IL GUSTO DELLE COSE: RECENSIONE E I PIATTI PIU’ FAMOSI DEL CINEMA

Regia di Tran Anh Hung – Francia, 2023 – 145′
con Juliette Binoche, Benoît Magimel, Emmanuel Salinger
“Il gusto delle cose” (“La Passion de Dodin Bouffant”) scritto e diretto da Tran Anh Hùng – classe 1962, vietnamita naturalizzato francese, Leone d’oro al Festival di Venezia nel 1995 con “Cyclo” – è stato premiato al Festival di Cannes nel 2023 per la miglior regia. Ispirato al romanzo “La vie et la passion de Dodin Bouffant, Gourmet” di Marcel Rouff del 1924 e alla pubblicazione “La fisiologia del gusto” che Jean Anthelme Brillat-Savarin del 1825, vede protagonisti Eugénie (la premio Oscar Juliette Binoche, sempre eccellente, una garanzia), cuoca da oltre vent’anni del famoso gastronomo Dodin (Benoît Magimel, bravissimo): insieme creano piatti raffinati, deliziosi, che sorprendono i più famosi chef del mondo. Con gli anni l’ammirazione reciproca è cresciuta e si è trasformata in relazione sentimentale. Dodin vorrebbe sposarla, ma Eugénie, temendo che il loro rapporto possa cambiare, rifiuta. L’uomo decide allora di fare qualcosa di assolutamente inaspettato: cucinare per lei.
Tran Anh Hùng prepara e “serve” agli spettatori un’opera raffinata, elegante, curata nei minimi particolari (in questo sicuramente debitrice dell’universo visivo di Luchino Visconti). Una “pietanza” (tanto per restare in tema) il cui sapore è dato dalla perfetta armonia tra gli ingredienti, un piatto che non cancella i singoli sapori, ma li esalta creando qualcosa di originale, unico: scenografie, costumi, una fotografia magnifica e attori al top sono questi ingredienti.
E al centro la coppia Eugénie-Dodin, il loro rapporto fatto di complicità professionale e cura reciproca. Si amano, certamente, ma molto di più condividono una grande passione per quello che fanno e si stimano professionalmente, riconoscendo l’uno il talento dell’altro. E forse è proprio questo che spinge la donna a non accettare il matrimonio e a dichiarare, con orgoglio, che vuole essere la cuoca e non la moglie.
In un turbinio di pentole, tegami, e gesti che sembrano seguire una precisa ritualità: pulire, tagliare, farcire, insaporire, cuocere, impiattare e servire. Una vera e propria coreografia. Pietanze elaborate, create per stupire e soddisfare i palati più esigenti. Il cibo, dunque, come metafora dell’accudimento, dell’attenzione per l’altro. Perché una tavola imbandita è condivisione, gioia, opportunità conversazione (in questo si rintracciano legami con il poetico “Il pranzo di Babette” di Gabriel Axel del 1987). “Il gusto delle cose” è passato alla 18a Festa del Cinema di Roma (2023) e ha rappresentato la Francia nella corsa agli Oscar 2024.
Recensione della Commissione Nazionale Valutazione Film della Conferenza Episcopale Italiana
Tematiche
Amore-Sentimenti, Cibo, Donna, Malattia, Matrimonio – coppia
Il film diTrần Anh Hùng con i bravissimi Juliette Binoche e Benoît Magimel è “cinema gourmet” in purezza, ma anche una storia sensoriale e sensuale che insegna a gustare la vita
A prima vista, sembra uno sfoggio di un’eleganza un po’ esornativa. Ma il cineasta vietnamita riesce a raccontare la passione e la cura, ad accarezzare i personaggi e a trovare un’armonia profonda.
Il gusto delle cose si srotola come un menu, alterna i momenti di cucina a quelli di degustazione, assiste alle sentenze del cuoco geniale e le contrappone al piacere dei commensali.
Recensioni
4/5 Cineforum.it
3,4/5 MYmovies
3,6/5 Sentieri selvaggi
I 10 PIATTI PIÙ FAMOSI DELLA STORIA DEL CINEMA

1) Il cocktail di gamberi di “The Blues brothers”
Nel celebre film che ha come protagonisti due fratelli appena usciti di prigione, Dan Aykroyd e John Belushi (Jack e Elwood) si recano nel ristorante gestito da un amico per convincerlo a ricostituire la band nella quale suonavano in gioventù. Ordinano 5 costosi cocktail di gamberi e 12 bottiglie di champagne.

2) La ratatouille di “Ratatouille”
La ricetta a base di verdure che dà il nome al film è protagonista nella scena più emblematica del film di animazione Pixar: il temuto critico gastronomico Anton Ego assaggia il piatto cucinato dallo chef-topo Remy e ne rimane talmente colpito da immergersi in un flashback che lo riporta alle emozioni e ai sapori della sua infanzia.

3) I pomodori verdi fritti di “Pomodori verdi fritti alla fermata del treno”
“Pomodori verdi fritti alla fermata del treno” racconta la storia di due giovani donne che negli anni ’30 lottavano contro razzismo e maschilismo. Le due donne gestiscono il Whistle Stop Cafe e preparano i migliori pomodori verdi fritti degli Stati Uniti del Sud, piatto ricorrente nello svolgimento del film.

4) Il sugo de “Il padrino”
In una scena del primo episodio della trilogia di Francis Ford Coppola, a casa Corleone il “picciotto” Clemenza sta cucinando un sugo e invita Michal Corleone (Al Pacino) a imparare la ricetta: “Vieni qua guagliò, può succedere che devi cucinare per una ventina di figli! Vedi, si comincia con un poco d’olio, ci friggi uno spicchio d’aglio poi ci aggiungi tomato e anche un poco di conserva. Friggi e attento che non si attacca; quando tutto bolle ci cali dentro salsicce e pulpetta, poi ci metti uno schizzo di vino e nù pucurille ‘e zucchero”.

5) I maccheroni in “Un americano a Roma”
Tra le ricette più famose della storia del cinema, questa non poteva proprio mancare: la scena di “Un americano a Roma” nella quale Alberto Sordi viene provocato dal piatto di maccheroni e li distrugge è una delle immagini più note del cinema italiano.

6) La pasta alla norma avvelenata di “Brutti, sporchi e cattivi”
Nel film di Ettore Scola dedicato alla quotidianità di una numerosa famiglia della periferia romana, in una scena memorabile il capofamiglia Giacinto Mazzatella (Nino Manfredi) viene avvelenato con un abbondante piatto di pasta alla norma: fiutato l’inganno, riesce però ad alzarsi da tavola e a salvarsi.

7) Il cioccolato di “Chocolat”
Il cioccolato è il filo conduttore del film di Lasse Hallström, simbolo di seduzione, tentazione e passione. Ne approfitta un goloso Johnny Depp, conquistato dalla mousse di cioccolato e peperoncino preparata da Juliette Binoche.

8) I courtesan al cioccolato di “Grand Budapest Hotel”
Il film di Wes Andreson vincitore di 4 premi Oscar nel 2015 è ambientato nel lussuoso Grand Budapest Hotel e ruota attorno al furto e al recupero di un dipinto rinascimentale dal valore inestimabile. Tra i personaggi del film c’è la bionda Agatha (Saoirse Ronan), che lavora nella pasticceria Mendl’s ed è solita preparare dei bigné ripieni di cioccolato che racchiude in eleganti scatole rosa: i courtesan al cioccolato.
9) Lo strudel con la panna di “Bastardi senza gloria”
In una delle scene centrali del film di Quentin Tarantino, il generale delle SS Hans Landa (Christoph Waltz) è seduto al tavolo con Shoshanna Dreyfus (Melanie Laurent), alla quale ha in passato sterminato la famiglia. Il generale ordina per entrambi uno strudel di mele con la panna: lui lo divora con modi poco eleganti e una foga stupefacente, metafora della sua spietatezza, prima di spegnervi sopra una sigaretta, mentra la ragazza lo assaggia controvoglia e con lo stomaco chiuso dalla rabbia e dal dolore.

10) Il milkshake di “Pulp fiction”
Il cibo (anche se “da bere”) è protagonista in un altro film cult di Tarantino: in una delle scene più celebri di “Pulp fiction”, Mia Wallace (Uma Thurman) sorseggia un bianchissimo milkshake sormontato da una ciliegina in compagnia di Vincent Vega (John Travolta) e pronuncia la frase: “Accidenti, è davvero buono questo frullato, non so se vale 5 dollari, ma c—o è veramente buono!”.
MGF