LA PRIMAVERA di GRAZIA DELEDDA
LA PRIMAVERA

L’inverno aveva rinfrescato anche
il colore delle rocce. Dai monti scendevano,
vene d’argento, mille rivoletti silenziosi,
scintillanti tra il verde vivido dell’erba.

Il torrente sussultava in fondo alla valle tra
i peschi e i mandorli fioriti. E tutto era puro,
giovane, fresco, sotto la luce argentea del cielo.
La primavera è una stagione di rinascita, di fiori che sbocciano e della natura che si risveglia.
Questa stagione si caratterizza per i mille colori che la contraddistinguono, accompagnandola dolcemente, delineandone i contorni e al contempo è anche consapevolezza, conoscenza, apertura.
Nella scrittura della Deledda gli elementi naturali, i colori si fondono, quasi personificandosi; tutto ciò ha voce umana e rappresenta lo specchio delle condizioni dell’uomo. Ne risulta un interessante gioco fra parola e silenzio, fondamento del linguaggio dell’autrice.
È quasi come se lo sguardo dei personaggi, attivi e cognitivamente presenti, si aprisse a nuove prospettive, con un’energia che risolleva, sprigionando il profumo dei peschi in fiore, che nonostante il vento si piegano, ma non cadono. Così l’uomo, così le parole dell’indimenticabile autrice e poetessa sarda.
Fonte: eroicafenice.com
GRAZIA DELEDDA

Il 28 settembre 1871 nasceva Grazia Deledda, una delle più grandi scrittrici e romanziere della storia dell’Italia moderna, un’autrice originale e apprezzata in tutto il mondo, tanto da essere insignita del Premio Nobel per la Letteratura nel 1926. Fu la seconda donna a ricevere il premio più importante per la scrittura, dopo la svedese Selma Lagerlöf.
Grazia Deledda ha pubblicato decine di romanzi, poesie e raccolte dei suoi scritti, che ancora oggi vengono insegnati nelle scuole e vengono annoverati tra i più significativi per le tematiche della diversità, della crescita e del territorio. Il suo libro più celebre è certamente Canne al vento, uscito nel 1913, un racconto che esplora i temi della fragilità umana e del dolore esistenziale.
Grazia Deledda nasce a Nuoro, in Sardegna, in una famiglia benestante della classe media. Il padre si dilettava nella poesia a livello amatoriale, era un imprenditore e un politico locale, Sindaco della cittadina sarda. La formazione di Deledda fu ampia e variegata, dalla letteratura alle altre discipline. Fin da piccola, tuttavia, dovette confrontarsi con alcune disgrazie familiari, dalla morte prematura del padre a quella della sorellina, passando per l’arresto di uno tra i fratelli.
Dall’età dei diciassette anni, nel 1888, Grazia Deledda iniziò ad essere pubblicata su alcune riviste locali e nazionali con poesie e brevi racconti. In poco tempo, la sua fama tra letterati e intellettuali crebbe, e Deledda si dedicò ai romanzi. Sposatasi nel 1900, si trasferì a Roma e pubblicò negli anni successivi decine di opere teatrali e romanzi di ottimo successo, come L’edera e Canne al vento, che indubbiamente rappresenta il suo libro di maggior successo.
Morì di tumore al seno nel 1936, a 65 anni, il 15 agosto.
Fonte: mondadori.store
MGF