LA VILLA PORTOGHESE: RECENSIONE E IL PORTOGALLO, DOVE CAMBIARE VITA

Drammatico
Regia di Avelina Prat – Portogallo, Spagna, 2025 – 114′
con Manolo Solo, Maria de Medeiros, Branka Katic
UN PIACEVOLE RACCONTO MORALE SU COME GLI IMPREVISTI DELLA VITA APRONO LA STRADA ALLE SCOPERTE PIÙ IMPORTANTI.
Fernando è un docente universitario di geografia, colto, abitudinario, sposato da un paio d’anni con Milena, una donna di origine serba. Quando lei se ne va di casa, senza lasciare nemmeno una spiegazione, lui scopre di non sapere nulla del suo passato, nemmeno da dove cominciare a cercarla. Durante una vacanza solitaria in Portogallo, Fernando conosce Manuel, un uomo che vive di piccoli lavori, felicemente nomade. Ma accade qualcosa di imprevisto e Fernando si ritrova a cominciare una nuova vita, come giardiniere nella splendida villa di una donna di nome Amalia.
Avelina Prat, originaria di Valencia, ha lasciato anni fa l’architettura per il cinema, e la possibilità di cambiare il proprio destino, per ragioni che possono venire dall’esterno o dall’interno, è al centro del suo secondo film, La villa portoghese.
Al centro del suo film c’è anche l’importanza di trovare un luogo speciale, da poter chiamare casa (l’architettura ha evidentemente piantato dei semi, che continuano a fruttare su un altro terreno).
Per la moglie di Fernando, così come per il vero Manuel, un posto vale un altro: lo sradicamento è diventato un modo di vivere, dettato da un trauma o percepito come sinonimo di libertà. Non è così per Fernando, magnificamente interpretato da Manolo Solo, il quale dovrà fare, però, un lungo giro per arrivare alla meta, e accettare che il proprio posto possa trovarsi molto lontano rispetto a quanto ha sempre creduto. Quando spiega alla sua classe, all’inizio del film, che il modo migliore per conoscere il mondo è disegnarlo (di nuovo, riga, matita e squadre: gli strumenti dell’architettura) e una studentessa gli chiede se non sia meglio invece percorrerlo realmente, viaggiando fisicamente attraverso le terra che sta illustrando sulla cartina, lui non le dà ascolto, ma è esattamente ciò che gli capiterà di sperimentare da lì a poco e che gli insegnerà la frequentazione dell’enigmatica Amalia interpretata da Maria de Medeiros.
Prat non teme di puntellare questo racconto realistico di colpi di scena incredibili, che servono il tema della morte apparente e della rinascita, così come fa il lavoro di giardinaggio che Manuel/Fernando impara a svolgere; ma gli avvenimenti inverosimili servono anche l’idea che la vita possa sorprendere continuamente, alternando dramma e commedia sentimentale, e rivelandosi così più cinematografica che mai.
Un cinema umano e umanista, dunque, quello di Prat, che ragiona attorno al concetto di famiglia acquisita in termini non stereotipati e invita a pensare l’esistenza come passibile di una continua riscrittura.
Marianna Cappi – Mymovies
Tematiche: Ridefinizione dell’Identità e Seconda Opportunità, Concetto di “Casa” e Appartenenza, La Solitudine e la Memoria, La Cura come Atto di Rinascita
La villa portoghese non spiega l’identità: la mette in prova, la lascia oscillare fra perdita e invenzione. Fa della cura una misura del tempo, e per questo si prende il tempo della conclusione: tratta la fuga come atto minimo di chi, non riuscendo più a stare nel proprio nome, tenta una forma precaria di presenza. L’identità non come enigma, ma come materia: una cosa che si sporca, si indossa, si perde e, a volte, si restituisce. E in quel temporaneo – fragile, discreto, ostinato – il mondo, per un istante, torna leggibile.
Un film in cui si ristabilisce una quotidianità dopo una cesura brutale di quella precedente, che viene però raccontata con una quiete anticlimatica che spiazza, e fa perdere i punti di riferimento consueti del ritmo della narrazione di una storia cinematografica. È un senso di straniamento costante a catturarci, una ragnatela di ritmo garbato e personaggi in cerca di una rinascita. È una storia sul rapporto fra l’individuo e i luoghi in cui si vive, fra identità e il contesto in cui questa si sviluppa e si esprime.
Un dramma intimo, ma ricco di speranza è l’opera seconda della regista spagnola Avelina Prat che, ne La villa portoghese, racconta un percorso esistenziale e fisico. Il viaggio è ciò che accomuna i personaggi del film, un viaggio interiore, esistenziale, ma anche fisico, che dalla vitale Barcellona conduce lo spettatore fino in Serbia e poi ancora nel Portogallo verdeggiante e pieno di calore.
Recensioni
3,4/5 MyMovies
3,5/5 Movieplayer
3,5/5 ComingSoon
PORTOGALLO : IL MIGLIOR PAESE AL MONDO DOVE CAMBIARE VITA
Di recente molte persone scelgono di trasferirsi all’estero e una delle mete predilette è il Portogallo. Il Portogallo è oggi un Paese che ha molto da offrire e negli ultimi anni è stato testimone di intensi flussi migratori da tutta Europa, anche dal nostro Belpaese. Trasferirsi in Portogallo non è difficile, che si voglia farlo per lavorare, investire, o andare in pensione. Sicuramente offre i suoi vantaggi sia dal punto di vista economico che per lo stile di vita più tranquillo e rilassato. In fondo non è un cambiamento così radicale essendo un Paese molto simile all’Italia sotto numerosi aspetti. Il popolo portoghese è rinomato per sua cordialità, gentilezza e accoglienza nei confronti degli forestieri, è quindi facile innamorarsi di questo posto.

Tradizionalmente conosciuto per il mare, il Portogallo possiede anche molte aree interne di indubbio fascino. Questo Paese dalla popolazione di circa 10 milioni di abitanti vanta svariati siti d’interesse storico-culturale. Meravigliosi castelli, tesori architettonici e archeologici e, inoltre, città splendide. La capitale Lisbona è bella e intrigante con la sua movida, Porto è affascinante e si vive bene, ma i nuovi arrivati restano affascinanti anche dalle città a sud, in Algarve, in particolar modo gli amanti della bella vita estiva. Per chi invece vuole una vita tranquilla ci sono numerose location dove godersi una vita semplice e ritirata.

La maggior parte degli espatriati sceglie di trasferirsi a Lisbona, che assicura una vita cosmopolita all’insegna del divertimento. Vi si trova un ambiente sofisticato per il business ma anche una ricca tradizione culturale, e una comunità vivace rappresentata da persone provenienti da tutto il mondo occidentale. Qui, non lontano da rovine romane, si stagliano luccicanti nuovi complessi industriali.
Cosa offre questo Paese? Vita tranquilla, clima piacevole, gente accogliente ma non invadente. Sicuramente uno degli aspetti più invitanti è il clima, tendenzialmente più caldo d’inverno e più freddo d’estate rispetto all’Italia. Ma anche le numerose meraviglie del paese potrebbero far prendere la decisione di abbandonare l’Italia per il Portogallo: storia e bellezze naturali s’intrecciano creando un mirabile esempio di mediterraneità con qualche influenza orientale.
Il costo della vita poi è piuttosto basso, la moneta è l’euro ed essendo in Europa, oltre che nell’eurozona, non richiede agli italiani speciali permessi. Non è necessario ottenere alcun visto o permesso di soggiorno per risiedere e lavorare qui. Gli italiani che si trasferiscono in Portogallo hanno diritto all’assistenza sanitaria gratuita, proprio come i cittadini portoghesi. Come da noi, verrà assegnato un medico di base disponibile presso i Centros de Saúde locali, ossia gli ambulatori. Per accedere alle prestazioni sanitarie basta possedere la Tessera Sanitaria e un documento di identità.
Per i giovani vi sono molte occasioni per lavorare in Portogallo soprattutto nel campo turistico. Ci si può reinventare guide turistiche, insegnanti di sport acquatici, ma anche artigiani o scegliere mansioni legate ai servizi nei bar, nei ristoranti o negli alberghi. Ci sono molte scuole internazionali per chi vuole apprendere il portoghese, o per i figli degli espatriati. Il Portogallo offre infatti un ritratto multiculturale volto all’integrazione, preservando la sua identità culturale ma abbracciando le differenti culture che storicamente da sempre si intrecciano alla sua.
Fonte: Portogallo.info
MGF