OLD MAN & THE GUN
Regia di David Lowery – USA, 2018 – 93′
con Robert Redford, Casey Affleck, Danny Glover

L’incredibile storia vera di Forrest Tucker (Robert Redford), criminale di lungo corso e dalla carriera sterminata, che ha rapinato moltissime banche e si è reso protagonista di altrettante fughe rocambolesche dal carcere. A dargli la caccia c’è John Hunt (Casey Affleck), detective disposto a tutto pur di riuscire a catturarlo.
Il regista David Lowery costruisce un film sulla figura carismatica e sorniona di un ladro gentiluomo, che ha sempre rinnegato la violenza e portato avanti le sue malefatte con il sorriso e una scaltrezza vellutata. Old Man & the Gun sposa la personalità sopra le righe, ma allo stesso tempo compiacente, del suo protagonista, adagiandosi in modo quieto sulle scorribande del personaggio, incarnato da una leggenda della recitazione come Robert Redford.

Paolo Castelli

**********

L’ULTIMO FILM DI REDFORD RACCHIUDE UNA CARRIERA INTERA, I RUOLI CHE LO HANNO CONSACRATO, LA PASSIONE CHE NON LO HA MAI ABBANDONATO.

Giancarlo Zappoli – Mymovies

Forrest Tucker è un rapinatore di banche che si potrebbe definire seriale. A 77 anni e dopo 16 evasioni, anche da carceri come San Quintino, non ha smesso, insieme a due soci, di organizzare dei colpi decisamente originali. Utilizzando il suo fascino e con tutta calma, senza mai utilizzare un’arma, continua a visitare banche e ad uscirne con borse piene di dollari. C’è però un poliziotto che ha deciso di occuparsi di lui.
Potrebbe essere un film testamentario quello scritto e diretto da David Lowery. Anche perché ogni singola frase e ogni inquadratura sono scritte e pensate per lui, per l’icona Robert Redford giunto alla non più tenerissima età di 82 anni.

Leggi Tutto

Erika Montedoro ci introduce, con il suo comunicato stampa, all’originale spettacolo di Veronica Gonzalez, inserito nella Rassegna Piccoli Passi.

 

C’era due volte un piede di Verónica González
Piccoli Passi e grande divertimento con il Teatro dei piedi

Al Fratello Sole arriva un nuovo appuntamento con la rassegna teatrale PiccoliPassi , che per la XIX edizione affronta il tema “La scena è femminile”. L’appuntamento per bambini e famiglie sarà sabato 13 aprile alle ore 16.30 con C’era due volte un piede di Verónica González ( Teatro deipiedi , Forlì), spettacolo di burattini coi piedi adatto a tutti!

Leggi Tutto

Domenica pomeriggio ricco di ospiti al Fratello Sole, venuti tutti a ricordare e omaggiare Max Croci, scomparso lo scorso novembre ma ancora nel cuore di tutti noi.

Ecco una serie di articoli che ne parlano:

https://www.malpensa24.it/max-croci-omaggio-baff-la-collezione-di-donata-a-busto-il-lo-omaggia-al-fratello-sole/

https://www.rbcasting.com/eventi/2019/03/31/al-baff-lomaggio-a-max-croci/

https://www.prealpina.it/pages/busto-arsizio-il-baff-celebra-max-croci-191767.html

 

E a questo link una bella carrellata di foto della splendida manifestazione:

http://www.baff.it/immagini-2019/#prettyPhoto

Grazie a tutti coloro che hanno partecipato e che ci hanno fatto ridere, commuovere e ricordare.

 

La settimana dopo il BAFF, dall’11 al 14 aprile e prendendone quasi il testimone, ecco un’altra splendida iniziativa che valorizzerà e riempirà di pubblico le 8 sale della nostra città coinvolte nel nuovissimo progetto, convergendo il tutto in  Piazza S.Giovanni  nella tensiostruttura Spazio Festival.

Qui di seguito i link dei vari articoli che ne parlano approfonditamente:

https://www.varesenews.it/2019/03/busto-citta-del-teatro-festa-riportare-la-cultura-centro/806460/

https://www.malpensa24.it/festa-teatro-busto-arsizio-unoverdose-di-a-ecco-la-che-coinvolgera-tutte-le-sale/

https://www.prealpina.it/pages/busto-arsizio-festa-del-teatro-in-otto-sale-191405.html

http://www.informazioneonline.it/a-busto-va-in-scena-la-prima-festa-del-teatro/

Qui invece il video di TGR55 dell’intervista all’assessore Maffioli:

https://www.rete55.it/notizie/arte/a-busto-debutta-la-festa-del-teatro/

 

Il nostro cinema Fratello Sole parteciperà omaggiando Robert Redford con il suo ultimo film Old Man & the Gun e con lo spettacolo C’era una volta due piedi di Veronica Gonzales.

Ecco il volantino con tutte le manifestazioni in programma.

Buona Festa del Teatro a tutti!

 

GAUGUIN A TAHITI – IL PARADISO PERDUTO

Regia: Claudio Poli – Durata 88′

Arte, Documentario, USA 2019

soggetto di Marco Goldin e Matteo Moneta con la partecipazione straordinaria di Adriano Giannini

Da Tahiti alle Isole Marchesi. È il primo aprile del 1891 quando, a bordo della nave Océanien, Paul Gauguin lascia Marsiglia diretto a Tahiti, in Polinesia. Ha quarantatré anni e quella giornata segna l’inizio di un viaggio che porterà l’artista agli antipodi della civiltà, alla ricerca dell’alba del Tempo e dell’Uomo. Ai Tropici, Gauguin (18481903) resterà quasi senza intervalli fino alla morte: dodici anni di disperata e febbrile ricerca di autenticità, di immersioni sempre più profonde nella natura lussureggiante, di sensazioni, visioni e colori ogni volta più puri e accesi; l’approdo definitivo in un Eden talvolta crudele che farà di lui uno dei pittori più grandi di sempre tra quelli che si ispirarono alle Muse d’Oltremare.

******

PAUL GAUGUIN

di Beatrice Fiorello – Dott.ssa Scienze dei Beni Culturali

Paul Gauguin è un artista che ha sempre ambito a sintetizzare e mediare. Per ricorrere questo scopo, si mise contro l’ideologia del proprio tempo, cercando di superare le tradizioni nazionali e la stretta impostazione culturale dell’Europa di fine Ottocento, fuggendo dalla società, prima ideologicamente e poi fisicamente. Partendo dagli ultimi palpiti della corrente Impressionista, a partire dal 1886 ne raccolse gli stimoli a suo dire più interessanti, primo fra tutti lo studio del colore e dei contrasti che si possono derivare accostando tinte apparentemente discordanti tra loro; tuttavia, si distacca dalla mera esperienza visiva, trasformando i colori non più in ragione della luce e della sua incidenza, ma ricercando un simbolismo più puro e profondo. Per questo, fissa e approfondisce l’impressione visiva che era la base delle opere di artisti come Monet, Renoir, Degas e Cézanne, riflettendo su di essa e variandola in base alla trasformazione dell’esperienza sensoriale mediata dal ricordo.

Paesaggio di alberi blu – Paul Gauguin (1892)
Il Cristo Giallo – Paul Gauguin (1889)

In ragione di ciò, i colori assumeranno non più un significato puramente empirico, bensì un significato simbolico, fino a giungere ad attribuire alle cose valori del tutto immaginari (alberi rossi, cavalli blu…) e a trasformare la linea di contorno in arabesco colorato. Le linee di contorno, nette, metalliche e marcate, sono un’altra caratteristica che pervade la poetica artistica di Gauguin: rappresentano infatti un primo tentativo di ricercare valori meno inquinati dal ragionamento logico, tipico delle società europee post-illuministiche, e saranno poi uno dei princìpi tecnici su cui si baserà la corrente dell’Espressionismo. Lui stesso, utilizzando in maniera cosciente linee di contorno così dure, chiama la propria tecnica “cloisonnisme”, alludendo agli smalti e alle vetrate medievali, in cui ogni campo di colore era delimitato da un bordo metallico, appunto detto cloison; crea degli spazi ben definiti per i colori, dunque, il cui senso è dato dall’espansione che ha sulla superficie, dalla forma della zona dipinta, dal rapporto e dal contrasto con le tinte che lo circondano.

Leggi Tutto