METTI LA NONNA IN FREEZER – APPROFONDIMENTI
Regia di Giancarlo Fontana, Giuseppe Stasi
con Fabio De Luigi, Miriam Leone, Lucia Ocone, Barbara Buchet
Italia, 2018 durata 100 minuti.
UNA COMMEDIA IRRIVERENTE SULLA DIFFICOLTÀ DI SBARCARE IL LUNARIO AI TEMPI DELLA CRISI.
Overview di Paola Casella
“Come reagirebbe nel 2015 un essere umano medio strangolato da un lavoro stressante, dalle ritenute e dal canone Rai in bolletta se il proprio padre si fingesse morto?”. Se lo chiedevano sul loro blog Giancarlo Fontana e Giuseppe Stasi, giovani registi e autori materani, dopo aver visto lo spot di una marca di supermercati tedeschi in cui un nonno sotto Natale si fingeva morto per attirare a casa propria la famiglia sparsa per tutta la Germania. Immediatamente il loro pensiero era corso a quel welfare famigliare che sostiene moltissimi giovani e meno giovani attraverso la crisi devastante e la precarietà endemica, senza il quale probabilmente molti finirebbero sul lastrico. Erano già perfetti per dirigere Metti la nonna in freezer, commedia romantica in cui una restauratrice che attende da tempo di essere pagata dallo Stato per il lavoro svolto decide di surgelare la nonna appena defunta invece che denunciarne il decesso perché, se le venisse a mancare la pensione dell’anziana signora (tedesca, guarda caso), dovrebbe chiudere bottega. Metti la nonna in freezer nasce da un soggetto di Nicola Giuliano e Fabio Bonifacci, che firma anche la sceneggiatura, e racconta le disavventure della restauratrice di cui sopra e del maresciallo della finanza che se ne innamora.
I protagonisti sono Miriam Leone e Fabio De Luigi, affiancati da un duo di attrici brillanti come Lucia Ocone e Marina Rocco e da un’inedita Barbara Bouchet nei panni della nonna surgelata. “Quello che subito abbiamo ravvisato, leggendo la sceneggiatura di Bonifacci, era la possibilità di addentrarci in un territorio che da sempre desideravamo esplorare: la black comedy“, raccontano i due autori nelle note di regia. “Un territorio di mezzo, nebbioso e incerto, che ci metteva davanti ad una doppia sfida: da un lato, il confronto con una lunga tradizione di film, profondamente connaturati alla cultura dei Paesi anglosassoni (da Arsenico e vecchi merletti a Funeral Party a Ladykillers); dall’altro, la messa in scena di una storia totalmente italiana, da girare però con l’ironia feroce tipica di una cultura completamente diversa dalla nostra”.
“Una storia del genere poteva essere raccontata in diecimila modi diversi, e noi abbiamo scelto qualcosa che oscilla tra il verosimile e la favola, la fissità e l’accelerazione improvvisa, la risata e la suspense”, continuano. “Insomma, abbiamo cercato di creare qualcosa di rassicurante e al tempo stesso di imprevedibile, come un sacchetto di biglie, o un pupazzo a molla”.
*******
Simone Recchia (Fabio De Luigi), maresciallo della Guardia di Finanza dedito al lavoro in maniera maniacale ma anche maldestro e pasticcione con le donne, s’innamora perdutamente di Claudia (Miriam Leone), una restauratrice che vive grazie alla pensione della nonna (Barbara Bouchet). Quando l’anziana signora muore, la ragazza insieme alle sue amiche (Lucia Ocone e Marina Rocco) ricorre a un macabro stratagemma per continuare a intascare la pensione… Opera prima di Giancarlo Fontana e Giuseppe G. Stasi, su soggetto di Nicola Giuliano e Fabio Bonifacci, Metti la nonna in freezer è una frizzante e sgangherata black comedy che mixa diversi elementi, dall’occultamento di cadavere al romance strampalato e un po’ surreale,
Paolo Castelli
*******
LA BLACK COMEDY
La commedia nera è un sottogenere che si avvale della satira e di argomenti macabri: l’approccio grottesco a situazioni solitamente considerate drammatiche scatena il riso sul volto dello spettatore . Questo filone ha origini abbastanza lontane, infatti una delle prime e più famose commedie nere è Arsenico e vecchi merletti (1944) di F. Capra, riadattamento di un’opera teatrale. Le scene sono rapide e la morte affrontata con sapiente sarcasmo. Questa commedia ha fatto scuola ed ha messo le basi per l’evoluzione del sottogenere. Da qui in poi abbiamo film del calibro di La signora omicidi (1955) di Alexander Mackendrick, britannico e dall’umorismo tagliente. I fratelli Coen ne realizzano un remake nel 2004: Ladykillers. Durante gli anni il raggio d’azione si allarga. Si toccano temi vari come la vecchiaia, l’attualità, la ribellione a situazioni scomode, l’abuso di sostanze, il sesso e molti altri. Negli anni ’90 scoppia una vera e propria rivalutazione di questi film, esplodono produzioni graffianti e sarcastiche, un esempio è Una cena quasi perfetta (1995) di Stacy Title, in cui un gruppo di amici democratici e liberal invita a cena personaggi che contrastano con i loro ideali. I malcapitati dopo un lauto pasto e discussioni verranno uccisi. I problemi sopraggiungono con i ripensamenti ed i timori del gruppo. Il finale è una vera sorpresa. Essendo il black humor una tipica caratteristica degli Inglesi, fulgido esempio del genere è Il caro estinto di Tony Richardson. Anche Stanley Kubrick, una volta trasferitosi in Inghilterra si cimentò nel genere con Il dottor Stranamore. Altri esempi di umorismo nero nel cinema comprendono la scena finale del film Brian di Nazareth dei Monty Python, in cui Brian ed altri condannati a morte per crocifissione cantano e fischiano un’allegra melodia centrata intorno alla morte, intitolata “Always Look on the Bright Side of Life” (“Guarda sempre il lato positivo della vita”). Altri film recenti del genere sono Svegliati Ned di Kirk Jones e Funeral Party di Frank Oz. Sul versante americano va assolutamente citato Billy Wilder, i cui film, non solo le commedie, sono costellati di humor nero. In tempi più recenti, un tipico esempio di humor nero è rappresentato da L’onore dei Prizzi o da registi come Danny De Vito con Getta la mamma dal treno, La guerra dei Roses e Duplex – un appartamento per tre, senza dimenticare David Mamet con La casa dei giochi, Le cose cambiano e Il colpo. Notevoli alcune opere di Robert Altman quali M*A*S*H e I Protagonisti-The Player. Altri registi che hanno realizzato molte opere classificabili come humor nero sono Luis Buñuel e Marco Ferreri, mentre in tempi più recenti va segnalato Alex De La Iglesia.
*********
L’umorismo è una gran cosa, è quello che ci salva. Non appena spunta, tutte le nostre irritazioni, tutti i nostri risentimenti scivolano via, e al posto loro sorge uno spirito solare (Mark Twain)
Il senso dell’umorismo è l’asta che dà equilibrio ai nostri passi, mentre camminiamo sulla fune della vita (Mahatma Gandhi)
MGF