CEDRI di Meira Delmar
CEDRI
I miei occhi di bambina videro
– già molti anni addietro – elevarsi
fino alle nuvole un volo
di verde progressivo
che l’aria intorno
riempiva di balsamo
con tranquilla insistenza.
Il silenzio si percepiva come una
musica interrotta all’improvviso,
e nel mio petto cresceva
lo stupore.
La voce del padre, allora,
si piegò al mio orecchio
per dirmi, sottovoce:
“Sono i cedri del Libano
figlia mia.
Da mille anni, forse
da due volte mille, essi crescono
ai piedi di Dio.
Conserva la loro immagine
nella mente e nel sangue.
Non dimenticare mai
che hai osservato da vicino
la Bellezza”.
E da quel momento
così lontano,
qualcosa in me si rinnova
e trema
quando incontro nelle pagine
di un libro
la loro memorabile immagine.
MEIRA DELMAR

Olga Isabel Chams Eljach – meglio conosciuta con lo pseudonimo Meira Delmar – nacque a Barranquilla, Colombia, il 21 agosto 1922 e morì sempre a Barranquilla il 18 marzo 2009. Fu poetessa e insegnante.
Discendente da emigrati libanesi, crebbe in un ambiente culturale stimolante e ricevette una solida formazione accademica. Studiò latino e musica alla Universidad del Atlántico e belle arti in Italia. La sua passione per la scrittura emerse presto, e durante gli anni ’40 e ’50, contribuì attivamente al movimento letterario noto come “Generazione del ’48” in Colombia.
La sua poesia si distingue per la profondità emotiva, l’introspezione e la sensibilità nei confronti dell’amore, della natura e delle sfide della vita. I suoi versi sono spesso carichi di simbolismo e riflessioni filosofiche. Tra le sue opere più celebri si trova il suo primo libro di poesie, Óleo de mujer con sombrero (1949), che ottenne un notevole successo e contribuì a consolidare la sua reputazione come poetessa di talento.
Meira Delmar trascorse parte della sua vita all’estero, in Paesi come Messico, Francia e Stati Uniti, dove ebbe modo di entrare in contatto con altre influenze culturali che arricchirono ulteriormente la sua opera poetica. Durante il suo soggiorno in Francia, fece parte del gruppo surrealistico e scrisse opere influenzate da questa corrente artistica.
Nel corso della sua carriera, Meira Delmar ricevette vari riconoscimenti, tra cui il Premio Nacional de Poesía nel 1979 e il Premio Nacional de Literatura nel 1997. La sua poesia è stata tradotta in diverse lingue, consentendo al suo lavoro di raggiungere un pubblico internazionale.
Non si sposò mai perché, secondo le sue stesse parole, “aspettava l’amore, e non è mai arrivato”. La ricompensa a questa assenza tuttavia fu non solo la fortuna di avere grandi amici, ma anche l’ispirazione che fece di questa attesa il filone d’oro della sua poetica, attraversata da una sensualità di fondo: così ha analizzato i percorsi dell’amore e dell’oblio, descrivendo la vita con toni pacati e una gozzaniana nostalgia per ciò che non può essere. Della sua poesia la scrittrice colombiana Águeda Pizarro ha detto che “si legge come si osserva un tramonto sul mare. Ci illumina con il ricordo del giorno passato e della coscienza, tornasole come lo è il tramonto della notte che segue”.
MGF