DANZA di Hwang Jin Yi
DANZA
Offri ai cieli sopra di te
qualcosa di più di uno sguardo fuggevole.
Spero che non perderai mai
il senso di meraviglia.
Possa tu non dare mai per scontato
neppure un singolo respiro.
E quando ti si presenterà la scelta
di star seduta in disparte, o di danzare
io spero che danzerai, spero che danzerai.
Spero che non avrai mai paura
delle montagne che vedi in distanza.
Non prendere mai il sentiero più facile.
Vivere può voler dire fare scelte
ma vale la pena di farle.
Non lasciare che qualche inferno
ti pieghi il cuore.
Quando ti senti vicina a mollare tutto
riconsidera.
Spero che tu ti senta ancora piccola
quando stai di fronte all’oceano.
Promettimi che darai a ciò in cui credi
una possibilità di lottare.
E quando ti si presenterà la scelta
di star seduta in disparte o di danzare,
danza.
Io spero che danzerai, spero che danzerai.
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HWANG JIN YI

L’autrice di questo sijo (antico tipo di componimento poetico coreano) è Hwang Jin Yi, vissuta nel 1500 (chi dice dal 1506 al 1544, chi dal 1520 al 1560).
Cortigiana, poetessa, danzatrice, cantante – i sijo erano pensati per essere cantati, non recitati – il suo nome “d’arte” era Myeongwol che significa Luna Splendente. Hwang Jin Yi era una gisaeng o ginyeo, e cioè un’intrattenitrice di proprietà del governo. Oltre a mezza dozzina delle sue poesie, le sono sopravvissute alcune descrizioni da lei fatte delle sue danze, probabilmente destinate ad istruire le gisaeng più giovani.
“I versi delle gisaeng erano rivoluzionari e creativi, sia nei temi sia nei contenuti. Ignoravano la formalità e l’ipocrisia etica del confucianesimo, e lasciavano correre libere le loro nude emozioni. Il linguaggio da esse usato nei poemi era dolce, appassionato, pure grandemente rifinito. In esso vi era una scelta di fresche immagini, di punzecchiature umoristiche e di metafore finemente velate.” (Kim Un-song, “100 Classical Korean Poems”, marzo 1986)
La storiografia ufficiale coreana non pone molta attenzione alle gisaeng, che pure non hanno nulla di inventato e che furono determinanti in parecchie questioni politiche (giacché il governo le usava anche come “agenti segreti”). La cultura popolare, invece, è zeppa di riferimenti alle loro storie ed ai loro talenti, che comprendevano anche la medicina, la pittura, l’uso di strumenti musicali e il ricamo. La fama di Hwang Jin Yi, una donna di basso status in un’epoca rigidamente gerarchica e brutalmente patriarcale, è qualcosa che non ha paragoni. Era lodata per la straordinaria intelligenza e per un’arguzia affascinante non meno che per la bellezza, e veniva ricercata dai più potenti aristocratici, dagli artisti e dagli intellettuali.
Dalla fine del secolo scorso, la sua storia ha cominciato ad attrarre nuova attenzione in entrambe le Coree. La sua vita è stata descritta in romanzi, film e persino in un’opera lirica. Fra i libri vanno citati quello scritto da Hong Sok-chung nel 2002, il primo romanzo nord-coreano ad ottenere un premio dalla Corea del Sud, e quello sud-coreano scritto da Jeon Gyeong-rin, un bestseller del 2004.
Fonte: lunanuvola.com
MGF