NAZIM HIKMET Nazım-Hikmet

 

 

Non vivere su questa terra come un inquilino

 

 

Ragazzo mio,
io non ho paura di morire.
Tuttavia, ogni tanto
mentre lavoro
nella solitudine della notte,
ho un sussulto nel cuore,
saziarsi della vita, figlio mio,
è impossibile.
Non vivere su questa terra come un inquilino,
o come un villeggiante stagionale.
Ricorda:
in questo mondo devi vivere saldo,
vivere
come nella casa paterna.
Credi al grano,
alla terra,
al mare
ma prima di tutto
all'uomo.
Ama la nuvola,
il libro
la macchina,
ma prima di tutto
l'uomo.
Senti in fondo al tuo cuore
il dolore del ramo che secca,
della stella che si spegne,
della bestia ferita,
ma prima di tutto
il dolore dell'uomo.
Godi di tutti i beni terrestri,
del sole,
della pioggia
e della neve,
dell'inverno e dell'estate,
del buio e della luce,
ma prima di tutto
godi dell'uomo.

 

 

NAZIM HIKMET

nato a Salonicco nel 1902, fu poeta, romanziere e saggista di grande personalità. Subì il dramma di una lunga detenzione nelle carceri turche per la sua opposizione al regime e, dopo la liberazione si stabilì a Mosca, dove morì nel 1963. In una lettera alla sua amica Joyce Lussu rispose che le sofferenze del suo popolo lo avevano spinto a scrivere ma che ….

Era la fine del 1921. Fui mille volte più stupito, e sentii un amore e un'ammirazione cento volte più forti, perchè avevo scoperto in quel 1921-1922, una carestia cento volte più terribile, e delle cimici cento volte più feroci, e una lotta contro tutto un mondo cento volte più potente, e un'immensa speranza, un'immensa gioia di vivere, di creare. Ho scoperto tutta un'altra umanità. E cominciai a scrivere in un altro modo. E da allora non posso non scrivere delle poesie”.

Su questo sito vengono utilizzati i cookies per raccogliere statistiche e gestire la navigazione. La nostra policy