LA MIA CITTÀ

La mia città non è come le città
dei poeti.
Non ha l’aria del fanciullo scanzonato
di Trieste
né il pallore del miraggio in cui
-cantilenante-
sconfina il deserto d’Alessandria.
Non ha la mia città
la durezza aspra -di coccio di mare-
di Genova,
né la triste malinconia delle Langhe,
dove si bruciano -d’agosto- i falò.
La mia città non è provincia,
non è capitale.
Paese affollato soltanto,
non è che un ammasso -indiscreto-
di gente
che ama restare in privato,
tra nebbie lombarde e piogge insistenti
sui tetti di sua moderna
-industriale- tossicità.

 

Chi ha letto le poesie di Marisa Ferrario Denna,una delle voci più intense della poesia bustocca, donna di grande cultura e raffinata poetessa, -sette raccolte, che una dopo l’altra mostrano la sua capacità di evolvere e rinnovarsi nella scrittura e nel modo di sentire- l’ha apprezzata per la pacatezza del dettato, l’acutezza delle intuizioni liriche e anche sociali, senza mai accendersi di livore contro qualcuno o qualcosa, ma sempre vigile sulle opportunità che la vita può offrire, anche nel quadro generale di difficoltà e delusioni che ognuno riceve inesorabilmente nel corso dell’esistenza.

 

MGF