IL MIO CAPOLAVORO
Regia di Gastón Duprat – Spagna, Argentina, 2018 – 100′
con Guillermo Francella, Luis Brandoni, Raúl Arévalo
Arturo (Guillermo Francela) è il titolare di una galleria d’arte nel centro di Buenos Aires. Renzo (Luis Brandoni) è un pittore cupo e in evidente declino, che detesta i rapporti sociali e vive quasi in povertà. Sebbene il gallerista e il pittore siano uniti da un’amicizia di lunga data, si trovano in disaccordo quasi su tutto: i loro mondi e le loro idee sono diametralmente opposti, il che è fonte di tensioni e conflitti. Ma il legame che li unisce sarà più forte delle difficoltà.
Reduce dal successo de Il cittadino illustre (2016), l’argentino Gastón Duprat torna a raccontare l’universo dell’arte (basti pensare a L’artista del 2008). Duprat firma una sorta di commedia nera dai toni farseschi, regalando anche momenti drammatici e dando vita a una riflessione sull’arte contemporanea e la sua vacuità.
Paolo Castelli
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TRA THRILLER E COMMEDIA SPASSOSA, IL RITRATTO DI UN MONDO E UN PAESE IN CUI L’ILLUSIONE CONTA PIÙ DELLA REALTÀ.
Paola Casella – Mymovies
“Vendo opere d’arte, e il mio segreto è che sono un assassino”. Così si presenta a noi Arturo Silva, gallerista e commerciante d’arte contemporanea innamorato della sua Buenos Aires, prima di raccontarci a ritroso la sua storia. L’amico del cuore di Arturo è Renzo Nervi, un pittore che negli anni Ottanta aveva raggiunto un grande successo, ma ora è caduto in disgrazia per via del suo carattere impossibile. Renzo è un ubriacone e un donnaiolo, vive nel degrado e nella sporcizia, non si interessa al denaro e campa di espedienti, togliendosi il gusto di insultare chiunque non gli vada a genio – cioè praticamente tutti. Ma come Buenos Aires, sono i suoi difetti a renderlo amabile agli occhi di Arturo. Quando però un incidente confina Renzo in ospedale privandolo temporaneamente della memoria, il pittore chiede all’amico di toglierlo perpetuamente dalla sua miseria esistenziale. Quale decisione prenderà il gallerista?