APRILE di Anna Frank
APRILE
Prova anche tu,
una volta che ti senti solo
o infelice o triste,
a guardare fuori dalla soffitta
quando il tempo è così bello.
Non le case o i tetti, ma il cielo.
Finché potrai guardare
il cielo senza timori,
sarai sicuro
di essere puro dentro
e tornerai
ad essere felice.
Aprile di Anna Frank nasce dentro uno spazio chiuso, ma non è una poesia sulla chiusura. È un testo sull’apertura possibile, anche quando tutto sembra negarla.
Dentro questi versi si muove una tensione fortissima tra ciò che limita e ciò che libera. Da una parte la soffitta, che non è solo un luogo fisico ma la condizione di una vita sospesa, costretta, minacciata. Dall’altra il cielo, che diventa immediatamente qualcosa di più di uno spazio naturale: è una dimensione interiore, una possibilità di respiro.
Il cuore della poesia non è la fuga, ma lo sguardo. Non il cambiamento della realtà, ma il modo in cui la si attraversa. Ed è proprio per questo che il messaggio di Anna Frank arriva fino a noi con una forza intatta. Perché parla a tutte quelle situazioni in cui la vita si restringe. Non solo nelle condizioni estreme che lei ha vissuto, ma anche nelle forme più silenziose e quotidiane di smarrimento, di fatica, di perdita di senso.
Leggere Aprile di Anna Frank non significa solo analizzare dei versi scritti ottant’anni fa, ma scoprire un vero e proprio manuale di resistenza emotiva. In un’epoca come la nostra, dove l’incertezza e il rumore digitale spesso ci tolgono il respiro, Anna ci indica una via d’uscita che non richiede passaporti, ma solo coraggio interiore.
Fonte: Libreriamo
MGF