
L’INNOCENTE
Commedia – 99′
Regia di Louis Garrel – Francia, 2022
con Roschdy Zem, Anouk Grinberg, Noémie Merlant.
LA TRAMA
L’Innocente, il film diretto da Louis Garrel, racconta la storia di Sylvie (Anouk Grinberg) e Abel (Louis Garrel), madre e figlio che si ritrovano in conflitto, dopo che lei decide di sposare Michel (Roschdy Zem), l’uomo di cui è innamorata e che sta per uscire di prigione. Sebbene Sylvie e il suo fidanzato abbiano piani per il futuro, come l’inizio di una nuova vita insieme e l’apertura di un negozio di fiori, Abel non è entusiasta della relazione della madre. Il ragazzo è convinto che Michel non sia onesto e non possa condurre un’esistenza lontano da criminalità e illegalità.
Deciso a far cambiare idea a sua madre e a proteggerla, Abel insieme al suo migliore amico Clémence inizia a indagare su Michel, ma il giovane presto si renderà conto come lui stesso sia costretto a deviare dalla retta via…
LA RECENSIONE
UN LOUIS GARREL SEMPRE PIÙ MATURO
La cifra del cinema di Louis Garrel è l’intelligenza emotiva. E non è poco.
Per la prima volta Garrel gira un film non parigino. Spostandosi a Lione, Garrel sposta anche l’attenzione dalla borghesia della capitale a una borghesia più modesta e provincialeNattraverso la quale mette a tema un sottile confronto tra classi sociali. Prendendo ispirazione direttamente dalla sua esperienza di adolescente figlio di una madre (la regista, sceneggiatrice e attrice Brigitte Sy) impegnata con i laboratori di recitazione in carcere, Garrel si mette in scena – nei panni del suo abituale alter ego Abel – come figlio di Sylvie un’ex attrice che, frequentando la prigione, si innamora di Michel e lo sposa prima della fine della pena. Il matrimonio turba Abel che, completamente richiuso in se stesso dopo la morte della moglie, è ossessionato dall’idea di proteggere la madre.
Un film di scrittura che gioca con i generi, li mescola e se ne prende il piacere. Guarda alla commedia sentimentale, e libera un’energia vitale che mette il testo totalmente al servizio degli attori, diretti con grande complicità proprio partendo dall’idea di mettere in crisi i pregiudizi, gli stereotipi e le posizioni precostituite che si hanno su stessi prima ancora che sugli altri.
Nel suo confronto con Michel, che lo trascina in un mondo non suo, Abel finisce infatti per aprire se stesso, emotivamente e psicologicamente, e torna a vivere in sintonia con quelle che sono rimaste le donne della sua vita. Un confronto tra ambienti sociali e tra generi che prende forma con naturalezza e profonda sensibilità per le umane debolezze.
Ed è una boccata di ossigeno. Di fronte a un fiume di narrazioni in cui il confronto tra i generi si risolve in una sgraziata e cupa presa di posizione a priori, che spesso si conclude con una punizione del maschio colpevole senza un minimo di scavo e di problematizzazione, Garrel riesce a descrivere un universo umano in cui non ci sono colpevoli né innocenti. O meglio in cui tutti sono a loro modo colpevoli ma anche
innocenti, capaci di assumenre la responsabilità delle proprie azioni solo nel momento in cui si guardano davvero, disposti a spogliarsi di nevrosi e paure.
Garrel si dimostra – ancora e sempre di più – un narratore capace con finezza di chiamare in causa le fragilità, la mancanza di coraggio, la volubilità del genere maschile mettendolo di fronte a un genere femminile la cui determinazione, al contrario, risulta risolutiva. E
così i personaggi non si osteggiano ma si confrontano, non si puniscono ma si capiscono, o almeno ci provano. Perché forse la soluzione è provare a capire e capirsi, rigenerandosi come fa l’axolotl, animale marino dall’aspetto ibrido, un po’ pesce, un po’ salamandra, che
ha la capacità di ridefinire la propria forma.
Chiara Borroni -giornalista e consulente in festival cinematografici
IL REGISTA
LOUIS GARREL
Parigi – Francia
14 giugno 1983
Louis Garrel ha 39 anni. Attore, regista e sceneggiatore, parla fluentemente italiano e ha avuto per diversi anni una relazione con l’attrice Valeria Bruni Tedeschi, con cui ha adottato una bambina di origine senegalese, di nome Oumy Bruni Garrel; i due si sono lasciati senza dare troppo scalpore. Dal 2015 è legato alla modella e attrice francese Laetitia Casta, con la quale si è sposato nel giugno 2017 a Lumio in Corsica e
da cui ha avuto un figlio, Azel, nel marzo 2021.

Louis Garrel è nato in una famiglia di artisti francesi. Suo nonno era l’attore Maurice Garrel, suo padre il celebre regista Philippe Garrel e sua madre l’attrice e regista Brigitte Sy. A sei anni ha recitato nel film della sua famiglia Les Baisers de Secours (1989). Ammirando il suo padrino, l’attore Jean-Pierre Léaud, Louis ha affinato le sue abilità di attore frequentando lezioni teatrali e diplomandosi nel 2004 al Conservatorio Nazionale Superiore di Arte Drammatica di Parigi. Nel 2001 ha ottenuto il suo primo ruolo cinematografico protagonista in Ceci Est Mon Corps di Rodolphe Marconi, in cui interpreta Antoine, un giovane annoiato che vuole provare a fare l’attore ma deve
affrontare la disapprovazione dei genitori e la gelosia della sua ragazza.
Prosegue la sua carriera nel cinema con film che affrontano il periodo delle rivolte studentesche, che ebbero il loro apice nel maggio 1968, detto il Maggio francese. Questi film sono The Dreamers – I sognatori (2003) di Bernardo Bertolucci e Les Amants réguliers (2005) del padre. Ma è per il film successivo che ottiene il primo riconoscimento: la stella d’oro per la rivelazione maschile dell’Accademia del cinema
francese. In molti suoi film dimostra di avere talento anche come cantante.
Nel 2017 interpreta Jean-Luc Godard nel film biografico Il mio Godard. Nel 2021 affianca Léa Seydouyx in Storia di mia moglie. Nel 2022 affianca di nuovo Isabelle Huppert, ma soprattutto recita insieme a Riccardo Scamarcio, in L’ombra di Caravaggio.
MGF








Questo film è il preludio a uno dei suoi capolavori più apprezzati: E.T. l’extra-terrestre (1982). Realizzato insieme al mago italiano degli effetti speciali Carlo Rambaldi, il sublime personaggio di E.T. è una delle creazioni più poetiche della luminosa carriera del regista.
Da sempre interessato ai grandi eventi della storia, Spielberg ne ha rivisitato alcuni momenti cruciali e dolorosi. Hanno visto così la luce film splendidi quali Il colore viola (1985), L’impero del sole (1987) e Schindler’s list – La lista di Schindler (1993).


GRAZIE RAGAZZI
