sverak figlio (già autore di Kolya) annovera dialoghi ben scritti, una sottile ingenuità naif, comicità mai banale, leggera commozione, location azzeccate (una Praga non turistica) e un gran finale in mongolfiera. Il film ha battuto ogni record d'incasso nella Repubblica Ceca.

themillionaire

The Millionaire
Gran Bretagna, Usa 2008 - 120' - di Danny Boyle - con Dev Patel, Freida Pinto, Madhur Mittal, Anil Kapoor

Giovedì 23 aprile 2009

L'inglese Danny Boyle (Trainspotting, The Beach, 28 giorni dopo), con la solita inventiva visiva (montaggio sincopato, inclinazioni oblique, colori sgargianti, interazione immagione/suono,...), è il regista di The Milllonaire. Si narra della versione indiana del quiz Chi vuol essere milionario in cui il ragazzo protagonista del film (Dev Patel) risponde a tutte le (facili) domande dando la scalata a 20 milioni di rupie. La polizia lo crede un truffatore, ma i flashback ne ripercorrono l'infanzia tormentata, segnata da episodi in cui ha appreso le risposte. Un colpo di fortuna e un colpo do scena (la 'telefonata a casa') lo rendono ricco nel montepremi e - soprattutto - in amore. Perché lui, disprezzato portatore di tè, ha partecipato solo per ritrovare colei che ama fin da bambino, divenuta la donna del truce boss che ha ingaggiato il fratello perduto. "C'è di tutto: Dickens, melodramma, Destino, spari, baci rubati, povertà, strepitosi baby attori improvvisati, cricket, lotte di religione e I tre moschettieri. Boyle agita bene ingenuità e picchi tragici, poi si abbandona al cinema stile Bollywood: sdolcinate immagini da karaoke per scene madri che figliano passione. Nella stazione di <Baciami>." (Alessio Guzzano, City). Otto premi Oscar vinti.

unmatrimonioall'inglese

Un matrimonio all'inglese
Gran Bretagna 2008 - 95' - di Stephan Elliott - con Jessica Biel, Colin Firth, Kristin Scott Thomas, Ben Barnes

Giovedì 30 aprile 2009

Da una commedia (Easy Virtue, 1924) del grande commediografo inglese Noel Coward deriva Un matrimonio all'inglese, arguta variazione sul tema del rapporto complesso e 'affilato' tra suocere e nuore e tra Inghilterra e Stati Uniti, Il testo di Coward condensa e sprigiona dialoghi/duello, fatal romanticismo, magioni e ambienti raffinati, sottili ipocrisie in declino. Del testo esiste anche una versione del periodo del cinema muto, diretta da Alfred Hitchcock. Stephen Elliot, già regista di Priscilla, la ritocca e la rivisita con ritmo, foga caustica e luccicante messainscena (geniali riflessi negli specchi e persino in una palla da biliardo, curiose inclinazioni e angolazioni della mdp, veloci movimenti di mdp). Il giovane Ben Barnes sposa in Costa Azzurra la mozzafiato yankee di Detroit Jessica Biel, dal torbido passato. La presenta ai suoi, nella compassata tenuta di famiglia. Attendono la novella coppia: la ferocemente sarcastica Kristin Scott Thomas e Colin Firth, sopravvissuto suo malgrado alla Grande Guerra. Più due sorelle future zitelle e uno strepitoso maggiordomo. In un susseguirsi di eventi si alternano: l'involontaria soppressione del cane di famiglia, corse in BMW, arguti scambi verbali, la caccia alla volpe, un Picasso tra i

thereader

The Reader - A voce alta
Usa, Germania 2008 - 123' - di Stephen Daldry - con Kate Winslet, Ralph Fiennes, David Kross, Lena Olin

Giovedì 7 maggio 2009

Nella Berlino del dopoguerra, un sedicenne si sente male per strada. Una donna (Kate Winslet) lo soccorre. Guarito dalla scarlattina, ritorna. Lei lo manda a prenderle il carbone: seguono doccia e seduzione. L'adulta introduce il giovane al gioco/tormento dell'amore, esercitando un possesso rabbioso ma al contempo indifferente. Il ragazzo, che ha una scarsa considerazione di sé stesso in famiglia e a scuola, apprende sesso e passione, ricambiando con la lettura ad alta voce di brani di libri. Lei esige l'Odissea, Orazio, La donna con il cagnolino di Anton Cechov e - scandalizzata - L'amante di Lady Chatterley di D.H. Lawrence. Poi sparisce, lasciando un vuoto affettivo nel ragazzo. Anni dopo, un processo: lui futuro avvocato, lei imputata come ex kapò: manovalanza nazista rivendicata con ostinato senso del dovere. Un segreto strenuamente nascosto, le ha rovinato la vita, lui è il solo a conoscerlo. Ricomincia a leggere ad alta voce per lei inviandole nastri registrati in.carcere... Il regista di The Hours e di Billy Elliot, Stephen Daldry, trova in Kate Winslet (vincitrice del premio Oscar per la miglior attrice protagonista) fisico, gesti e sguardi giusti per un intenso e ipnotico allestimento drammaturgico con vette di perfezione (la prima mezz'ora in particolare). L'analfabetismo di una donna diviene simbolo contraddittorio e condanna di una nazione che non volle 'leggere' le tracce di uno sterminio. L'ultima parola è lasciata alle vittime (notevole l'invenzione/metafora della scatola di latta).

stella

Stella
Francia 2008 - 103' - di Sylvie Verheyde - con Léora Barbara, Karole Rocher, Benjamin Biolay, Melissa Rodriguès

Giovedì 14 maggio 2009

A Parigi, nel 1977, Stella ha 11 anni. Alain Delon impazza sui poster, Sheila B. Devotion nelle disco (music), Umberto Tozzi nelle feste in casa stile 'tempo delle mele'. Passa la giornata tra ubriaconi e senza tetto, nel bar dei genitori: coppia sbagliata che si tradisce e se la rimbalza. Ma vogliono bene alla ragazzina che sa giocare a carte e sa come nascono i bambini, ma ignora l'universo della sua età. Iscritta a una scuola ragazzine ricche, resiste all'(auto)esclusione con un artificio precoce: pensare ad altro quando qualcosa fa male e dimenticarlo subito dopo. Diventa amica della prima della classe, picchia la simil Barbie che la prende in giro, scopre la lettura (la difficile Marguerite Duras), rimane a dormire dalla amica, osa invitare nella propria, va in vacanza al nord dalla nonna dove gioca con una coetaenea. Cresce, matura, si migliora, si guarda intorno, comprende,... Tre trimestri per un romanzo di lenta formazione e di veloce presa di coscienza. La regista Sylvie Verheyde "scrive e dirige con garbo autobiografico e magistrale sensibilità. Dimostra il valore della voce fuori campo che illumina senza retorica. In uno dei migliori film dell'anno, Léora Barbara è la baby star da applausi, Guillaume Depardieu un principe azzurro agli sgoccioli" (Alessio Guzzano, City).

ilgiardinodilimoni

Il giardino dei limoni
Israele, Germania, Francia 2008 - 106' - di Eran Riklis - con Hiam Abbass, Ali Suliman, Rona Lipaz-Michael, Doron Tavory

Giovedì 21 maggio 2009

La protagonista Selma (Hiam Abbas) è una vedova palestinese (da 10 anni). Vive a due passi dal muro costruito dagli israeliani per difesa. Ha due figlie, un figlio cuoco negli States, subisce il controllo costante dei vicini sulla sua onorabilità di vedova. Un anziano contadino l'aiuta a coltivare limoni nel pezzo di terra "divenuto l'orgoglioso camposanto dei suoi ricordi". Per questioni di sicurezza relative all'insediamento della villa del nuovo vicino, il ministro della Difesa israeliano, si devono abbattere le piante accanto alle quali è già cresciuta una torretta. Disperata, la donna si lancia in una solitaria lotta per i propri diritti. Cerca un avvocato e insieme affrontano una causa civile presso la corte costituzionale. Con l'avvocato nasce una rispettosa attrazione senza futuro. Come gli sguardi che inteccia con la moglie infelice e sola del politico. Rabbia, dignità, senso di frustrazione e di impotenza, leggeri accenni ironici compongono il perfetto mix del film. La protagonista Hiam Abbas è eccezionale nella soffusa malinconia e dolorosa ostinazione. Eran Riklis dirige con garbo e delicatezza.

l'ospite inatteso

L'ospite inatteso
Usa 2007 - 103' - di Thomas McCarthy - con Richard Jenkins, Hiam Abbass, Haaz Sleiman, Danai Gurira

Giovedì 28 maggio 2009

Thomas McCarthy dirige questo apologo sulla solitudine e le relazioni dirigendo un bravissimo Richard Jenkins nel ruolo di un Vedovo, professore di college di una sola classe, che trascina la propria esistenza fatta di routine, di piccoli gesti severi e di musica classica. Tornato suo malgrado a New York, trova la casa occupata da una coppia di immigrati senza green card. Lui, siriano, suona il tamburo, lei, africana, vende bracciali al mercato. Dapprima preoccupazione poi sorpresa e curiosità. L'incontro cambierà il grigio professore stimolandolo a scrollarsi di dosso la malinconia e a 'percuotere' con il bongo la propria depressione (fino a suonare pubblicamente a Union Square). Ma le leggi attuali degli Stati Uniti oggi sono inesorabili: il nuovo amico è arrestato, l'uomo grigio per la prima volta reagisce. Nel tragitto del destino ha anche conosciuto la madre del ragazzo (la bravissima Hiam Abbas di Il giardino di limoni)...

giulianonesce

Giulia non esce la sera
Italia 2009 - 105' - di Giuseppe Piccioni - con Valerio Mastandrea, Valeria Golino, Sonia Bergamasco, Domiziana Cardinali

Giovedì 4 giugno 2009

Guido (Valerio Mastandrea), scrittore fuori dal mondo della mondanità letteraria, sta lentamente scivolando anche lontano dal proprio: i surreali e tristi protagonisti maschili dei suoi racconti gli bussano alla mente, trasloca dalla vita della moglie (Sonia Bergamasco), si trova a disagio con la figlia e il suo ragazzo: adolescenti troppo maturi. È un personaggio morettiano immerso in un film di Giuseppe Piccioni (Luce dei miei occhi, Fuori dal mondo,...): sommessa ironia, pause nell'acqua, canzoni italiane al volante, piccoli gesti, senso di inadeguatezza e di deriva di fronte a una vita che scorre densa, ma 'indossata' a fatica o contemplata da dietro qualche soglia (vetro, specchio,...). In piscina, incontra Giulia (Valeria Golino), una donna con un passato complesso e poca voglia di futuro. "Man mano che lo sguardo si sposta dall'apnea di lui a quella di lei, a Piccioni riescono attimi di
dolorosa intensità, luce degli occhi del suo umanissimo cinema imperfetto. Creano atmosfera: bella musica francese, Paoli/Bindi/Tenco e la stessa magnetica Valeria Golino 'acquatica' che fu a Lampedusa in Respiro". (Alessio Guzzano, City))

Programma e testi a cura di Paolo Castelli

BIGLIETTI e ABBONAMENTI:

Proiezione pomeridiana:
Biglietto: 4 €
Abbonamento 10 film: 18 €

Proiezione serale:
Biglietto: 5 €
Abbonamento 10 film: 25 €

Abbonamento speciale “GOLD”: Valido il giovedì, il sabato e la domenica negli orari e giorni in cui viene proiettato il film in cartellone. Dà diritto all'ingresso ad una proiezione per ogni film.
Abbonamento GOLD 10 film: 35 €

Sala dotata di impianto audio

Dolby Digital
con altoparlanti


JBL

 

PREVENDITA PRESSO:

Cartolibreria Centrale Boragno
Via Milano, 4 - Busto Arsizio - tel. 0331-635753

Cinema Teatro Fratello Sole
Via Massimo D'Azeglio, 1 - tel. 0331-626031
(negli orari di apertura)

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