
Regia di Simon Curtis – Gran Bretagna, USA, 2025 – 123′
con Hugh Bonneville, Jim Carter, Michelle Dockery
UNA FAVOLA DAI TONI CARAMELLATI CON UN FINALE CHE FARA’ LA GIOIA DI TUTTI I FAN
È tempo di salutare l’universo narrativo di “Downton Abbey” creato da Julian Fellowes nel 2010, durato sei stagioni di successo – è la serie inglese più vista al mondo – e tre film al cinema. Un capitolo finale della saga cui prendono parte tutti gli interpreti, diventati la grande famiglia di Downton: Michelle Dockery (Lady Mary), Hugh Bonneville (Robert Crawley), Elizabeth McGovern (Cora Crawley), Laura Carmichael (Lady Edith), Jim Carter (Carson), Phyllis Logan (Mrs. Hughes), Brendan Coyle (Bates), Joanne Froggatt (Anna), Lesley Nicol (Mrs. Patmore), Penelope Wilton (Lady Isobel), compresi i guest Paul Giamatti (Harold), Dominic West (Guy Dexter) e Alessandro Nivola (Gus Sambrook).
La storia. Inghilterra 1930, la serenità di Downton Abbey è scossa da una serie di cambiamenti. Anzitutto la famiglia Crawley, seppur viva ancora agiatamente, deve fare i conti con un mondo in profonda agitazione socio-economica. È chiamata a ripensare a molte spese e a pianificare la vendita di alcune proprietà. Dagli Stati Uniti arriva Harold, il fratello di Cora, che le comunica di aver perso la fortuna di famiglia a seguito di investimenti sbagliati legati alla crisi del 1929. Le sfida più grande, però, è la salvaguardia dell’onore e della rispettabilità sociale, minacciati dalla notizia del divorzio di Lady Mary…
“Questo film – ha raccontato il regista – è un ritratto affettuoso dei personaggi mentre varcano gli anni ’30, e scaviamo nelle emozioni dei protagonisti alla fine della storia che stiamo raccontando. Julian ha una grande umanità e dona a ogni personaggio, indipendentemente dalla classe sociale, dal sesso o dall’età, dignità, arguzia e calore”.
Dalle parole di Simon Curtis emerge con chiarezza il punto di forza di questo film. Si tratta di un congedo dalle stanze del castello nello Yorkshire, volgendo lo sguardo qua e là a luoghi amati nel corso della serie e soprattutto a personaggi indimenticabili, radicati nel cuore degli spettatori. E poco importa se la trama risulta fragile, quasi inconsistente. L’importante è godersi un’ultima serata in compagnia dei propri beniamini. Fellowes formula battute e dialoghi acuti e scoppiettanti, che caratterizzano perfettamente i personaggi e rimangono impresse in maniera nitida; in più l’autore si diverte a ricollegare la narrazione con situazioni del passato, episodi della serie, rafforzando il tratto avvolgente, familiare, del racconto: il richiamo all’ironia di Lady Violet (la compianta Maggie Smith), alle sue opinioni sui cambiamenti sociali, a cominciare dal suo sbalordirsi per il concetto di “weekend”; ancora, il dialogo tra Mrs. Hughes e Mrs. Patmore sulla vita coniugale oppure la verità sul legame tra Robert Crawley e il maggiordomo Bates, senza dimenticare i nostalgici omaggi agli scomparsi Matthew e Lady Sybil.
“Downton Abbey. Il gran finale” conquista per la raffinata e impeccabile messa in scena, tra la cura degli interni del castello (salotto, camere da letto, scene di colazioni o cene di famiglia) e le suggestive riprese in esterna come l’ippodromo di Ascot; splendidi, poi, i costumi firmati Anna Robbins e le inconfondibili musiche di John Lunn.
Il film è un valzer di dolci emozioni, marcate soprattutto da malinconia, per un mondo che volge al termine, sia perché la storia e la società inglese sono destinate a cambiare inesorabilmente sotto i colpi di una modernità incalzante, sia perché quella dei nostri protagonisti volge al termine. Un elegante addio, tra sorrisi e lampi di commozione.
Recensione della Commissione Nazionale Valutazione Film della Conferenza Episcopale Italiana
Tematiche: Amicizia, Amore-Sentimenti, Denaro, Donna, Famiglia, Famiglia – genitori figli, LGBTQ+, Matrimonio – coppia, Metafore del nostro tempo, Politica-Società
Julian Fellowes ha deposto la penna, e quindi tocca a noi fantasticare su come potrebbe andare avanti la storia e optare, se lo riteniamo giusto, per un lieto fine. Mentre decidiamo se abbandonarci a questo esercizio creativo, proviamo a pensare che negli ultimi 15 anni i Crawley e le loro vicende ci hanno resi più felici e contenti, dal momento che hanno portato nella nostra quotidianità la bellezza e una grande umanità. Insieme a Lady Violet, sono doni preziosi, di cui sentitamente vogliamo ringraziarli.
Su tutti aleggia il fantasma di Lady Violet, morta nel secondo film, citata continuamente e presente nel ritratto che domina l’ingresso della dimora: è evidentemente un affettuoso e commovente omaggio a Maggie Smith, scomparsa nel settembre 2024, e vera icona del franchise, ma anche il segnale di come le generazioni successive non possano fare a meno di quella lezione, imparando da quella figura tanto burbera quanto saggia quand’è che arriva il momento di cedere il testimone senza tuttavia mettersi da parte.
C’è un senso di dolce addio che pervade l’intero film. Ma non si tratta di un addio amaro o nostalgico nel senso negativo del termine. Downton Abbey: The Grand Finale non è un funerale in abiti eleganti, ma un commiato pieno di speranza e gratitudine.
Recensioni
3,2/5 MyMovies
8/10 IGN ITALIA
4/5 ComingSoon
LE LOCATION DI DOWNTON ABBEY
Oltre alle trame avvincenti e ai personaggi indimenticabili, sono le ambientazioni a rivestire un ruolo fondamentale, dando corpo e respiro all’anima dell’Inghilterra rurale. Sebbene la vicenda sia ambientata nello Yorkshire, terra d’origine della tenuta di Downton, le riprese si sono svolte in diverse località. Dalle dimore aristocratiche ai villaggi pittoreschi, ogni scenario contribuisce a trasmettere quell’aura senza tempo e profondamente britannica che caratterizza la saga.
Highclere Castle (Hampshire):
È la vera dimora di campagna che serve da principale location per la serie e i film, rappresentando la tenuta dei Crawley. Situato al confine tra Hampshire e Berkshire, a un’ora e mezza di auto da Londra, questo maestoso castello del XIX secolo è dimora dei Conti di Carnarvon dal XVII secolo. È possibile visitarla, poiché è ancora la residenza della famiglia Herbert.
Bampton (Oxfordshire):
Questo pittoresco villaggio è stato utilizzato per rappresentare il villaggio di Downton e le sue zone circostanti. I fan possono visitare luoghi iconici come la chiesa e la piazza del villaggio.
Basildon Park (Berkshire):
Questa dimora storica ha servito da location per Grantham House, la residenza londinese dei Crawley.
Richmond Theatre (Londra):
È stato utilizzato per girare scene ambientate in teatro. Costruito nel 1899 dall’architetto teatrale vittoriano Frank Matcham, il Richmond Theatre è un capolavoro del barocco edoardiano.

Fortnum & Mason (Londra – Piccadilly):
Questo noto negozio di alimentari è apparso più volte nella serie: un’istituzione celebre per i suoi prodotti di lusso, i sontuosi cesti, il tè pregiato e un servizio impeccabile.
Bridgewater House (Londra):
Nel film, l’esterno prestigioso di Grantham House, la residenza londinese dei Crawley, è rappresentato dalla sontuosa Bridgewater House, situata nel cuore di St James’s, a Londra. Costruita nel XIX secolo, Bridgewater House è una dimora neoclassica celebre per l’imponente porta d’ingresso incorniciata da colonne corinzie.

Alnwick Castle (Northumberland):
Sebbene non sia la dimora principale, questo castello è stato utilizzato per alcune riprese, a volte associato a scene ambientate in Scozia.

Ippodromo di Ripon (Yorkshire):
Le iconiche scene delle corse di Ascot, evento mondano per eccellenza dell’alta società britannica, sono state girate al Ripon Racecourse, nello Yorkshire. Fondato nel 1900, l’ippodromo di Ripon è tra i più antichi del nord Inghilterra.
Great Yorkshire Showground:
Fa da sfondo alle scene della fiera in Downton Abbey, riflettendo l’attaccamento dei personaggi alle loro radici e al mondo agricolo, cuore dell’identità della contea. Situato vicino a Harrogate, il Showground ospita ogni anno il famoso Great Yorkshire Show, una delle più grandi fiere agricole del Regno Unito.
MGF