0699md24Jean Guitton

filosofo cattolico francese (1991-1999), grande protagonista della cultura francese del XX secolo,   fu studioso della vita di Gesù, dei Vangeli, e soprattutto del cattolicesimo nel mondo moderno. Rappresenta una delle figure più rappresentative del pensiero cattolico contemporaneo.

Amico di Papa Montini e di Papa Roncalli fu invitato quale unico uditore laico al Concilio Vaticano II.

Riportiamo uno stralcio tratto da un articolo apparso alla sua morte sul Corriere della Sera

Una fede senza crepe, come quella che di solito hanno i "semplici", oppure i mistici. Eppure, Guitton non era uno di quelli che, per credere, non hanno bisogno di studiare. Al contrario, e' stato l' uomo che più di ogni altro, in questo secolo, ha voluto passare al vaglio con la lente del critico ogni traccia che conduce al Dio nascosto.   …....Diceva: "La fede non ha paura dell'intelligenza. La fede, anzi, e' amica dell'intelligenza". E ancora: "Un po' di cultura può allontanare dal Cristo; ma molta cultura può farlo riaccettare".

 

 

In una intervista del 1993, a Gian Paolo Pucciarelli, affermava:

"Sono soltanto un filosofo. La filosofia mi ha condotto ad un passo dalla conoscenza, una meta che resterà tuttavia sempre irraggiungibile. Mi ha fatto però comprendere forse in parte il senso della nostra vita, le infinite capacità del pensiero, e quello che ho sempre considerato il più gran regalo che il Creatore ci ha dato: la libertà. La libertà di scelta, di credere o non credere. Un valore dal quale deriva ogni altra forma di libertà, e la convinzione che essa sia anche amore e rispetto di se stessi e degli altri. Non sono mai stato un politico, ma ho sempre attribuito alla mente umana l'immensa facoltà di comprendere la libertà e di amarla, di scegliere giustizia, democrazia, uguaglianza come principi fondamentali della pacifica convivenza fra gli uomini.

 

 

 

nella sua poesia “Insegnami il tempo”

Dio mio,
insegnami ad usare bene il tempo che tu mi dai
e ad impiegarlo bene, senza sciuparne.
Insegnami a prevedere senza tormentarmi,
insegnami a trarre profitto dagli errori passati,
senza lasciarmi prendere dagli scrupoli.
Insegnami ad immaginare l'avvenire
senza disperarmi che non possa essere
quale io l'immagino.
Insegnami a piangere sulle mie colpe
senza cadere nell'inquietudine.
Insegnami ad agire senza fretta,
e ad affrettarmi senza precipitazione.
Insegnami ad unire la fretta alla lentezza,
la serenità al fervore, lo zelo alla pace.
Aiutami quando comincio,
perché è proprio allora che io sono debole.
Veglia sulla mia attenzione quando lavoro,
e soprattutto riempi Tu i vuoti delle mie opere.

Fa' che io ami il tempo
che tanto assomiglia alla Tua grazia
perché esso porta tutte le opere alla loro fine
e alla loro perfezione
senza che noi abbiamo l'impressione
di parteciparvi in qualche modo.

 

 

 

Leggiamo la passione per ogni istante della propria vita e per ogni gesto compiuto. L'affidarsi all'ascolto degli insegnamenti divini conquistati e messi in opera e accogliere per libera scelta i principi di un agire trascendente possono condurci ad accettareserenamente i nostri limiti umani in un cammino che ha ben chiaro il punto di arrivo. Un puzzle del vivere e la nostra goccia, “accanto” ad altre gocce, in un insieme che ciascuno contribuisce a creare con le sue difficoltà ma con l'entusiasmo di una attenzione vigile che lo accende di una responsabilità personale.

                                                                                                           

 

 

  Benedetta Sarrica

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