ALLELUIA

Dall’ebraico Halləluyah, parola composta da hallelu (‘sia lode’) e yah (prima parte del tetragramma sacro che indica il nome di Dio in ebraico e che non va mai né scritto né pronunciato nella sua interezza).

 

Il tempo di Quaresima è tempo di penitenza e digiuno per la rinascita ad una nuova vita in Cristo, così anche la liturgia “digiuna” per prepararsi all’evento glorioso della risurrezione del Signore.
Durante la Quaresima siamo chiamati a concentrarci sull’attesa del Regno di Dio che si apre per noi con la Passione, Morte e Risurrezione di Cristo. Ecco spiegato il motivo del perché non si canta l’Alleluia.
Ma ecco arrivare la mezzanotte di Pasqua!
La Veglia Pasquale non è una messa come le altre. È quella della notte in cui la Chiesa celebra il trionfo di Cristo sulla morte. E qui la liturgia “rompe” il digiuno perché la Resurrezione cambia tutto e quella parola prima proibita irrompe in tutta la sua pienezza.
Sant’Agostino diceva: “ Cantiamo l’alleluia a Dio che è buono, che ci libera da ogni male ” (Discorsi 256). A Pasqua questo alleluia esplode con forza, perché non c’è più morte da temere, nessun peccato che non sia stato sconfitto.

 

L’alleluia più famoso e forse più maestoso e da tutti conosciuto è indubbiamente l’Halleuiah dal Messiah di Händel.
Il Messiah è nato quando la natura sperimentale di  Händel si è confrontata con il cambiamento dei gusti del pubblico di Londra e la politica della chiesa inglese. Il Vescovo di Londra in quel periodo aveva vietato esibizioni di opere religiose su palcoscenici londinesi, quindi Händel decise di scrivere un’opera adatta ad essere rappresentata in un concerto in chiesa.
Nell’agosto del 1741 il librettista Charles Jennens, ispirato dal Book of Common Prayer of the Church of England (il testo di riferimento dottrinale e liturgico della Chiesa d’Inghilterra  scritto dall’arcivescovo anglicano di Canterbury Thomas Cranmer nel 1549 ), inviò a Händel un nuovo testo basato sulla figura del Messia.

Händel ne fu colpito intuendone subito le potenzialità, e, in preda a una vera e propria vena creativa, ultimò in soli 24 giorni quella che sarà la sua più famosa composizione: il Messiah che, con il suo coro Hallelujah, è tra le opere più popolari della musica corale. Messiah è stato sicuramente il fulcro della carriera di Handel. Il 6 aprile 1759, il compositore fece la sua ultima apparizione pubblica dirigendo il Messiah a Londra. Otto giorni dopo morì all’età di 74 anni.

 

 

 

Il Messiah HWV 56 di  Händel  è basato su tre concetti principali: storia della natività di Gesù, la crocifissione e redenzione dell’umanità e un commento sull’anima cristiana e della Vittoria sulla morte. Il testo del Messiah scritto da Charles Jennens intendeva essere una dichiarazione di fede nella divinità di Cristo.
L’ Hallelujah di Händel è veloce ed allegro, potente ed agile, gioioso e vivace: la tradizione vuole che il re Giorgio II, quando sentì questo coro per la prima volta, era così agitato che balzò in piedi, seguito da tutti gli altri.

 

 

Vi lascio il testo e il link per ascoltare la versione eseguita dalla Royal Choral Society accompagnata dalla Royal Philarmonic Orchestra alla Royal Albert Hall di Londra.

Buon ascolto e Buona Pasqua!

George Friedrich Händel, The Messiah, «Hallelujah»

Hallelujah! For the Lord God Omnipotent reigneth.
The kingdom of this world is become
the kingdom of our Lord and of His Christ;
and He shall reign for ever and ever
King of Kings and Lord of Lords. Hallelujah!

Alleluia! Poiché il Signore Dio Onnipotente regna.
Il regno di questo mondo è diventato
il regno di nostro Signore e del Suo Cristo;
ed Egli regnerà nei secoli dei secoli
Re dei Re e Signore dei Signori. Alleluia!

 

https://www.youtube.com/watch?v=IUZEtVbJT5c

 

MGF