Alla fine di un intero ventennio di attività del nostro Cinema Fratello Sole, vogliamo, con questi articoli, ripercorrere a tappe la sua lunghissima storia, dagli albori che vedono le prime luci agli inizi del secolo scorso, piano piano fino ai nostri giorni, dove le attività e le iniziative culturali sono ormai molteplici.
Le radici del Cinema Fratello Sole affondano molto lontano nel tempo e sono strettamente intrecciate a quelle della chiesa dei Frati fin dal 1898, quando con un decreto dell’allora Arcivescovo di Milano, Andrea Ferrari, si diede l’avvio alla realizzazione a Busto Arsizio della chiesa e del convento dei Frati Minori.
Il primo accenno lo troviamo nell’opuscolo preparato per le celebrazioni del 1911, dove si auspicava l’attivazione di un oratorio per la gioventù, dotato di locali per il catechismo, di uno spazio per la ricreazione e di un salone cinema-teatro. L’oratorio o ricreatorio, come si diceva, si sviluppò sul lato destro della chiesa: quanto prima denominato Antoniano, accolse lezioni di catechismo settimanali e gare annuali serissime, che divennero tradizione.

Il calcio, le accademie musicali e il teatro attecchirono presto. Nel salone, povero ed essenziale, nel 1914 nacque una compagnia teatrale: l’Antoniana dei Frati Minori figura tra le Filodrammatiche bustesi che nel febbraio del 1924 davano spettacolo sul palcoscenico del Teatro delle Associazioni Cattoliche in via Pozzi. Il Teatro Antoniano dei frati fu la prima sala cattolica di Busto ad accogliere lo spettacolo di una compagine mista, la Margherita Pusterla della Filodrammatica bustese Paolo Ferrari: era il novembre 1924. L’arcivescovo Tosi, nativo di Busto, lo consentiva ‘in via di esperimento’, ma con il cardinale Schuster ritornò il divieto per le sale cattoliche di ospitare spettacoli di compagnie miste.
Il fascismo, che tendeva a monopolizzate l’educazione della gioventù, chiuse nel 1931 questo oratorio (come tutti gli altri) e tolse la licenza al cinema; ma tante furono le proteste del papa e dell’episcopato che il blocco degli oratori durò soltanto tre mesi e i circoli giovanili poterono riaprire il 2 settembre 1931 come ‘Associazioni Giovanili di Azione Cattolica’, dipendenti dai vescovi e disancorate dall’impegno politico e dai partiti.

Si arrivò così al 1935 con il cinema sonoro e parlato. Dal 1936 Cor Jesu (la rivista mensile del santuario del Sacro Cuore pubblicata dal 1930 al 1965) segnalò regolarmente conferenze, recite e film in programma. Alla fine del 1939 presso i frati operavano ben tre compagnie e tutte producevano spettacoli: la compagnia maschile, affermata da anni, la compagnia femminile e un gruppo di studenti liceali. Nel 1943 alla testa della filodrammatica maschile si pose Mario Foresti. Nel 1945, appena finita la guerra e la diaspora dei giovani militari, l’Antoniana fu tra le prime compagnie locali di nuovo pronte a calcare la scena al Teatro delle Associazioni Cattoliche. Nel 1950 il salone ebbe nuovi tendaggi e nello stesso anno ci fu una radicale ristrutturazione eseguita dall’ ingegner Eugenio Prandina, che gli diede l’aspetto di un vero e proprio teatro. Dal 1957 si tenne un cineforum ogni martedì sera. Poco alla volta, però, andò in disuso per problemi di agibilità e sicurezza e la mancanza di fondi per le necessarie ristrutturazioni, fondi destinati a ben più importanti opere nella chiesa e nei locali oratoriali.

Padre Gentile Mora e un folto gruppo di ragazzi davanti al salone-teatro Antoniano, inaugurato nel 1914

 

Veduta dall’altro del complesso dei Frati Minori nel 1926 – di fianco al campanile la struttura del teatro

 

Locandina di un concerto vocale tenuto nel Teatro Antoniano nel 1944

 

Il teatro prima della ristrutturazione del 1950

 

Il teatro dopo la ristrutturazione del 1950 – il palco è dalla parte opposta rispetto all’attuale.

MGF

Fonte e foto: Tue so’ le laudi – I Frati Minori a Busto Arsizio 1898-1998
a cura di Augusto Spada