INDIZI 2

Indizi: segno, traccia, sintomo, apparenza, circostanza, indice, segnale, spia, rivelazione, avvisaglia, accenno, indicazione. L’immaginario cinematografico è un complesso universo indiziario.

22 marzo 2018 – L’INSULTO di Ziad Doueiri

Toni (Adel Karam) e Yasser (Kamel El Basha), rispettivamente libanese cristiano e profugo palestinese, finiscono in tribunale a seguito dell’aggravarsi di offese e di azioni lesive iniziate con un “semplice” insulto. Non è facile intuire chi sia vittima e chi colpevole: il caso assume una portata mediatica sempre maggiore, sino a diventare una vera e propria questione di Stato. Cercando di fotografare la complessa situazione libanese e la perenne tensione che si respira a causa della nota avversione tra i popoli che abitano quelle terre, Ziad Doueiri costruisce una parabola non tanto del conflitto storico quanto di quello umano. Intensa l’ambientazione finale in tribunale. ll bravo attore Kamel El Basha ha vinto la Coppa Volpi alla Mostra di Venezia 2017.

5 aprile 2018 – COME UN GATTO IN TANGENZIALE di Riccardo Milani

Giovanni (Antonio Albanese) è un intellettuale impegnato e profeta dell’integrazione sociale che vive nel centro storico di Roma. Monica (Paola Cortellesi), ex cassiera del supermercato, con l’integrazione ha a che fare tutti i giorni nella periferia dove vive. Non si sarebbero mai incontrati se i loro figli non avessero deciso di fidanzarsi. Monica e Giovanni sono le persone più diverse sulla faccia della terra, ma hanno un obiettivo in comune: la storia tra i loro figli deve finire. Il tema del confronto tra centro e periferia è il nocciolo delle questioni che il film di Riccardo Milani porta avanti. I due protagonisti sono maschere di questi due mondi geograficamente così vicini ma nei risultati così distanti. Bravissima Paola Cortellesi.

 

12 aprile 2018 – TRE MANIFESTI A EBBING, MISSOURI di Martin McDonagh

Dopo mesi trascorsi senza trovare il colpevole dell’omicidio della figlia, Mildred Hayes (Frances McDormand) compie un gesto audace. Lungo la strada che porta in città noleggia tre cartelloni pubblicitari sui quali lascia scritto un messaggio diretto allo stimato capo della polizia locale William Willoughby (Woody Harrelson). La speranza è quella di ottenere finalmente giustizia. È il film della maturità per Martin McDonagh, che aveva esordito con In Bruges (2008). Quello che più colpisce di questa commedia nera è la fluidità con cui il regista riesce a passare dal dramma al grottesco, riuscendo a far (sor)ridere e a commuovere, toccando diversi ingredienti (dal razzismo alle ingiustizie sociali). Ma il cuore pulsante del film è Mildred, una straordinaria Frances McDormand.

19 aprile 2018 – L’ORA PIU’ BUIA di Joe Wright

Maggio 1940: Winston Churchill (Gary Oldman) diventa primo ministro inglese anche se da più parti è ritenuto non adatto al ruolo e la sua figura si porta appresso divisioni e contrasti. Si troverà ben presto a dover prendere delle decisioni determinanti per il futuro della Gran Bretagna e per le sorti della Seconda guerra mondiale. Il britannico Joe Wright affronta una delle figure più carismatiche ed emblematiche della storia inglese in un biopic serrato e avvolgente, che restituisce tutte le anime di Churchill e la sua complessità di uomo e di statista. Con stile appassionante ma anche con misura stilistica, Wright si sofferma sulle manovre politiche che investirono Churchill in prima persona, sul dietro le quinte del suo incessante lavoro di mediatore e di pacificatore.

26 aprile 2018  – BENEDETTA FOLLIA di Carlo Verdone

Roma. Guglielmo (Carlo Verdone), uomo di specchiata virtù e irreprensibile rigore morale, è il proprietario di un prestigioso negozio di arte sacra e indumenti per vescovi e cardinali. Quando la moglie Lidia (Lucrezia Lante della Rovere) lo molla nel giorno del loro venticinquesimo anniversario, per Guglielmo inizia una tragicomica avventura alla ricerca di se stesso. Giocherà un ruolo cruciale la travolgente Luna (Ilenia Pastorelli), ex spogliarellista di provincia che è riuscita a farsi assumere come commessa proprio nel negozio di Guglielmo…  Grazie a una scrittura capace di entrare nelle maglie dei sentimenti con leggerezza, Benedetta follia riesce a giocare in maniera abbastanza convincente sul confine tra “sacro” e “profano”, come suggerisce il titolo, nella vita privata del protagonista, ex ribelle che con il tempo ha soffocato la propria esuberanza.

3 maggio 2018 – ELLA & JOHN di Paolo Virzì

Per sfuggire a un destino di cure mediche che li separerebbe per sempre, Ella (Helen Mirren), malata terminale di cancro, e John (Donald Sutherland), ex docente universitario affetto da Alzheimer, abbandonano senza preavviso la famiglia e fuggono a bordo di un vecchio camper, di nome Leisure Seeker, per dirigersi da Boston verso la Florida. Ormai anziani, vivranno insieme quest’ultima avventura che permetterà loro di riflettere sul passato. Il primo film in lingua inglese firmato da Paolo Virzì prende spunto dall’omonimo romanzo di Michael Zadoorian. Come nel precedente La pazza gioia (2016), Virzì punta su un road-movie dei sentimenti che, pur essendo incentrato sullo scorrere inesorabile del tempo e sulla malattia, riesce spesso a evitare le secche della retorica, soprattutto quando l’azione è concentrata sui due protagonisti.

17 maggio 2018 – LA FORMA DELL’ACQUA di Guillermo Del Toro

Baltimora, ai tempi della Guerra Fredda. All’interno del laboratorio di massima sicurezza in cui è assunta come donna delle pulizie, Elisa (Sally Hawkins) scopre che il governo sta lavorando a un curioso esperimento segreto: si troverà di fronte una misteriosa creatura proveniente dall’Amazzonia, con la quale proverà a stabilire un contatto. Dopo le atmosfere gotiche di Crimson Creek (2015), Guillermo Del Toro rimane nel territorio del fantastico, tornando al taglio fiabesco de Il labirinto del fauno (2006). Il messicano Del Toro alterna omaggi al musical e all’horror, costruendo una sorta di ipotetico seguito de Il mostro della laguna nera (1954), cult di Jack Arnold.

24 maggio 2018 – THE POST di Steven Spielberg

1971. Katharine Graham (Meryl Streep), prima donna alla guida del The Washington Post, sta attraversando un delicato momento dal punto di vista professionale, che comporta importanti decisioni sul futuro della testata. La svolta arriva quando, in seguito a una fuga di notizie senza precedenti, il testardo direttore del giornale, Ben Bradlee (Tom Hanks), ha la possibilità di svelare al mondo intero, attraverso le pagine del quotidiano, la massiccia copertura di segreti governativi riguardanti la Guerra in Vietnam in atto da diversi anni. La storia dei Pentagon Papers, la relazione top secret di 7.000 pagine stilata nel 1967 ricca di scottanti retroscena capaci di far collassare l’intero sistema politico americano, racchiude in sé tante storie, individuali e collettive: le menzogne raccontate alla nazione da ben quattro amministrazioni presidenziali, l’inganno ordito ai danni dell’opinione pubblica, la storica conquista in termini di libertà di parola e di stampa.

31 maggio 2018 – LADY BIRD di Greta Gerwig

Studentessa all’ultimo anno in un liceo della periferia di Sacramento, California, Christine (Saoirse Ronan) sogna New York: sullo sfondo, il difficile rapporto con la madre Marion (Laurie Metcalf), il teatro, le amicizie, le relazioni sentimentali, i miraggi di un futuro universitario che possa sradicarla dal microcosmo nel quale Christine, che si fa chiamare da tutti Lady Bird, si sente imprigionata.L’attrice Greta Gerwig, una delle icone femminili del cinema indipendente americano, firma la sua opera prima, dai nitidi e inequivocabili echi autobiografici. «Chiunque parli dell’edonismo californiano non ha mai passato un Natale a Sacramento», dice Joan Didion nella citazione che apre il film. È incantevole la sincerità con cui la regista si racconta attraverso la protagonista, un’eccezionale Saoirse Ronan.

7 giugno 2018 – 50 PRIMAVERE di Blandine Lenoir

Aurore Tabort (Agnès Jaoui) sta attraversando un periodo difficile: separata dal marito, ha appena perso il lavoro; a 50 anni deve sopportare le caldane della menopausa e sostenere sua figlia durante la gravidanza. Con l’aiuto delle figlie e della sua migliore amica, Aurore riesce a non perdere la testa, almeno fino a quando non si imbatte per caso nel grande amore della sua adolescenza. Tipica commedia francese contemporanea con venature malinconiche, 50 primavere è un film completamente al femminile, che racconta con sensibilità uno dei momenti più delicati nella vita di ogni donna. Il personaggio di Aurore è ben scritto ed efficacemente interpretato da Agnès Jaoui, attrice anche conosciuta come regista per pellicole come Il gusto degli altri (2000) e Così fan tutti (2004).