FELICITÀ

Fin quando dai la caccia alla felicità,
non sei maturo per essere felice,
anche se quello che più ami è già tuo.

 

Fin quando ti lamenti del perduto
ed hai solo mete e nessuna quiete,
non conosci ancora cos’è pace.

 

Solo quando rinunci ad ogni desiderio
e non conosci né meta né brama
e non chiami per nome la felicità,

 

 

Allora le onde dell’accadere non ti raggiungono più
e il tuo cuore e la tua anima hanno pace.

 

 

Ha senso andare a “caccia” di felicità? I celebri versi di Hermann Hesse offrono una risposta a questa domanda. Ci fanno riflettere sulla pericolosità del bramare questa “chimera”.
La maggior parte della nostra frustrazione è legata al non avere più qualcosa, a non riuscire a raggiungere un’aspettativa che ci siamo costruiti o raccontati. Ci arrampichiamo su delle illusioni, così, ogni volta che le cose cambiano e che la vita ci mette davanti un paesaggio diverso, sentiamo di essere infelici, in qualche modo.
Per questo motivo Hermann Hesse scrive “fin quando dai la caccia alla felicità, non sei maturo per essere felice, anche se quello che più ami è già tuo.”
La felicità è vicina a noi, Hermann Hesse ci spinge a cercare la tanto desiderata gioia, in qualcosa di vicino e non di lontano e irraggiungibile.
La lezione fondamentale di questa poesia risiede proprio nella ricerca dello stare davvero bene cosa sé stessi. Anzi, nel sentimento della piccola felicità. Perché quest’ultima non è uno stato d’animo perenne, bensì sono lampi, gocce, momenti che dobbiamo saper fotografare e custodire.

 

Fonte: Libreriamo.it

 

MGF