La Vie et la Passion de Jésus Christ (1902) di Ferdinand Zecca.  Scena iniziale del film

Yeshu’a per il mondo ebraico, Gesù per i cattolici, è stata una figura fondamentale per l’intera umanità.
Il cinema non è stato immune dall’influenza della figura di Gesù Cristo. Non è facile stabilire con esattezza quale sia stata la prima pellicola dedicata al Nazareno. Vues représentant la vie et la passion de Jésus Christ (1897) dei fratelli Lumière è uno dei primi esempi. Seguirono poi Le Christ marchant sur les eaux (1898) di Gorge Mèliès e La Vie et la Passion de Jésus Christ (1902) di Ferdinand Zecca. Sono queste le prime trasposizioni al cinema della vita di Gesù Cristo. Opere interessanti, ma con un linguaggio più teatrale che cinematografico.

 

 

Bisogna aspettare gli anni Dieci e Venti del Novecento per trovare i primi veri Kolossal di carattere religioso. Come Cristus (1916) di Giulio Antamoro, un grande maestro del cinema muto. Dopo un breve periodo di predominio dell’industria cinematografica europea (con Italia e Francia in prima linea) è Hollywood a diventare la maggiore sede di produzione dedicata alla vita di Gesù Cristo.

 

 

 

Ecco una carrellata dei film più famosi:

IL RE DEI RE
Al massimo del suo successo, dopo aver diretto un cult innovativo come Gioventù bruciata e una serie di thriller e western amati dal pubblico, Nicholas Ray dirige nel 1961 la prima epopea sonora e a colori sulla vita di Gesù. Affida il ruolo del protagonista a Jeffrey Hunter, con cui aveva già lavorato in La vera storia di Jess il bandito, e si concede delle libertà narrative rispetto ai Vangeli, per rendere il racconto il più spettacolare ed emozionante possibile. Due anni dopo il colossale Ben Hur in cui Gesù non veniva mai mostrato in volto, Il re dei re, remake dell’omonimo film muto di Cecil B. DeMille del 1927, lo rende a tutti gli effetti il protagonista di un’epopea hollywoodiana, dove vengono utilizzati i toni dell’avventura e del dramma per portare sul grande schermo il Vangelo. E il pubblico dell’epoca accoglie la scelta con entusiasmo.

 

 

IL VANGELO SECONDO MATTEO
Nel 1963 in Italia viene girato un film che è quanto di più lontano possa esserci dal modello hollywoodiano. Pier Paolo Pasolini scrive e dirige un lungometraggio che, come dice il titolo stesso, narra la vita di Gesù come descritta nel Vangelo di San Matteo, utilizzando le parole del discepolo per i dialoghi, senza ricorrere a parafrasi o trasposizioni. La volontà dell’autore, non credente e marxista, è di raccontare in questo modo le sofferenze umane e il riscatto attraverso atti rivoluzionari. Per rendere la storia il più contemporanea possibile, utilizza una colonna sonora anacronistica (attinge da Bach, Mozart ma anche dalla musica blues e spiritual americana) e si affida a non professionisti sia per i ruoli principali sia per le comparse, rivolgendosi in molti casi anche ad amici e parenti, come nel caso di sua madre che interpreta la Madonna. Gesù ha il volto di Enrique Irazoqui, sindacalista catalano di 19 anni, che devolverà la sua paga al movimento clandestino antifranchista.

 

 

LA PIÙ GRANDE STORIA MAI RACCONTATA
Volto simbolo del cinema svedese di Ingmar Bergman, Max von Sydow nel 1965 esordisce nel cinema americano (e in generale in lingua inglese) con il ruolo di Gesù in La più grande storia mai raccontata. Si tratta dell’unico volto sconosciuto al pubblico statunitense, perché il kolossal, diretto da George Stevens, vanta la partecipazione di un lunghissimo elenco di stelle del firmamento hollywoodiano dell’epoca, anche per brevi apparizioni: da Charlton Heston a Martin Landau, da Angela Lansbury a Sidney Poitier fino a John Wayne. Il film segue fedelmente la narrazione dei quattro vangeli: inizia con l’arrivo dei magi e termina con la resurrezione annunciata agli apostoli. Un progetto enorme, quasi un’agiografia, della durata di quattro ore e mezzo.

 

 

 

JESUS CHRIST SUPERSTAR
Trasposizione dell’omonimo spettacolo teatrale, considerato un capolavoro del rock, con musiche composte da Andrew Lloyd Webber e testi di Tim Rice, Jesus Christ Superstar narra l’ultima settimana della vita di Cristo, dal punto di vista di Guida Iscariota, l’apostolo che tradisce Gesù per 30 denari. Uscito nel 1973, diretto da Norman Jewison, il film è diventato uno dei musical più iconici nella storia del cinema. Si tratta, d’altronde, di un film rivoluzionario, che racconta la figura di Gesù in un modo completamente diverso dal passato, influenzato profondamente dalla cultura hippie del tempo. Distanziandosi completamente dai kolossal hollywoodiani, Jesus Christ Superstar mostra un Gesù umano e in conflitto con se stesso, con i suoi sentimenti, le sue paure e i suoi dubbi, e diventa un simbolo delle contraddizioni dell’uomo contemporaneo.

 


L’ULTIMA TENTAZIONE DI CRISTO
Anche Martin Scorsese si è interessato alla ‘Passione’ nella sua carriera (e presto, a distanza di oltre 35 anni, tornerà a girare un film sulla vita di Gesù). È il 1988 quando realizza L’ultima tentazione di Cristo con Willem Dafoe nei panni di un Gesù inedito, che vede il rapporto con l’Eterno come persecutorio. Nel desiderio di essere un uomo come tutti gli altri, abbandonare il suo percorso messianico e costruirsi una famiglia, inizia a fabbricare croci per i Romani. Il film, come l’omonimo romanzo dello scrittore greco Nikos Kazantzakis da cui è tratto, è stato accusato di blasfemia e inondato di critiche per la scelta di raccontare un Gesù in preda ai dubbi.

 

 

 

LA PASSIONE DI CRISTO
L’opera più controversa e discussa esce nel 2004: scritto, diretto e prodotto da Mel Gilbson, La passione di Cristo rompe completamente con la narrazione fatta da Hollywood della morte di Gesù. Il film viene girato in latino, ebraico e aramaico, le lingue del tempo, in Italia, tra Matera e Cinecittà. Come spiega lo stesso titolo, è incentrato sulle ultime ore di vita di Gesù, interpretato da Jim Caviezel: il suo arresto, la condanna a morte e la crocifissione. Il film ricevette critiche per la rappresentazione molto cruda del calvario di Gesù, con tantissime scene di violenza esplicita ed estrema.

 

 

 

 

MARIA MADDALENA
In uno dei più recenti film ispirati al Vangelo, la vicenda di Gesù è filtrata mediante il punto di vista di uno dei personaggi più peculiari del Nuovo Testamento, che tuttavia nell’opera diretta da Garth Davis assume un ruolo centrale. In Maria Maddalena Rooney Mara presta infatti il volto alla giovane che decide di entrare in conflitto con la propria famiglia e di trasgredirne le imposizioni pur di seguire Gesù di Nazareth (Joaquin Phoenix), restando al suo fianco durante la predicazione e fino alla crocifissione, fiduciosa dell’importanza del proprio compito. Uscito nelle sale nel 2018, ma arrivato con un anno di ritardo negli Stati Uniti, Maria Maddalena non ha riscosso particolare fortuna, ma rimane comunque un interessante tentativo di approcciarsi in maniera originale a questo filone cinematografico.

 

 

Fonti: Taxidrivers / Movieplayer

 

 

MGF