Che belli, i fiori! Un futuro pieno di fiori! Eppure, c’è dell’amarezza. E un’italiana al Cairo, e l’esuberante Fathi, e il sesso, e la nascita di un figlio, e una rassegnata incapacità di amare, e la stanchezza di un paese per vecchi, e la vitalità della rivolta araba. “La madre del mondo” chiude una raccolta surreale. E poi c’è quel diaframma tra la coscienza narrativa e il mondo, che non si lega a quella e non si compie, ma pure procede, nonostante tutto. E poi, in fondo, ci sono i fiori.

Carlo

Pubblicato in Narrativa

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