First Man – Il primo uomo
Regia di Damien Chazelle – USA, 2018 – Durata 141′
con Ryan Gosling, Claire Foy, Jason Clarke

Uno sguardo sulla vita privata e la dura carriera professionale di Neil Armstrong (Ryan Gosling) che, con profonda dedizione e non trascurabile ostinazione, è stato il primo uomo a mettere piede sulla Luna nella missione spaziale Apollo 11, il 20 luglio 1969.
Dopo il successo planetario ottenuto con La la Land (2016), Damien Chazelle esplora il film biografico, scegliendo come protagonista un ‘first man’ che ha segnato la Storia.
Neil Armstrong, colto in tutta la sua intima fragilità, anche come padre di famiglia segnato dal lutto, viene tratteggiato attraverso non pochi, significativi dettagli, sia della sfera privata che della sua carriera alla NASA. Ottima fotografia di Linus Sandgren e buona prova di Ryan Gosling. Steven Spielberg figura tra i produttori esecutivi.

Paolo Castelli

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FOCUS SU FIRST MAN – IL PRIMO UOMO – Coming Soon

L’allunaggio del modulo lunare dell’Apollo 11, nel quale si trovavano Armstrong e Aldrin, fu un evento mediatico senza precedenti, seguito in diretta televisiva in tutto il mondo da milioni e milioni di persone: su YouTube è possibile vedere uno spezzone di quella della RAI, che fu curata da Andrea Barbato e coinvolgeva nomi come quelli di Tito Stagno, Jas Gawronsky e Ruggero Orlando.


A quella missione sono stati dedicati in passato altri film e documentari, ma questo non ha spento la voglia di polemiche dei complottisti che credevano e credono alla cosiddetta Teoria del complotto lunare, per la quale nessuna delle missioni Apollo (celebre anche quella dell’Apollo 13, raccontata nel film omonimo di Ron Howard) ha mai realmente portato alcun astronauta sulla Luna, e gli allunaggi sono stati ricreati in studio dalla NASA, con l’aiuto di effetti speciali e talenti come quello di Stanley Kubrik, per far credere al mondo e all’URSS di aver vinto nella corsa al satellite terrestre.

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LE 10 CURIOSITA’ SULL’ALLUNAGGIO CHE ANCORA NON SAPEVAMO
Federica Vitale – NextMe

Il 20 luglio 1969 l’uomo fece il primo passo sulla Luna. Si chiamava Neil Armstrong. Nel corso delle successive 6 missioni svoltesi in 3 anni, sono stati 12 gli astronauti ad avere l’onore di camminare sulla superficie lunare. Solo una di queste, quella dell’Apollo 13, fallì e dovette tornare indietro. Nel corso di queste missioni, sono state scattate migliaia di immagini. La maggior parte di quelle scattate nel ’69 mostrano Buzz Aldrin e Neil Armstrong intenti a percorrere il suolo lunare.
Ad oltre 40 da quell’evento tanto atteso, tanto voluto, tanto seguito, è stato dedicato un libro, Rocket Men, di Craig Nelson, nel quale vengono esposti dettagliatamente alcuni fatti portati alla luce nel corso delle sue ricerche. Curiosità e indiscrezioni sull’allunaggio di 44 anni fa.

1. I razzi Saturn dell’Apollo 11 avevano carburante paragonabile all’esplosione di granate da 45 chilogrammi l’una. E gli esperti della Nasa non potevano nemmeno ignorare la possibilità che un’esplosione potesse verificarsi durante la fase del lancio. Ecco perché gli spettatori che assistettero all’evento furono sistemati ad oltre 4 chilometri dal launchpad.

2. I computer sistemati a bordo dell’Apollo 11 erano meno potenti di un comune cellulare di cui oggi si dispone.

3. Il sistema per l’acqua potabile non funzionò, quindi per gli astronauti furono disponibili esclusivamente bevande frizzanti. Anche il semplice urinare e defecare si rivelò molto complicato poiché non fu disposto alcun sistema per espletare queste normali funzioni.

4. Quando Eagle, il lander dell’Apollo 11, si separò dal modulo orbitante, la cabina era ancora senza pressione. Questo causò un piccola esplosione che proiettò il lander a 5 chilometri di distanza da dove si era prefissati di allunare.

5. L’atterraggio sul suolo lunare fu compiuto quasi a corto di carburante. Molti, alla torre di controllo, ne erano al corrente e ne furono preoccupati. Tra questi, anche Milton Silveira, il quale aveva condotto i test e, tuttavia, riuscì a dimostrare che erano scarse le possibilità che potesse incendiarsi il propellente rimasto.

6. L’evento è spesso associato alla storica frase “un piccolo passo per l’uomo, un grande passo per l’umanità”. Bene, si sappia che quel passo d’uomo non fu tanto piccolo. Infatti, il suo “salto” dalla scaletta del lander misurò 3,5 piedi, poco più di un metro.

7. Quando Aldrin raggiunse Armstrong nella passeggiata lunare, dovette fare molta attenzione affinché la porta del lander non si chiudesse poiché sprovvista della maniglia esterna.

8. Il compito più difficile per i due astronauti fu piantare la bandiera. Sebbene la superficie lunare secondo gli esperti doveva presentarsi morbida, Armstrong e Aldrin dichiararono di averla trovata piuttosto dura e rocciosa al di sotto di un manto polveroso. Tanto che la bandiera penetrò nel terreno a pochi centimetri dalla superficie.

9. La bandiera fu prodotta da Sears.

10. La tuta interna indossata dagli astronauti, ideata per mantenere il corpo in condizioni di pressione simili a quelle terrestre, fu cucita a mano da una vera e propria squadra di intraprendenti signore.

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IL MITO DELLA CONQUISTA DELLA LUNA, LA STORIA DI UN UOMO E UNA SPLENDIDA METAFORA DELLA VITA
Eco del cinema

Cosa desiderano tutte le belle storie? Semplicemente, di essere raccontate bene. Damien Chazalle esaudisce questo desiderio come un genio, non della lampada, ma della macchina da presa.
Primi piani strettissimi stracolmi di pathos, il gusto quasi maniacale dei dettagli, una messa in scena da kolossal moderno e una forza affabulatrice di rara intensità; tutto questo per cercare di capire l’uomo che fece “l’enorme balzo per l’umanità” e vivere con lui l’esperienza dell’allunaggio. È un dispiegamento di forze descrittive imponente che Chazelle governa con grande abilità avvolgendo il film in un coacervo di dimensioni: dramma, thriller, biopic e moon movie.
Chazelle destruttura il mito dell’invincibile astronauta statunitense e lo riassembla in un essere mortale di nome Neil Armstrong. La famiglia, le sue tragedie; gli amici, la loro scomparsa; una moglie, il suo amore, nulla dimentica Neil; il suo bagaglio emotivo diviene sempre più ingombrante mentre veleggia verso l’unico satellite della Terra.
Gli affetti che si lascia alle spalle, sono il contraltare al pericolo verso il quale sta andando incontro: conquistare la Luna ha, inevitabilmente, il fortissimo sapore dell’impresa impossibile e occorre mettere in conto di non riuscire a far più ritorno. Armstrong, l’astronauta-padre-marito-uomo, non affronta solo un viaggio, affronta i suoi fantasmi e il dolore dei legami familiari tragicamente spezzati, dandogli, molto probabilmente, una disperata marcia in più.
E così, una bella storia, quella della spedizione lunare, diventa un splendida metafora della vita

 

MGF