COPIA ORIGINALE
Regia di Marielle Heller – USA, 2018 – durata 106′
con Melissa McCarthy, Richard E. Grant, Dolly Wells
Dopo essere caduta in disgrazia, la biografa Lee Israel (Melissa McCarthy) decide di contraffare delle lettere di scrittori e celebrità decedute per pagare l’affitto. Quando le falsificazioni cominciano a sollevare sospetti, decide di rubare le vere lettere dagli archivi delle biblioteche e di venderle attraverso un ex detenuto incontrato in un bar, Jack (Richard E. Grant), mentre l’FBI è in procinto di fermare la truffa.
Copia Originale è una commedia amara, sincera, ritratto di una storia umana dimenticata, apparentemente disperata, un po’ squallida, ma sapientemente narrata e recitata. Il film, diretto da Marielle Heller, è ispirato all’autobiografia (2008) di Lee Israel (Melissa McCarthy), scrittrice talentuosa. Sceneggiatura brillante di Nicole Holofcener e Jeff Whitty.
Paolo Castelli
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UN GRANDE FILM CAPACE DI RENDERE UN PERSONAGGIO DIFFICILE UNA GIOIA DA INCONTRARE
Marzia Gandolfi – Mymovies
New York, 1991. Lee Israel ha un grande talento e un pessimo carattere. L’alcolismo e la misantropia le alienano qualsiasi possibilità di carriera. Licenziata per un bicchiere e un insulto di troppo, deve trovare un altro modo, e deve trovarlo presto, per sbarcare il lunario e curare il suo adorato gatto. Due lettere di Fanny Brice, rinvenute per caso in un libro della biblioteca e vendute a 75 dollari, le forniscono l’idea che cercava. Biografa talentuosa, mette a frutto la sua conoscenza della materia e il suo talento di scrittrice. Seduta alla macchina da scrivere compone finte lettere di grandi autori scomparsi. Affiancata da Jack Hock, spirito libero col vizio del sesso, Lee riesce nell’impresa. Almeno fino a quando l’FBI non si mette sulle sue tracce.
Copia originale non è una commedia ma si sorride sovente, è ambientato al debutto degli anni Novanta a New York ma le canzoni sono dei classici di un passato remoto (Jeri Southern, Peggy Lee, Dinah Washington), è dominato dall’insegna luminosa del “The New Yorker” ma la sua protagonista è una scrittrice nell’ombra.

Le doppie navate laterali finiscono in un deambulatorio ugualmente doppio, e sono separate l’una dall’altra da poderose colonne.
