LA CAVALCATA DELLE VALCHIRIE

 

 

Nella mitologia scandinava le Valchirie erano  le  nove figlie che Odino, il più antico e grande degli dèi, il creatore del mondo e di tutte le cose, aveva avuto da Erda, la dea della Terra.
Odino era il signore della sapienza, conoscitore delle cose antiche e profonde, della magia e delle arti, che in seguito gli uomini appresero da lui. Egli non solo conosceva i misteri dei Nove mondi e l’ordine delle loro stirpi, ma anche il destino degli uomini e il fato stesso dell’universo.
Odino era anche Sigrföðr (“padre della vittoria”), perché decideva nelle battaglie a chi dovesse andare la vittoria, e Valföðr, (“padre dei caduti”), perché erano suoi figli adottivi tutti coloro che cadevano in battaglia. Con questi due nomi egli distribuiva in battaglia la vittoria e la morte, entrambi doni graditi ai guerrieri.

 

 

Le Valchirie, anch’esse divinità, avevano il compito  di scegliere i più eroici tra i caduti e portarli nel Valhalla, dove venivano accolti dallo stesso Odino e preparati a quella che sarà l’ultima battaglia alla fine del mondo, accanto agli dei, contro le forze del caos.
Esse vengono spesso rappresentate come aitanti fanciulle dai lunghi capelli biondi, armate sopra cavalli alati, con elmo e lancia che volavano sopra i campi di battaglia.

 

 

Richard Wagner, nel corso di 26 anni (dal 1848 al 1874)  compose la musica e scrisse il libretto de L’anello del Nibelungo, una tetralogia di quattro drammi musicali che costituiscono un continuum narrativo che si svolge nell’arco di un prologo e tre “giornate”:
L’oro del Reno (prologo)
La Valchiria (prima giornata)
Sigfrido (seconda giornata)
—- Il crepuscolo degli dei (terza giornata)
Essa costituisce una delle più sterminate creazioni della storia dell’arte (15 ore di musica), e con tale opera Wagner inaugurò la sua nuova concezione drammatico-musicale, al punto che la Tetralogia può definirsi qualcosa di assolutamente nuovo.

 

 

Wagner compose quest’opera nel suo esilio a Zurigo (aveva attivamente partecipato ai moti di Dresda e perciò venne esiliato dalla Germania); egli disse che i grandi miti di quest’opera acquistarono luce e potenza dalla visione delle grandi montagne svizzere imbiancate di neve, dei panorami intatti, delle acque lacustri terse. Sono perciò sempre presenti quadri dalla natura incontaminata, popolati da creature che sembrano emergere appena con la loro coscienza dagli elementi naturali in cui vivono. La Cavalcata è una potente pagina musicale, dal ritmo travolgente e coinvolgente, che risuona intorno agli infiniti spazi celesti.
La bozza di questo brano risale al 1854 ma l’arrangiamento orchestrale fu terminato solo nel 1856. La  sua prima rappresentazione fu eseguita nel 1870 nonostante il diniego dell’autore; addirittura lo spartito fu pubblicato e venduto a Lipsia contro la sua volontà, cosa che lo obbligò a scrivere numerose lettere di protesta contro la grande casa produttrice musicale Schott.

 

 

Il tema della cavalcata si distingue particolarmente per i suoi riferimenti nella cultura popolare, ma soprattutto viene abbinata a tutto ciò che è attinente all’arte della guerra.
E’ noto che venisse passata tra le radio ad onde corte dei soldati tedeschi che pilotavano i carri armati prima degli assalti; venne utilizzata anche come colonna sonora di numerosissimi documentari di guerra di produzione tedesca (Die Deutsche Wochenschau, fu una serie ricca di cronache e testimonianze di guerra raccolte sul campo).

 

 

E’ d’obbligo a queste aggiungere anche la sequenza dell’attacco aereo da Apocalypse Now, film del 1979 diretto da Francis Ford Coppola, liberamente ispirato al romanzo di Joseph Conrad Cuore di tenebra, vincitore della Palma d’oro al Festival di Cannes 1979 e di 2 premi Oscar nel 1980. La scena rimane celeberrima nella storia del cinema perché il tenente colonnello, durante l’attacco, fa suonare, tramite altoparlanti installati sugli elicotteri, un passo della musica di “La Cavalcata delle Valchirie” di Richard Wagner per galvanizzare il morale del suo reparto e spaventare i guerriglieri nemici; la scena è resa in modo tanto drammatico quanto realistico, fin nei dettagli.

 

Il regista Francis Ford Coppola, se non copiò lo spunto, fece un’associazione mentale analoga a quella che molti anni prima, nel ’44, aveva ispirato un documentarista della propaganda nazista.
La scoperta è venuta fuori dagli archivi del NO-DO, il notiziario spagnolo equivalente ai nostrani cinegiornali Luce, che veniva proiettato nelle sale cinematografiche prima dei film tra il il 1942 e il 1981. Al caso dedica un lungo articolo il quotidiano El País. Era il 3 gennaio 1944 quando agli spettatori fu proposto un reportage sull’aereo da trasporto militare tedesco Messerschmitt 321: per quel paio di minuti scarsi che magnificavano i velivoli della Luftwaffe nelle evoluzioni in volo e negli atterraggi, fu scelto l’accompagnamento musicale della celeberrima Cavalcata.

 

 

Ma se l’associazione più antica tra aerei e Cavalcata risale al documentario del ’44, l’impiego di quel brano in un film riporta ancora più indietro, all’epoca del primo conflitto mondiale. Fu nel 1915 che Joseph Carl Breil e D. W. Griffith lo inserirono nel climax della pellicola Nascita di una nazione, per solennizzare la carica di cavalleria del Ku Klux Klan che salva i bianchi dall’ira dei neri.
Avvenne, testimoniano libri e reportage, durante la seconda Guerra del Golfo: l’agenzia Reuters il 21 giugno 2003 da Baghdad batteva la notizia che le truppe statunitensi si motivavano per le missioni belliche guardando e riguardando Apocalypse Now. Partivano all’assalto, riferiva la Reuters, “con la Cavalcata delle Valchirie che ancora gli echeggiava nelle orecchie assieme al rombo degli elicotteri“.

 

Per rivedere la scena iconica di Apocalypse Now:

https://www.youtube.com/watch?v=iOFVhwzDkJE

 

Fonti: agi.it  –   amici-del-loggione.blogspot.com

 

MGF