OH ME! O VITA!

Oh me! Oh vita! Di queste domande che ricorrono,
degli infiniti cortei di infedeli, di città gremite di stolti,
di me stesso che sempre mi rimprovero, (Perché chi più stolto di me, chi più infedele?)
di occhi che invano bramano la luce, degli scopi meschini, della battaglia sempre rinnovata,
dei poveri risultati di tutto, delle sordide folle ansimanti che vedo intorno a me,
degli anni inutili e vuoti del resto, io intrecciato col resto,
la domanda, ahimé! Così triste, ricorrente
-Cosa c’è di buono in tutto questo, oh me, oh vita?

 

 

Risposta:
Che tu sei qui – che la vita esiste, e l’identità,
Che il potente spettacolo continua, e tu puoi contribuirvi con un verso.

 

 

 

 

Oh me! Oh vita! è una poesia che inizia con un lamento, una sorta di grido di disperazione, un singulto d’affanno, ma che si rivela poi essere un appassionato elogio alla vita, alla bellezza di essere, di esistere.
La lirica fu pubblicata nel 1855 nella prima edizione della celebre raccolta di Walt Whitman Foglie d’erba, che il poeta inizialmente stampò a proprie spese presso la tipografia Rome Brothers di Brooklyn per poi pubblicarla in un’edizione definitiva, contenente 389 canti, nel 1892.
Si tratta di un componimento fortemente spirituale volto ad esplorare l’inafferrabile significato della vita. Il poema di Whitman si articola in due strofe composte di versi liberi e dalla struttura molto diversa, a tratti incoerente: alla lunghezza fluviale della prima strofa si oppone l’arguta brevità della seconda che in soli due versi ci offre una risposta fulminante. Nell’accezione finale di “verso” Walt Whitman racchiude l’irrepetibilità della vita, di ogni vita, e richiama ciascuno a esserne testimone. Alle incertezze dell’esistenza, al vuoto, alla sensazione vertiginosa di precarietà, l’autore oppone il ruolo attivo dell’essere umano che è chiamato a essere attore, costruttore, poeta.


WALT WHITMAN

Walter Whitman nasce nel 1819 a Long Island, vicino a New York, da genitori di fede quacchera (una setta protestante inglese). Secondo di nove figli, a undici anni Walt deve lasciare la scuola per aiutare la famiglia. La sua prima occupazione è quella di stampatore, che gli consente di accostarsi alla letteratura grazie alla lettura dei classici di cui si trova a pubblicare le opere.

Nel 1836 inizia la carriera di insegnante, adottando un rivoluzionario metodo didattico fondato sul coinvolgimento e sul rispetto delle esigenze dei bambini.

Nel 1841 diventa giornalista a tempo pieno, e nel 1848 fonda a New York il Brooklyn Freeman, giornale dalle posizioni democratiche e antischiaviste. Dopo un romanzo in cui denuncia la piaga sociale dell’alcolismo (Franklin Evans, 1842), la carriera letteraria di Whitman si orienta verso la poesia, culminando nel 1855 con la pubblicazione, a spese dell’autore, di Foglie d’erba. Questa raccolta, che Whitman ripubblicherà in altre otto edizioni, aggiungendo continuamente nuove composizioni e modificandone profondamente altre, è uno dei momenti più alti del cosiddetto Rinascimento americano, la stagione che segna, per la letteratura statunitense, il definitivo raggiungimento della maturità.

Nel 1871 Whitman pubblica la raccolta di scritti in prosa Prospettive democratiche, in cui espone con chiarezza le proprie idee sulla democrazia, in parte anche in reazione alle accuse di oscenità che gli costano il posto di lavoro presso il Dipartimento degli Interni. Queste accuse continuano a inseguirlo fino agli ultimi anni di vita, quando prepara l’edizione definitiva di Foglie d’erba, pubblicata nel 1891-92 e nota come edizione del letto di morte.

Walt Whitman si spegne nel 1892 a Camden. La sua è un’eredità inestimabile di coraggio politico e spericolatezza linguistica, e soprattutto una testimonianza di amore sconfinato per l’America e la sua umanità.

 

MGF