IO SONO UNA STELLA

Io sono una stella nel firmamento,
Che osserva il mondo, disprezza il mondo,
E si consuma nella propria luce.

 

 

Io sono il mare di notte tempesta,
il mare che grida e che accumula nuovi
peccati e all’antico fa ammenda.

 

 

Io sono stato bandito dal vostro mondo
Cresciuto nella superbia, tradito dall’orgoglio,
Sono un re senza un Regno.

 

 

Io sono la passione senza parole,
In una casa senza camino, in una guerra senza spada,
è la mia stessa forza che mi ammala.

 

 

 

La lirica è tratta da Musica e solitudine, una raccolta di poesie date alle stampe per la prima volta nel 1915. Erano gli anni bui della Prima Guerra Mondiale, un periodo in cui l’Europa si stava distruggendo proprio in nome della supremazia e dell’orgoglio nazionalista. Hesse, scegliendo la via della spiritualità e dell’introspezione, si opponeva a quella follia collettiva, proponendo l’amore universale come unico vero antidoto alla barbarie.

Oggi più che mai, questa lirica di Hermann Hesse risuona come un avvertimento necessario e rivoluzionario. Viviamo in un mondo attuale che sembra pervaso dalla divisione, dallo scontro e da una costante ricerca di supremazia culturale.
Quando un gruppo, una nazione o un pensiero ideologico si autoproclama “superiore”, si comporta esattamente come la stella di Hesse: osserva il mondo e lo disprezza. Questa brama di predominio non crea progresso, ma genera barriere culturali, muri geopolitici e una profonda incapacità di ascoltare l’altro. È il rifiuto radicale dell’amore assoluto, sostituito dal culto della forza.
Questo cortocircuito si riflette, come in un gioco di specchi, nel microcosmo dei nostri rapporti interpersonali. Anche il dialogo quotidiano sembra ormai caratterizzato dallo scontro continuo, da monologhi sovrapposti in cui l’altro non è un interlocutore da comprendere, ma un avversario da sconfiggere. L’orgoglio privato diventa una trincea che ci fa sentire forti, ma che alla fine ci lascia isolati, “re senza un Regno”, privati dell’unica cosa che dà senso all’esistenza: la capacità di amare e di lasciarsi amare.

 

Fonte: Libreriamo

 

MGF