FANCIULLI

Crescono improvvisamente dall’amore, e poi di colpo adulti
tenendosi per mano vagano nella grande folla
(cuori catturati come uccelli, profili sbiaditi nel crepuscolo).
So che nei loro cuori pulsa l’intera umanità.
Tenendosi per mano siedono zitti sulla riva.
Un tronco d’albero, terra al chiaro di luna: triangolo che arde
nel sussurro incompiuto.

 

 

 

Non si è ancora levata la nebbia. I cuori dei fanciulli in alto
sopra il fiume.
Sarà sempre così, mi domando, quando si alzeranno di qui e
andranno via?
O altrimenti: una coppa di luce inclinata tra le piante
in ognuna rivela un fondo ancora ignoto.
Quello che in voi ebbe inizio, saprete non guastarlo,
separerete sempre il bene dal male?

 


 

Tra i vari componimenti poetici di Karol Wojtyla – Giovanni Paolo II che hanno avuto molto successo c’è quello che ha per titolo Fanciulli, in cui il papa parla dei fanciulli che crescono e vanno in giro per il mondo. E, con cuore di padre, si domanda se custodiranno sempre nel loro cuore quello che hanno imparato da piccoli e, soprattutto, se sapranno sempre separare il bene dal male.

Wojtyła vedeva nei bambini un simbolo di purezza e speranza, capaci di una fede e un amore autentici, lontani dalle complessità e dalle corruzioni del mondo adulto e si è impegnato attivamente per la protezione dei diritti dei bambini, denunciando lo sfruttamento, la violenza e l’abuso che spesso li colpiscono, e promuovendo iniziative per il loro benessere.
Il Papa ha spesso rivolto parole e insegnamenti direttamente ai bambini, sia durante le udienze generali che nelle sue omelie, cercando di comunicare con loro in modo semplice e diretto e ha spesso invitato gli adulti a guardare ai bambini come modello di fede, umiltà e apertura verso il prossimo, cercando di recuperare alcune qualità che spesso si perdono con la crescita.

Fonte: La Civiltà Cattolica – Wikipedia 

 

MGF