SIA DETTO di Mario Luzi
SIA DETTO
Sia detta a te, Firenze,
questa amara devozione:
città colpita al cuore,
straziata, non uccisa;
unanime nell’ira,
siilo nella preghiera.
Vollero accecarti, essi,
della luce che promani,
illumina tu, allora,
col fulgore della collera
e col fuoco della pena
loro, i tuoi bui carnefici,
perforali nella tenebra
della loro intelligenza, scavali
nel macigno del loro nero cuore.
Sii, tra grazia e sofferenza,
grande ancora una volta,
sii splendida, dura
eppure sacrificale.
Ti soccorra la tua pietà antica,
ti sorregga una fierezza nuova.
Sii prudente, sii audace.
Pace, pace, pace.

“Sia detto” è una famosa poesia civile di Mario Luzi, scritta dopo la strage di Via dei Georgofili a Firenze nel 1993, un’invocazione alla città martoriata affinché trovi forza e preghiera, un’espressione della sua visione di “poeta civile” che affronta la storia e la sofferenza collettiva, La poesia è un’amara e potente invocazione a Firenze, ferita ma non uccisa, che esorta la città a una preghiera unanime e a una fierezza nuova, chiedendo e invocando più volte la pace.
MARIO LUZI

Mario Luzi è nato a Castello il 20 ottobre 1914, trascorse l’infanzia a Firenze. Trasferitosi con la famiglia nel senese, studiò a Siena fino al 1929; poi rientrato a Firenze, vi compì gli studi liceali e universitari. Nel 1936 si laureò in letteratura francese. Luzi iniziò la carriera di insegnante: dapprima a Parma, poi, dal 1941, a San Miniati. Successivamente, e fino al 1943, lavorò a Roma presso la Sovrintendenza bibliografica. Si sposò ed ebbe un figlio. Fu poeta, critico e traduttore. Nominato senatore a vita della Repubblica nel 2004, Luzi si è spento nel 2005.
Luzi è noto per il suo impegno civile, portando la poesia a confrontarsi con i drammi della collettività, come le stragi o i problemi della società.