LA MUSICA CLASSICA NEL CINEMA
Quando il cinema ha avuto inizio negli anni 1890, i film muti utilizzavano esecuzioni musicali dal vivo, spesso con composizioni classiche, per dare vita alle scene poiché non esisteva il dialogo. La musica era uno strumento narrativo potente, selezionata con cura per trasmettere l’atmosfera delle diverse scene. L’età d’oro di Hollywood iniziò negli anni ‘30, un periodo durante il quale furono creati molti dei film più celebri che definirono Hollywood per anni a venire, come Casablanca, Quarto Potere e Il Mago di Oz. I compositori dell’epoca, come Max Steiner, autore della colonna sonora di King Kong, trassero ispirazione dai grandi della musica classica, come Beethoven e Mozart, integrando elementi delle loro opere nei propri lavori. Nel cinema moderno, la musica classica continua a essere una grande fonte di ispirazione per compositori come John Williams, Hans Zimmer ed Ennio Morricone, che hanno rivoluzionato il modo di scrivere colonne sonore. Da Star Wars a Inception fino a Il buono, il brutto e il cattivo, dobbiamo tutte queste colonne sonore iconiche, e molte altre, al vasto repertorio dei compositori classici.

Kingsman — “Pomp and Circumstance Op.39 – 1. March No.1 ‘Land of Hope and Glory'”, Edward Elgar
Nel film del 2014 Kingsman: The Secret Service, la celebre marcia di Elgar viene utilizzata verso la fine del film. L’antagonista, Valentine, usa delle SIM per controllare la popolazione. Alla fine del film, i protagonisti Eggsy e Merlin sabotano il piano di Valentine attivando gli impianti nei suoi sostenitori, facendoli esplodere. Ciò che potrebbe sembrare una scena sanguinosa e violenta diventa quasi surreale e ironica. La maestosa e solenne marcia di Elgar, spesso associata alle cerimonie di laurea, crea un contrasto con la brutalità della scena, trasformandola in un momento di umorismo nero, accentuato visivamente dai fuochi d’artificio che rappresentano le teste esplose.
https://www.youtube.com/watch?v=Spx4kmY67Wc&list=RDSpx4kmY67Wc&start_radio=1

Il Pianista — “Notturno in Do♯ Minore”, Fryderyk Chopin
Il film del 2002 diretto da Roman Polanski racconta la storia di Władysław Szpilman, un pianista polacco ebreo che visse a Varsavia durante la Seconda Guerra Mondiale. Nella scena iniziale, Szpilman suona il Notturno in Do♯ minore di Chopin per una trasmissione radiofonica polacca, prima di essere interrotto dai bombardamenti dell’esercito tedesco durante l’assedio di Varsavia. La serenità della musica di Chopin contrasta bruscamente con la brutalità del bombardamento nazista, segnando un cambio di tono e sottolineando la distruzione causata dalla guerra.
https://www.youtube.com/watch?v=qgJRYV9qW5A&list=RDqgJRYV9qW5A&start_radio=1

Il Discorso del Re — “Sinfonia n.7 – 2. Allegretto”, Ludwig van Beethoven
Nel film Il discorso del re, Colin Firth interpreta Re Giorgio VI, che deve superare la sua balbuzie con l’aiuto di un logopedista per rivolgersi alla nazione. Il secondo movimento della Settima Sinfonia di Beethoven accompagna il discorso con cui re Giorgio VI annuncia alla Gran Bretagna l’entrata in guerra contro la Germania nel 1939. Il ritmo incalzante della musica crea tensione e sottolinea il peso del discorso.
https://www.youtube.com/watch?v=VLV4584B2GA&list=RDVLV4584B2GA&start_radio=1

Se7en — “Aria sulla IV corda”, Johann Sebastian Bach
Nel thriller Se7en, i detective Somerset e Mills indagano su una serie di omicidi ispirati ai sette peccati capitali. In una scena, Somerset studia i peccati in una biblioteca mentre un guardiano suona l’Aria sulla quarta corda di Bach. Le note delicate del brano creano un contrasto inquietante con il contenuto oscuro della scena, accentuando il senso di disagio.
https://www.youtube.com/watch?v=CvglW3KNSsQ&list=RDCvglW3KNSsQ&start_radio=1

Ocean’s Eleven — “Suite bergamasque – 3. Clair de lune”, Claude Debussy
Il successo cinematografico del 2001, con protagonisti George Clooney, Brad Pitt, Matt Damon e molti altri, segue un gruppo di criminali mentre pianificano una rapina a Las Vegas. Dopo aver portato a termine il colpo, il gruppo si riunisce davanti alle famose fontane del Bellagio, mentre in sottofondo suona “Clair de lune” di Debussy. La melodia pacifica e tranquilla del brano offre un senso di chiusura al film e riflette il sollievo e la soddisfazione del gruppo per aver completato il colpo. Dopo quasi due ore di azione e tensione, la dolcezza di questa melodia crea un finale appagante per il pubblico.
https://www.youtube.com/watch?v=fZrm9h3JRGs&list=RDfZrm9h3JRGs&start_radio=1

2001: Odissea nello spazio — “Sul bel Danubio blu”, Johann Strauss II
Creato da Stanley Kubrick nel 1968, il film è elogiato per i suoi effetti visivi rivoluzionari per l’epoca. In questa scena, il valzer di Strauss accompagna immagini maestose dello spazio e dei pianeti. La delicata e maestosa melodia di “Sul bel Danubio blu” enfatizza l’assenza di gravità nello spazio e crea un netto contrasto accostando la musica classica tradizionale ai progressi tecnologici dell’esplorazione spaziale.
https://www.youtube.com/watch?v=3LO3byyeNQo

Fantasia — “L’Apprendista stregone – Theme”, Paul Dukas
Il compositore francese Paul Dukas completò il poema sinfonico “L’Apprendista Stregone” nel 1897, e fu poi utilizzato nel film Disney “Fantasia” del 1940. “Fantasia” non presenta dialoghi e si affida quindi interamente alla musica per trasmettere emozioni, creare atmosfera e raccontare la storia. Il brano di Dukas accompagna il pubblico nel caos che si scatena quando Topolino cerca di fermare la scopa magica dal continuare a inondare il castello dello stregone. L’animazione è sincronizzata con la musica in modo meticoloso, fondendo suono e immagini e spesso enfatizzando azioni e sequenze.
https://www.youtube.com/watch?v=I5oGxBDz1Lc&list=PLeWDYQSLSRk0eobJexlM1sgf3xPQWy1-y
Fonte: Metronaut.com/it
MGF




Il tema della cavalcata si distingue particolarmente per i suoi riferimenti nella cultura popolare, ma soprattutto viene abbinata a tutto ciò che è attinente all’arte della guerra.
E’ d’obbligo a queste aggiungere anche la sequenza dell’attacco aereo da Apocalypse Now, film del 1979 diretto da Francis Ford Coppola, liberamente ispirato al romanzo di Joseph Conrad Cuore di tenebra, vincitore della Palma d’oro al Festival di Cannes 1979 e di 2 premi Oscar nel 1980. La scena rimane celeberrima nella storia del cinema perché il tenente colonnello, durante l’attacco, fa suonare, tramite altoparlanti installati sugli elicotteri, un passo della musica di “La Cavalcata delle Valchirie” di Richard Wagner per galvanizzare il morale del suo reparto e spaventare i guerriglieri nemici; la scena è resa in modo tanto drammatico quanto realistico, fin nei dettagli.
Il regista Francis Ford Coppola, se non copiò lo spunto, fece un’associazione mentale analoga a quella che molti anni prima, nel ’44, aveva ispirato un documentarista della propaganda nazista.
Ma se l’associazione più antica tra aerei e Cavalcata risale al documentario del ’44, l’impiego di quel brano in un film riporta ancora più indietro, all’epoca del primo conflitto mondiale. Fu nel 1915 che Joseph Carl Breil e D. W. Griffith lo inserirono nel climax della pellicola Nascita di una nazione, per solennizzare la carica di cavalleria del Ku Klux Klan che salva i bianchi dall’ira dei neri.

Il tema di quest’opera, che forse all’epoca era chiaro, è invece oggi fumoso, ma i pareri concordano nel puntare l’attenzione sulle contrapposizioni che la bilanciano: oltre a quelle già enunciate, mi piace sottolineare anche il dettaglio delle espressioni, annoiata quella della guardia e in allerta quella della madre, quasi come ci fosse qualcosa di atavico all’orizzonte, qualcosa che può essere percepito con maggiore intensità da una madre, tesa alla protezione del proprio bambino, come si nota anche dalla postura, ricurva e chiusa, proprio come se intendesse farsi scudo.


Il brano è strutturato in due temi principali: A e B esposti da diversi strumenti dell’orchestra.



La “chartula” della Benedizione a Frate Leone è certamente una delle reliquie più preziose conservate nella basilica di S. Francesco in Assisi. Si tratta infatti di un rarissimo autografo del Santo ( se ne trova solo un altro nel duomo di Spoleto), un foglietto scritto subito dopo la stigmatizzazione sul monte della Verna, nel settembre del 1224. Contiene, da un lato, il testo delle «Lodi di Dio Altissimo» e, dall’altro, la «Benedizione a frate Leone». Riporta anche ben visibile il “Tau”, simbolo con il quale Francesco si firmava.