Riportiamo qui di seguito stralci di un’intervista alla nostra Benedetta, fatta da Paola Surano e Anna Maria Folchini Stabile della Casa editrice TraccePerlaMeta per L’Inform@zione Online, in un articolo pubblicato il 25 settembre 2018

 

“Chi frequenta la Parrocchia dei Frati Minori di Busto Arsizio non può non conoscere le molte attività caritative e sociali che la caratterizzano e affiancano la profonda attività pastorale che da più di un secolo i Frati Minori svolgono in Busto.

Il Teatro Fratello Sole con la sua programmazione teatrale e cinematografica annuale offre ai suoi parrocchiani e a tutti i cittadini di Busto e dintorni un nutrito programma di iniziative culturali che vanno dagli spettacoli per bambini a un cartellone cinematografico settimanale sia d’essais che di attualità.

Con il 29 settembre la programmazione delle attività del nuovo anno sociale ha preso il via con la premiazione del XVI Concorso di poesia “Sole d’Autunno” che il Teatro bandisce annualmente e che vede sempre una nutrita partecipazione di poeti italiani suddivisi nelle fasce Bambini, Ragazzi, Adulti.

Animatrice del concorso e coordinatrice e responsabile delle attività del teatro è Benedetta Russo Sarrica.

A lei chiediamo qualche ragguaglio sull’importante evento che vede ogni anno una nutrita schiera di partecipanti da ogni parte d’Italia.

Come nasce il concorso di poesia e perché è di poesia ” a tema”?

L’idea che è alla base del concorso è semplicemente il piacere di condividere una riflessione con chi ama soffermarsi per cercare quel silenzio che racconta la vita, per un cammino insieme nell’empatia con chi ci sta accanto alla scoperta di quei lampi straordinari che trasformano la vita di ogni giorno in respiri di poesia. È un concorso a tema perché la proposta va intesa di volta in volta come un seme di questo “Sole d’autunno” sparso semplicemente per una conoscenza che ci emoziona e ci arricchisce.

Quale significato e importanza ha la poesia nell’epoca attuale?

Si ha l’impressione a volte che la poesia abbia già parlato di tutto. Ogni possibile emozione ha trovato il suo spazio nei versi e ogni aggiunta pare un rimescolare il già detto. Se poi pensiamo alla crisi di miti, al vuoto di desideri, a tanti obiettivi superficiali tipici del nostro tempo, allora viene alla mente una conclusione affrettata: la poesia è finita o quanto meno è retorica.

Le emozioni e i sentimenti che con tenacia rivivono in tutte le generazioni, fanno però soffrire e gioire allo stesso modo, le paure e le speranze, pur indossando un abito diverso, ritornano ugualmente vere e con gli stessi profondi interrogativi. I concetti di solitudine, tempo, memoria, sogno, luce e tenebre, cammino, felicità, ci appartengono da sempre e bussano con i loro interrogativi oggi come ieri. Testi poetici persi ormai nel tempo ci stupiscono per la loro freschezza e attualità e il poterli fare nostri dà senso alla eterna necessità di poesia. La poesia non può esaurirsi con il passare del tempo perché è nella vita di ogni giorno e appartiene all’umanità. Nello stordimento di oggi forse ancora di più abbiamo bisogno di poesia per spegnere il frastuono e ricercare l’armonia di un universo che ci ospita e che pretende la nostra consapevolezza.

È possibile capire chi sono i poeti dei nostri giorni?

La poesia non può seguire mode. Può esprimersi con termini e tecniche diverse ma sostanzialmente è la vibrazione che ci scuote nel leggerla a selezionare il poeta.

Come rispondono i giovani ai temi che vengono annualmente suggeriti?

I temi vengono accolti con attenzione e lo sviluppo dei versi segnala soprattutto l’enorme solitudine dei nostri ragazzi e i bisogni profondi che chiedono attenzione.

Come ci si sente ad essere presidente della Giuria che valuta le poesie ovvero le emozioni, i sentimenti, i pensieri profondi di altri che esprimono se stessi e la loro visione del mondo?

Sento questa possibilità come un privilegio, non tanto come Presidente perché la giuria decide con grande spirito di unità, ma perché immedesimarsi nelle sensibilità più intime è un gioco del vivere che lascia segni profondi.

Come cambia negli anni questa visione?

In questi sedici anni gli scritti pervenuti non hanno dato indicazioni di grandi cambiamenti perché motivo portante è stato e rimane il bisogno di essere capiti, di condividere le gioie più semplici e soprattutto il bisogno di rompere la solitudine.”

 

Anna Maria Folchini Stabile

Paola Surano

www.tracceperlameta.org

https://www.facebook.com/TraccePerLaMeta.Edizioni/