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Mercoledì, 21 Settembre 2016 19:02

Nemiche per la pelle - Giovedì 27 Ottobre

Lucia (Margherita Buy) e Fabiola (Claudia Gerini) sono due donne diverse che hanno in comune soltanto un uomo, Paolo, ex marito di Lucia e attuale marito di Fabiola. Quando l'uomo scompare, lascia in eredità alle due "nemiche per la pelle" un bambino che ha avuto con un'altra donna e di cui Lucia e Fabiola ignoravano l'esistenza. Riusciranno a ottenerne l'affido? Commedia garbata di Lucia Lucini (ispirata, nei tempi comici, alla sophisticated comedy anni '30) con protagoniste due figure di antipodi -un'ansiosa e introversa, l'altra aggressiva e brillante. Il film si nutre di questo scontro/incontro tra due "maschere/personae" femminili e il loro "sbattere" con l'universo infantile. Il duo Claudia Gerini/Margherita Buy è assolutamente azzeccato.

Lunedì, 04 Luglio 2016 11:53

Suffragette

suffrag

 

Una leggerezza immotivata mi accompagna fino al cinema, mi attende un film dal titolo palese, Suffragette, so esattamente cosa mi aspetta, eppure, senza motivo alcuno, entro a cuor leggero, chissà perché, penso e ripenso, finché riecheggia nella mia mente la voce della signora Blanks, mamma di Jane e Michael e improbabile suffragetta nel film Mary Poppins, quanti ricordi, la sento cantare allegramente Suffragette, a noi! tra balli e risate

Venerdì, 17 Giugno 2016 09:59

Brooklyn

Brooklyn-locandina

 

è di nuovo giovedì, procedo soprappensiero verso la meta quando m’imbatto nel volto della protagonista in primo piano sulla locandina del film di questa sera Brooklyn di John Crowley, mi pare di conoscerla, sfoglio velocemente gli archivi della mia mente … M, N, O, P, Q, R … sì, la R, certo è Saoirse Ronan, la giovanissima Agatha che nel 2014 aveva ammaliato il pubblico di Grand Budapest Hotel dopo una doppia nomination al Golden Globe e all’Oscar nel 2008 per una memorabile interpretazione a soli 13 anni nel film Espiazione

Giovedì, 09 Giugno 2016 14:02

Joy

joy-locandina

 

l’abbonamento in una mano, lo scontrino nell’altra, entro in sala diretta verso la mia solita poltrona quando sento due signore di mezza età commentare il film di questa sera, Joy di David O. Russell con Jennifer Lawrence, Robert De Niro e Bradley Cooper, i quattro hanno lavorato insieme in altri tre film di cui uno Il lato positivo in programmazione al nostro cineforum lo scorso anno, una dice all’altra, una pellicola stupenda sottolinea la più esperta, ma l’altra non se la ricorda e chiede delucidazioni sulla trama, ma sì quei due protagonisti depressi, un lui e una lei, nella gara di ballo, dai, come puoi non ricordare, sono sicura di non averlo visto, ripete preoccupata l’altra temendo un episodio di amnesia senile in agguato, pensa e ripensa, ma non v’è traccia alcuna nella sua memoria, era strepitoso, rincara l’amica intanto godiamoci Joy, pare ottimo, qualcuno del cast è stato premiato, non so più chi, ahimè non ho più memoria nemmeno io, Joy è ispirato a una storia vera

Martedì, 31 Maggio 2016 10:13

L'abbiamo fatta grossa

verdone

 

Carlo 14 anni più di Antonio e Antonio 14 anni meno di Carlo, ma all’apparenza fratelli gemelli, nel corpo e nell’anima, li contempliamo e li confondiamo lassù sul grande schermo, li adoriamo fin dall’inizio, due maestri ineguagliabili, chiudo gli occhi e penso prima a uno e poi all’altro, sfrecciano veloci davanti a me le immagini del vasto repertorio di Verdone, la sua mimica facciale, la voce camaleontica, l’invidiabile poliedricità intellettuale con cui ha sempre rapito l’immenso pubblico in adorazione lasciandoci nel profondo una tale varietà di ricordi cui attingere al momento del bisogno, è parte di tutti noi ormai, e che dire di Albanese, il pensiero rimbalza subito a lui, in scena da ben 23 anni, un’altra fucina di sorprese, mi ritrovo a rievocare con la mente il suo passato cinematografico e a sorridere quando mi ravvedo, ritorno in me, non posso perdermi lassù sul grande schermo, ora, una loro sequenza infinita di gag, paradossi, svolte, colpi di scena, imprevisti, malintesi, satira sociale, pedinamenti, frivolezze, tragedia e comicità

E’ un romanzo grande, questo dell’israeliano David Grossman, ed un grande romanzo: bisogna sapere subito che si affronta un romanzo di 780 pagine perché è una cosa impegnativa; il libro è impegnativo, scritto con uno stile molto personale dove si intrecciano senza soluzione di continuità dialoghi e pensieri solo pensati, riflessioni e descrizioni di paesaggi, vita attuale e ricordi. Tuttavia, nel momento in cui si riesce a entrare nel meccanismo ecco che si scopre l’ efficacia di un simile procedere che dà il senso della contemporaneità degli accadimenti e dei pensieri intrecciati dei vari protagonisti; e si scopre anche la grandiosità del romanzo che racconta il dramma umano di una mamma, il cui figlio Ofer ( in israeliano significa “cerbiatto”) è stato richiamato per partecipare a incursioni in Cisgiordania in un paese – Israele - perennemente in guerra e il suo modo di vincere il terrore di venire svegliata nel cuore della notte per apprendere la notizia della sua morte: un modo che permette di spostarsi nello spazio (intraprende un viaggio attraverso il paese in compagnia di un amico di gioventù) e nel tempo, recuperando ricordi, gioie inaspettate e sofferenze.

Paola

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