L’INCREDIBILE VIAGGIO DEL FACHIRO

Regia di Ken Scott – Francia, USA, 2018
con Dhanush, Bérénice Bejo, Erin Moriarty, Barkhad Abdi – 92′

Dopo la morte della madre, l’indiano Aja (Dhanush) parte per Parigi sulle tracce del padre, mai conosciuto prima, un prestigiatore parigino recatosi in India. Giunto a destinazione, si rifugia in un armadio di uno store Ikea. Da qui inizieranno una serie di avventure e di disavventure che lo porteranno a girare l’Europa e a trovare l’amore.
Film imperfetto e, forse, didascalico ma a suo modo travolgente, dal taglio fiabesco e rocambolesco L’incredibile viaggio del fachiro è un’opera pensata secondo i codici narrativi e coreografici di Bollywood ma girato con sensibilità europea. Una commedia che ci porta alla deriva da Mumbai a Parigi, da Parigi all’Inghilterra, dall’Inghilterra a Barcellona, da Barcellona alla Libia, dalla Libia a Roma, da Roma di nuovo a Parigi.

Paolo Castelli

******

UN VIAGGIO ROCAMBOLESCO CHE TRACIMA ALLEGRIA E VOGLIA DI SOGNARE, SENZA SCONFINARE NEL SENTIMENTALISMO.
Paola Casella – MyMovies

Tre ragazzini indiani sono sul punto di entrare in riformatorio quando un giovane uomo arriva al commissariato e comincia a raccontare ai ragazzini la storia della sua vita. Aja è stato un bambino poverissimo a Mumbai e ha imparato tutti i trucchi per ingannare il prossimo, nella doppia veste di illusionista e di ladruncolo. Il sogno di sua madre era andare a Parigi, il suo quello di entrare in un negozio dell’Ikea e vedere con i propri occhi la mobilia fantastica i cui nomi impronunciabili ha imparato dal catalogo. Finalmente Aja riesce a mettere insieme le due cose e nel negozio Ikea di Parigi incontra anche una bella ragazza americana della quale si innamora a prima vista.
Aja non ha un soldo e decide di trascorrere la notte nascosto in un armadio. Peccato che, nottetempo, l’armadio venga prelevato e trasportato, con Aja dentro, verso l’Inghilterra.


È l’inizio del rocambolesco viaggio di un eroe per caso, protagonista del romanzo “L’incredibile viaggio del fachiro che restò chiuso in un armadio Ikea” dello scrittore francese Romain Puértolas (che ha un piccolo cammeo nel film), diventato un best seller in Francia. E anche il film che il regista franco-canadese Ken Scott (già autore del divertente Starbuck – 533 figli e non saperlo nonché del remake hollywoodiano dello stesso titolo) ha tratto da quella avventura picaresca è già stato venduto in molti Paesi, perché ha il potenziale commerciale di The Millionaire e la struttura da family movie della quale il mercato internazionale ha un gran bisogno.

La produzione mette insieme Francia, India e Belgio, con una piccola partecipazione esecutiva italiana, poiché il film saltella fra Mumbai e Parigi, Roma e Calais, la Libia e la Spagna, in un viaggio coloratissimo che ricorda le peripezie narrate da Jules Verne (c’è anche una mongolfiera, come ne “Il giro del mondo in 80 giorni”). Anche il cast è multietnico, dalla star indiana Dhanaush, che è anche performer, cantante, produttore e, come si vede nel film, eccellente prestigiatore; alla franco-argentina Berenice Bejo, all’americana Erin Moriarty, al somalo Barkhad Abdi; all’italiano Stefano Cassetti. Questa composizione variegata assume particolare importanza quando ci si rende conto che uno dei temi principali della storia è l’emigrazione forzata di un’umanità in transito semplicemente perché nata nel posto sbagliato.
Aja viene sballottato per caso (e per karma) attraverso il mondo, e lungo la via incontra migliaia di profughi nella sua stessa condizione: ma mentre lui si autodefinisce “un turista” gli altri sono in fuga da un destino segnato, che Aja condivide perché è povero e di pelle scura, a dispetto della fervida immaginazione che lo fa sentire ricco di possibilità. La metafora gioiosa del suo percorso non dimentica di evidenziare che non tutti hanno la sua fortuna o la sua capacità di trasformare le tragedie in successi.
L’ incredibile viaggio del fachiro tracima voglia di sognare e parla a un pubblico di tutte le età, senza sconfinare nel sentimentalismo o nel pauperismo di altre coproduzioni India-Europa. Ci sono la musica, le camicie di seta colorata e l’occasionale balletto bollywoodiano, c’è la dimensione di favola, ma anche un montaggio veloce che elimina i tempi morti e un’ironia leggera che sfugge al pietismo. “C’è qualcosa di vero in questa storia?” “Solo le cose importanti”, come dice il fachiro.

******

L’INCREDIBILE VIAGGIO DEL FACHIRO: TUTTO PER AMORE
Claudio Trionfera – Panorama

L’incredibile viaggio del fachiro di Ken Scott non è un saldo di fine stagione cinematografica. Basterebbe l’energia che emana a farne uno dei film più eccentrici ed estrosi della stagione, con un protagonista (Dhanush) che è riduttivo definire attore e che, del resto, in India è autentica star pencolante tra mille arti, da scrittore a sceneggiatore, cantante, produttore, regista, autore di canzoni e musiche da film. E la sua performance odierna ha il gusto dell’avventura fantasiosa, magica, serrata e spassosissima: da una città all’altra nel segno dell’estemporaneità e della perlustrazione sociale più screziate e fragorose, non senza ripiegare su passaggi più teneri e ponderati.
Mumbai, Parigi, la Baviera, l’Inghilterra, Bruxelles, Barcellona, Roma, Tripoli, di nuovo Parigi, infine ritorno a Mumbai cioè la ex-Bombay. Un giro del mondo, forse neppure in 80 giorni; perfino, a un tratto, su una mongolfiera. Ma soprattutto, all’inizio, a bordo d’un camion dentro il fatale armadio di Ikea dove s’è nascosto per passare la notte dopo essersi innamorato, nel megastore parigino, della dolce Marie (Erin Moriarty) che tenterà di ritrovare lungo tutto il film dopo aver mancato il primo appuntamento con lei per una incredibile serie di coincidenze.
È la storia del giovane indiano Aja, semplificazione del più ostico Ajatashatru Oghash Rathod, interpretato da Dhanush con gioiosa effervescenza, il quale, dopo la morte della madre, parte dal suo paese alla ricerca del padre mai conosciuto, un prestigiatore francese arrivato in India per apprendere l’arte dei fachiri, evidentemente ritagliandosi pure tempo e modo di procreare. E trasportato dal vento e dal caso, s’infila in una peripezia crepitante e coloratissima, picaresca e pittoresca, spassosa e drammatica, tutto sommato romanticamente folle, a metà strada tra Bollywood e il fantasy meno convenzionale, senza dimenticare di concedere qualche passo al musical.
Non sarà stato un caso che Romain Puértolas, autore del romanzo dal quale il film è desunto, abbia ricevuto qualche anno fa il Grand Prix Jules Verne dell’Accademia letteraria della Bretagna e dei Paesi della Loira. Perché alla logica – e in parte all’estetica – dei “viaggi straordinari” appartiene questa curiosa e molto accattivante scorribanda cinematografica del canadese Scott che non nasconde simpatie per la favola dolce e l’avventura rutilante; e con la macchina da presa mostra di saperci fare parecchio destreggiandosi tra ladruncoli e maghi, minacce sventate e funambolici giochi del destino tra i quali addirittura il risolutivo mecenatismo di una diva (Nelly Marnay, ne recita la parte Bérénice Bejo) che a Roma si prende cura del vagabondo tirandolo fuori dai pasticci.
Poi c’è la questione, disposta anche in chiave allegorica oltre che pratica visto il vagare di Aja spesso in compagnia di poveri esuli, dell’erranza migratoria con i suoi drammi: che lungo l’intero racconto, ma specie a Tripoli e dintorni, innesca un toccante ragionamento umanitario, qua e là consegnando il film ad una dimensione più austera e riflessiva. Si ride, comunque. Con un sistema narrativo fatto di scene brevi, montaggio stretto, veloce; che magari non mantiene sempre la stessa verve ma che, quando riesce a sguinzagliarla, diventa irresistibile

******

L’INCREDIBILE VIAGGIO DEL FACHIRO CHE RESTO’ CHIUSO IN UN ARMADIO IKEA
di Romain Puértolas

Recensioni del libro

«Il racconto esilarante di una serie di naufragi anomali. Questo fachiro dai tratti inconsapevolmente napoletani è uno dei figli di puttana piú simpatici che vi capiterà di conoscere».

Diego De Silva
***
«È nato un nuovo genere: il fachirocomico».
Stefano Benni
***
«Dall’India, con inedia, all’Ikea, che grande idea. La risposta europea a Hollywood Party».
Stefano Bartezzaghi
***
«Attenzione, Oggetto Letterario Non Identificato! Un libro incredibile, un esordio che seduce sia per il suo umorismo sia per le questioni affrontate. Per favore, non perdetevi questo gioiello!»
Aurélie, FNAC di Nizza

******

ROMAIN PUÉRTOLAS

Di origini francoispaniche, è nato nel 1975 a Montpellier. Ha vissuto in Spagna e in Inghilterra, lavorando come dj, insegnante di lingue, traduttore, assistente di volo, illusionista. Si è battuto come attivista per i diritti degli immigrati e, prima di dedicarsi esclusivamente alla scrittura, ha lavorato come analista per la polizia di frontiera. L’incredibile viaggio del fachiro che restò chiuso in un armadio Ikea (Einaudi 2014) è il suo primo romanzo, è rimasto in testa a tutte le classifiche francesi per mesi – 300 000 copie vendute.

******

LIBRI DI ROMAIN PUÉRTOLAS

LA BAMBINA CHE AVEVA MANGIATO UNA NUVOLA GRANDE COME LA TOUR EIFFEL

«L’amore mette le ali», è proprio il caso di dirlo. Niente e nessuno possono infatti fermare una mamma (anche se improvvisata) che vuole raggiungere la figlia quando ha bisogno di lei. Se necessario le sue braccia possono diventare ali e la forza del cuore può farla liberare leggera nello spazio. È vero? Non importa. Un Piccolo Principe al femminile che ci insegna come «l’importante sia ciò in cui si crede».

RI-VIVA L’IMPERATORE!

Mantenuto in perfetto stato di conservazione dalle acque ghiacchiate del Mare del Nord, ripescato da un peschereccio e decongelato, Napoleone Bonaparte ritorna alla vita nel momento degli attentati jihadisti di Parigi, giusto in tempo per salvare il mondo. Disponibile, per ora, solo in lingua francese.

TUTTA UN’ESTATE SENZA FACEBOOK

Agatha Crispies è tenente di polizia della piccola cittadina di New York, Colorado, 150 abitanti. E soprattutto animatrice di un club di lettura durante le lunghe giornate dove non succede mai niente. Quando (finalmente) arriva un omicidio, Agatha si lancia in una inchiesta febbrile durante la quale stuzzica una vicina dal nome impronunciabile, osserva uno scoiattolo radioattivo, incrocia un boscaiolo, incontra lo Shakespeare del lavasecco e Old Joe il casellante. Tutto ciò ritmato da un’ ingestione frenetica di donuts al cioccolato, mano a mano che i morti si accumulano e prima di arrivare ad una soluzione cristallina ed evidente. È una Miss Marple a casa Simpson, un Twin Peaks riveduto dai fratelli Coen. Disponibile solo in francese.

  L’UOVO DI EINSTEIN

IL GIORNO IN CUI SHAKESPEARE INVENTO’ IL MOONWALK

MGF