1° Classificata – Sezione Adulti – 2018
MARISA TRENTINI

PER TERRE E MARI

Contavo i tramonti
per conoscere
i giorni di cammino.
Con la sabbia negli occhi
si incedeva a stento
seguendo il passo
di chi stava davanti.
Eravamo uno sciame
muto e lento,
ciascuno con un pugno di stracci
legato alla schiena
e un pensiero ostinato
che lo teneva in vita.
Eppure qualcuno
d’un tratto
scompariva tra le dune,
in silenzio si piegava
composto
come chi dorme e prega.
Continuavamo così
senza parlare
con la borraccia nascosta
dentro una stretta di mano,
in un fruscio di dita callose.
Comandavo alle gambe
di obbedire alla marcia
e non mi voltavo
se un lamento
piano
si zittiva.
La barca comparve
come un miraggio
e il deserto
d’improvviso
divenne acqua.
Di notte
prendemmo il largo
col respiro corto
per le assi stanche
che ansimavano.

Motivazione:

Di questi tempi, il tema dell’immigrazione è trattato da così tante persone e in modi così diversi tra loro che farne il tema di una poesia potrebbe apparire perfino banale. E tuttavia, questa lirica è tutt’altro che banale: con grazia e sapienza la poetessa si immedesima nel cammino di chi rincorre un sogno e fa sue le fasi e i tormenti del viaggio, riuscendo a far sentire anche il lettore coinvolto e partecipe. Nessuna delle immagini è scontata, al contrario in ognuna si ritrova un pensiero nascosto, intimo non raccontato da altri che parlano così spesso dell’argomento. “Comandavo alle gambe/di obbedire alla marcia/e non mi voltavo/se un lamento/ piano/ si zittiva”: passaggio crudo e delicato insieme, scandito dal verso che sembra un singhiozzo che stempera la dura legge della sopravvivenza; e quando appare il lembo informe della terra c’è posto solo per un sollievo, pur momentaneo, sembra dire la poetessa: “i cuori strappati/ cedevano al pianto/ e alla preghiera”

 

2° Classificata – Sezione Adulti – 2018
DONATO LADIK

OLTRE LA VITA

La paura che la nebbia dei ricordi
impedisca il respiro della mente
non cambierà la mia ultima stagione
e non muterà la bellezza della vita.
Continuerò a tessere trame di desideri
con l’indomabile bussola dei sogni
e l’incanto dell’ultimo battito d’ali
che trasporta oltre lo spazio e il tempo.
Si estingue il senso dei limiti sopiti e
raggiunto il lungo confine del tempo
sento il battito del mondo affievolirsi
nella leggerezza dello spirito che si eterna!

Motivazione:

Non si può rinunciare a vivere solo perché l’età avanza, né si può vivere di soli ricordi, spesso nebulosi e indistinti. La mente deve continuare a “tessere trame di desideri”, i sogni devono ancora dare le ali ai nostri ultimi fremiti di vita, al nostro spirito, che, leggero, va verso l’infinito, lasciandosi dietro il fragore del mondo. Il poeta ha saputo esprimere con versi fluidi e musicali come anche l’ultimo tratto del cammino della nostra vita possa donarci gioie e bellezza.

 

3° Classificata – Sezione Adulti – 2018
GABRIELLA CASSINERIO

 

CAMMINERÒ DA SOLO

Hai lasciato la mia mano
quando ancora non potevo stringerla.
Hai interrotto il mio cammino
quando appena sapevo dove andare.

Hai distrutto le mie speranze
quando così poco potevo sperare.
Scegliendo una vita più facile
hai distolto lo sguardo dalla mia.

Camminando al fianco di altri figli
percorri strade meno tortuose,
chiudendo gli occhi
dimentichi la mia imperfezione.

Percepisco l’assenza della tua attenzione,
proseguo ogni giorno senza di te.
L’amore di altri mi sostiene, mi guida,
mi protegge, mi suggerisce.

Continuerò la mia strada,
sempre in salita.
Forse un giorno voltandoti,
realizzerai di avermi perso.

Motivazione:

La lirica è il triste racconto dell’abbandono di un figlio da parte di un genitore.
Le prime tre strofe presentano immagini ed emozioni dolorose e apparentemente disperate.
Tuttavia, la speranza appare nelle ultime due strofe, perché altre persone sanno dare amore, guida e sostegno al figlio “respinto”. Grazie a ciò, egli riesce a camminare nel sentiero della vita, anche se si presenta in salita e dovrà affrontarlo da solo.
Il messaggio è un incitamento ad affrontare coraggiosamente la realtà e la verità, pur tra le mille e a volte ingiuste difficoltà.