Regia di Giancarlo Fontana, Giuseppe Stasi

con Fabio De Luigi, Miriam Leone, Lucia Ocone, Barbara Buchet

Italia, 2018 durata 100 minuti.

UNA COMMEDIA IRRIVERENTE SULLA DIFFICOLTÀ DI SBARCARE IL LUNARIO AI TEMPI DELLA CRISI.

Overview di Paola Casella

“Come reagirebbe nel 2015 un essere umano medio strangolato da un lavoro stressante, dalle ritenute e dal canone Rai in bolletta se il proprio padre si fingesse morto?”. Se lo chiedevano sul loro blog Giancarlo Fontana e Giuseppe Stasi, giovani registi e autori materani, dopo aver visto lo spot di una marca di supermercati tedeschi in cui un nonno sotto Natale si fingeva morto per attirare a casa propria la famiglia sparsa per tutta la Germania. Immediatamente il loro pensiero era corso a quel welfare famigliare che sostiene moltissimi giovani e meno giovani attraverso la crisi devastante e la precarietà endemica, senza il quale probabilmente molti finirebbero sul lastrico. Erano già perfetti per dirigere Metti la nonna in freezer, commedia romantica in cui una restauratrice che attende da tempo di essere pagata dallo Stato per il lavoro svolto decide di surgelare la nonna appena defunta invece che denunciarne il decesso perché, se le venisse a mancare la pensione dell’anziana signora (tedesca, guarda caso), dovrebbe chiudere bottega. Metti la nonna in freezer nasce da un soggetto di Nicola Giuliano e Fabio Bonifacci, che firma anche la sceneggiatura, e racconta le disavventure della restauratrice di cui sopra e del maresciallo della finanza che se ne innamora.

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Regia di Rupert Everett

con Rupert Everett, Colin Firth, Emily Watson

Italia, Belgio, Germania, Gran Bretagna, 2018 – durata 105 minuti.

Sul finire del diciannovesimo secolo, il famoso scrittore Oscar Wilde (Rupert Everett) viene arrestato dalle forze dell’ordine inglesi per via della sua dichiarata omosessualità. Una volta uscito di prigione, inizierà una serie di viaggi che lo condurranno a Parigi e a Napoli. Scritto, diretto e interpretato da Rupert Everett, alla sua prima prova da regista, The Happy Prince è un biopic coraggioso, pensato non tanto per raccontare la vita di Oscar Wilde, quanto piuttosto gli aspetti più cupi e grotteschi della sua personalità. Concentrandosi sulle ultime tappe del percorso esistenziale dell’autore, Everett si avvale di una regia tutta mirata a restituire l’angoscia, interiore e materiale, e a tratti claustrofobica e asfissiante, provata dal personaggio.

Paolo Castelli

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RUPERT EVERETT TRASPONE GLI ULTIMI GIORNI DI OSCAR WILDE IN UN FILM CHE NON FA SCONTI A NESSUNO, WILDE COMPRESO.

Recensione di Giancarlo Zappoli – Mymovies

Dopo il periodo di successi letterari e teatrali Oscar Wilde è caduto in disgrazia. Processato per la sua esplicita omosessualità e condannato a due anni di lavori forzati è uscito dal carcere minato nella salute e nell’animo.

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Ecco in anteprima i film della Rassegna Cinematografica Gennaio-Marzo 2019. Il nuovo tema scelto dal nostro Paolo Castelli è “PERSONAE”

“Il termine persona proviene del latino persōna, e questo probabilmente dall’etrusco phersu (‘maschera dell’attore’, ‘personaggio’), il quale procede dal greco πρóσωπον [prósôpon]. Il concetto di persona è un concetto che esprime la singolarità di ogni individuo della specie umana. In ambito filosofico, si definisce persona un essere dotato di coscienza di sé in possesso di una propria identità.” P. Castelli

10-12-13 GENNAIO 2019
Un affare di famiglia
Regia di Kore’eda Hirokazu – Giappone, 2018 – 121”
con Lily Franky, Sakura Andô, Mayu Matsuoka

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QUANDO LA TATA RIVOLUZIONA LA VITA DI UNA MAMMA.

Overview di Tirza Bonifazi

Se fosse stata una trilogia di Diablo Cody e Jason Reitman dedicata all’essere donna all’interno di una famiglia o della società, allora dopo Juno e Young Adult, Tully la chiuderebbe alla perfezione. Se, infatti, il loro primo film insieme puntava l’obiettivo sulla sedicenne Juno che rimane incinta e prende una decisione da adulta scegliendo di portare avanti la gravidanza per dare il figlio in adozione, e nel secondo, al centro della narrazione, c’è un’immatura trentasettenne che si vuole riprendere un ex solo perché convinta di essere migliore della moglie, questa terza prova rilancia il tema esplorando tutta le complessità dell’essere madre.

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Ci ritroviamo esattamente là dove ci eravamo lasciati, la sera del 30 novembre 1998, con il Concerto di Inaugurazione, e facciamo un piccolissimo passo in avanti al 1 dicembre, quando ci fu la replica dello stesso concerto dell’Orchestra Carlo Coccia di Novara diretto da P. Renato Beretta. Due serate, e due serate di pienone, mentre i giornali cominciavano a parlare di noi.

 

Padre Flaviano è sempre stato molto schivo, ma rilascia in quei giorni una bella intervista in cui specifica ben chiaramenete lo scopo e la destinazione del nuovo Fratello Sole: “…lo spazio deve essere di sostegno alla comunità cittadina e quindi deve funzionare non a scopo di lucro, ma per promuovere iniziative culturali e di aggregazione.”

 

A dicembre un solo altro appuntamento, la Festa degli Auguri della famiglia Bustocca, ma appena si apre il nuovo anno si parte davvero con i film.
Primo in assoluto ad essere proiettato, sabato 3 gennaio 1998, Jerusalem di Bille August con Max Von Sydow tra gli interpreti, seguito durante il mese da Ovosodo di Paolo Virzì, il cartone animato Freccia Azzurra e Due padri di troppo di Ivan Reitman con Robin Williams. Per il pubblico del giovedì pomeriggio i titoli sono differenti: La felicità è dietro l’angolo di E. Chantiliez, Madame Butterfly di F.Mitterand e La promesse di Luc Dardenne.
Ma non solo: al via anche il teatro, con Forza venite gente e I Danè fan Danà.

 

 

 

 

E da lì in poi, fino a fine giugno, rassegne cinematografiche, spettacoli teatrali, il Concerto Mandolinistico il 1 marzo, l’8 marzo una serata di poesia e musica (“Voci di donna”) per la festa della donna, tra marzo e maggio 6 incontri e dibattiti per un programma di approfondimenti sulla televisione, in aprile un dibattito su Giacomo Leopardi, un Galà Lirico il 16 maggio sul tema Verdi e l’Ottocento, a giugno So in love, con le musiche dei più famosi musical americani e a fine giugno uno spettacolo di danza. E tanto altro. Finalmente la chiusura estiva, dico io! E tanto riposo per gli instancabili volontari che alla riapertura di ottobre sarebbero stati chiamati ad una stagione molto impegnativa: domenica 27 settembre si inaugurava ufficialmente il centenario della presenza dei Frati a Busto Arsizio ed il programma CENTO ANNI INSIEME delle celebrazioni era fittissimo, con il Teatro Fratello Sole sempre in prima posizione: si sarebbero ospitate nel salone polifunzionale mostre pittoriche e fotografiche, ci sarebbero state conferenze, spettacoli teatrali e di danza, concerti, film a tema francescano. Guardate quanto era lungo il volantino…:

 

Insomma, un bel tour de force, considerando il fatto che in quella stagione cominciarono le prime vere rassegne cinematografiche guidate dalla consulenza del nostro carissimo Paolo Castelli: “Cinque parole per il 2000” da ottobre a dicembre, e “Dieci parole per il 2000” da gennaio a marzo.

 

 

 

 

Ma non solo… a ottobre e novembre al sabato e alla domenica si proiettò una nutrita selezione di Film dal Festival di Venezia 1998 che tenne impegnati gli eroici volontari per otto sabati e domeniche.

 

Il giro di boa dell’anno nuovo vide la nascita della Rassegna del Teatro per i bambini, con gli spettacoli di Enrico Croce, i concerti della Società del Quartetto, e, a marzo, si affacciarono timidamente anche gli spettacoli di cabaret, con nomi altisonanti quali Flavio Oreglio e Leonardo Manera, per non parlare del Festival Chitarristico Internazionale Bustese, quattro importanti appuntamenti tutti al Fratello Sole nel mese di maggio.

 

 

                 

Estenuante, vero? Sì, ma tanto estenuante quanto entusiasmante! Si camminava velocemente, e molte altre iniziative, chiuse in un cassetto, attendevano.

 

MGF

Fonti: archivio Cinema Teatro Fratello Sole.