Oggi La Prealpina ci ha dedicato un po’ di spazio per annunciare la programmazione di domani nel nostro Cinema Fratello Sole: DIVA! di Francesco Patierno, sulla vita di Valentina Cortese.

Prima della proiezione Paolo Castelli ci condurrà in un interessante dibattito, assieme alla Dottoressa Patrizia Corbo e allo storico soprano della Scala Margherita Guglielmi. Per approfondire il film qui di seguito il commento di Paolo, una recensione del film e un paio di letture che vogliamo consigliare per approfondire la conoscenza di questa intramontabile e vera diva del passato.

 

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Il film evoca la figura poliedrica e affascinante dell’attrice Valentina Cortese. Sono ben otto le attrici italiane scelte per ricostruire i passaggi più salienti della vita di questa diva: Barbora Bobulova, Anita Caprioli, Carolina Crescentini, Silvia d’Amico, Isabella Ferrari, Anna Foglietta, Carlotta Natoli e Greta Scarano. A ognuna è affidato un monologo tratto dalla sua biografia, intitolata Quanti sono i domani passati. L’immagine di Valentina Cortese è invece presente attraverso le sequenze più celebri della sua carriera cinematografica, che ha visto collaborazioni importanti con registi italiani (tra gli altri, Alessandro Blasetti, Michelangelo Antonioni, Federico Fellini e Franco Zeffirelli) e internazionali – su tutti, il François Truffaut di Effetto notte.

Paolo Castelli

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CINEFILIA E RE-ENACTING: UN APPROCCIO ANTICONVENZIONALE ALLA BIOGRAFIA DI VALENTINA CORTESE.

Valentina Cortese è una delle pochissime star nostrane ad essere approdata a Hollywood e ad aver conosciuto splendori e stravaganze dello studio system. Lo ha fatto con successo, alla fine degli anni Quaranta, in fuga da una realtà che le stava troppo stretta, sposando nel ’51 l’attore Richard Baseheart, per poi tornare in Italia e, grazie al sodalizio con Giorgio Strehler, diventare anche un’icona del teatro. Diva! di Francesco Patierno è un documentario dall’approccio anticonvenzionale, non celebrativo ma intimo, dall’andamento non cronologico, che tiene miracolosamente insieme cinefilia e re-enacting, ricreazione drammatica. Attinge cioè a piene mani dagli archivi di celluloide e a questi accosta otto attrici che interpretano alcuni passi tratti da Quanti sono i domani passati, l’autobiografia della Cortese (curata da Enrico Rotelli) edita da Mondadori nel 2012. Mentre Michele Riondino fa rivivere una strepitosa lettera d’amore di Strehler, Isabella Ferrari, Anna Foglietta, Barbora Bobulova, Anita Caprioli, Carolina Crescentini, Greta Scarano, Silvia d’Amico e Carlotta Natoli si alternano, in abiti e trucco da sera, nel rimettere in scena i ricordi intimi di una figlia non riconosciuta, abbandonata dalla madre e cresciuta da una coppia di contadini delle campagne lombarde; le memorie di una donna in difficile equilibrio tra l’immagine pubblica di “diva evanescente” e un privato ricco di incontri e amori si mescolano quindi agli aneddoti della frequentatrice del jet set e dei numerosi set e palchi calcati, in un montaggio avvolgente, denso, impreziosito di immagini d’epoca e accompagnato da una colonna sonora contemporanea che azzera ogni trionfalismo o effetto nostalgico.

Raffaella Giancristofaro – MyMovies

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Valentina Cortese – QUANTI SONO I DOMANI PASSATI

Autobiografia, ed. Mondadori
“Sono un’attrice vecchio stile, con la voce flautata. Nella vita, lo so, cerco di fare il clown, cerco di tenermi questa etichetta che mi hanno messo addosso della diva un po’ evanescente, e che in fondo mi va bene, mi protegge e mi fa comodo.” Così si descrive Valentina Cortese, un mito del teatro e del cinema di tutto il mondo. Un’artista che ha perseguito gli ideali di grazia e bellezza: “A essi, come a me stessa, voglio restare fedele. Io mi dissocio dal presente distratto che non vede le cose essenziali. Non aderisco alla bruttezza e alla volgarità, perché non posso.” Ma Valentina, tolti gli abiti di scena, è soprattutto una donna, con la sua gioia e la sua disperazione di vivere. “Io amo la vita anche se la vita spietatamente ci scaraventa là, così, subito, brutalmente nel caos.” E la sua vita, raccontata in questo libro, sembra quasi una favola hollywoodiana, che inizia allo scoccare del nuovo anno in una Milano d’altri tempi, per passare alle rive dell’Adda imbiancato, fino a Torino, Roma, Cinecittà, Hollywood, e poi al palcoscenico del Piccolo Teatro. Una storia di grandi amori con uomini altrettanto grandi: Victor de Sabata, Giorgio Strehler; di incontri e amicizie straordinarie: da Fellini a Marilyn Monroe, da Truffaut ad Alda Merini. “Quando penso ai momenti della mia vita vedo il teatrino costruito da papà Giuseppe, vedo il sorriso di Paolo Grassi quando era già nella clinica di Londra malato di cuore, vedo il sorriso di Marcello Mastroianni quando gli avvolsi una sciarpona di cachemire gialla al collo mentre andava verso il Teatro Manzoni, vedo la mano di Victor che conduce il Tristano e Isotta, l’abbraccio di Giorgio, vedo i passi traballanti di mio figlio Jackie quando a nove mesi camminava da solo sulla Queen Elizabeth di ritorno da Hollywood, vedo il whisky gettato con violenza in faccia a Darryl Zanuck, vedo ogni primo passo compiuto per entrare in scena. Ho cominciato che ero una bambina, gli anni sono passati e ancora adesso mi sento una bambina, una bambina a cui piace sfidare il domani.”

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Alfredo Baldi LE NOVE VITE DI VALENTINA CORTESE – ed. ETS
Approfondire la conoscenza di Valentina Cortese, della sua vita e dei suoi lavori, per il cinema, il teatro e la televisione, presenta più di un motivo di interesse. Non soltanto perché Valentina è stata l’ultima diva della scena italiana, ma anche perché la sua vita e la sua carriera, intrecciate l’una all’altra, si sono dipanate all’insegna delle trasformazioni, o addirittura dei ribaltamenti, più impensati e inattesi. Parlare di “Nove vite” di Valentina Cortese non costituisce quindi una forzatura, un’esagerazione o un’iperbole, ma rappresenta semplicemente una fotografia imparziale dei suoi novant’anni di esistenza. Tenendo ben presenti due cose: che Valentina ha una tale capacità di coinvolgerti che non si riesce a essere distaccati nel raccontarla; ma, soprattutto, che il filo rosso che lega, fin dalla prima, le sue nove vite, è la ferrea volontà e caparbietà di riuscire a imporsi, di diventare Valentina Cortese.

 

Gli errori sono come i versi mai letti di una poesia.

                                                           Valentina Cortese