Regia di Justine Triet – Francia, 2023 – 150′
con Sandra Hüller, Swann Arlaud, Milo Machado Graner

 

 

 

 

 

ANATOMIA DI UNA CADUTA: IL LEGAL THRILLER CON UNA VERITA’ IMPOSSIBILE

Anatomia di una caduta” della quarantacinquenne Justine Triet, Palma d’Oro a Cannes, è, se guardiamo ai tralicci dell’edificio narrativo, un legal thriller – coinvolgente e corredato di tutto il necessario, schermaglie tra accusa e difesa e deposizioni inaspettate incluse – che contiene molto di più e lo lascia “traspirare” nell’incedere inesorabile di una drammatica vicenda familiare dove diluvi di parole, silenzi e passato alzano il sipario su una vivisezione di ciò che chiamiamo, con eccessiva sicurezza, Verità. Bersaglio non inedito e sempre aleggiante quando testimoni e imputati si alternano alla sbarra, ma qui il gioco va oltre l’accertamento di una responsabilità penale. E nessuna legge vince, o meglio, tutti hanno una “legge” o un codice (comunicativo) da difendere.

Sandra Voyter (una monumentale Sandra Hüller, attrice tedesca di solida formazione teatrale) è una scrittrice affermata, vive sopra Grenoble col marito francese Samuel Maleski (Samuel Theis), scrittore irrisolto fascinoso e sulle spine. Con loro l’undicenne figlio Daniel (Milo Machado Graner), diventato completamente cieco dopo un incidente di cui il padre porta una parte di responsabilità. È lui, guidato dal cane Snoop, a trovare per il primo il cadavere del padre, un altro trauma: la vita sa calcare brutalmente la mano, e sarà la devota bestiola a dare un cruciale contributo allo scioglimento del caso, che arriverà dopo 150 minuti di buon cinema, per scrittura scenica (Triet col marito Arthur Harari), ottimo cast, tenuta narrativa, sapiente e quasi pudico gioco di emozioni.

Il piccolo Daniel chiederà e otterrà di assistere alle fasi finali del processo, vuole capire di più, molto ha da dire alla corte. Chiede la parola, racconta sparigliando le carte. Solo un bambino riesce ad avvicinarsi, caricandosi un peso doloroso, a una possibile soluzione dell’enigma. Si dirada la nebbia, nella foresta di voci si apre un sentiero di verità vera.

“Anatomia di una caduta” è anche una lezione di metodo per chi scava nella Storia: confronto delle fonti, archivi, testimonianze dirette, dubbio sistematico. Un aggiornamento del classico “Anatomia di un omicidio” di Preminger (1959), smagliante legal thriller proprio imperniato sulla oscillazioni e le torsioni ex post dei fatti, tutti interpretabili, mascherabili, manipolabili. Triet tuffa le mani in un altro magma naturalmente associato alla violenza: la famiglia, i suoi fragili equilibri. In “Anatomia di una caduta” residua pure un’eco forte di tanti suoi lavori, tra nuove povertà, giovani inconciliati, crisi di famiglia tra pubblico e privato. Poi si tratta sempre di calare l’ispirazione in un linguaggio cinematograficamente potente e stavolta la regista c’è pienamente riuscita, con l’apporto significativo di Sandra Hüller, perfetta in ogni registro. Il film in Francia ha messo d’accordo al botteghino il pubblico più votato al cinema “d’autore” e quello appassionato ai drammi sul filo della suspense.

Andrea Aloi – Strisciarossa.it

Il film è stato premiato al Festival di Cannes, ha ottenuto 4 candidature a Golden Globes, ha ottenuto 4 candidature agli European Film Awards, ha vinto un premio ai British Independent, è stato premiato a National Board, ha ottenuto 1 candidatura a Spirit Awards, ha ottenuto 1 candidatura a Goya, Il film è inoltre stato premiato a Cahiers du Cinéma

 

Recensioni
9/10 IGN Italia
3,8/5 MyMovies
4/5 Cineforum


IL LEGAL THRILLER

Come nasce e di cosa tratta il Legal thriller? Alla voce Legal Thriller, il vocabolario Treccani riporta la definizione “Film o narrazione romanzesca che si incentra su un’indagine svolta da un avvocato e si risolve in un dibattimento in tribunale“. Perciò, che lo si chiami Thriller legale, Giallo giudiziario, Thriller giudiziario o che si utilizzi la ben più nota locuzione inglese Legal thriller, il concetto non cambia: parliamo, qui, di un sottogenere del thriller “specializzato” nell’analisi di fatti criminosi dal punto di vista dei processi, tribunali, verdetti e dei personaggi che interagiscono quotidianamente con quest’ambito così peculiare.
Al centro di ogni Legal thriller ci sono, dunque, avvocati, magistrati, pubblici ministeri, che molto spesso fungono da narratori delle vicende criminose, nonché da veri e propri ciceroni nei tortuosi meandri del processo. Non pistole, inseguimenti e piedipiatti, dunque, ma banchi, toghe e togati.
Sono davvero tanti i film che seguono questo filone. Ricordiamo qui i più famosi:

 

Il rapporto Pelican – The Pelican Brief (1993)
Julia Roberts interpreta una giovane studentessa di legge che, durante le sue ricerche, arriva a redigere un rapporto a proposito dei presunti omicidi di due giudici della corte suprema americana. Il rapporto attira l’attenzione del mandante degli omicidi e la giovane è costretta a difendersi da costanti minacce, anche grazie al reporter interpretato da Denzel Washington.

 

 

 

 

 

L’uomo della pioggia – The Rainmaker (1997)
Uno dei capolavori del grande Francis Ford Coppola: la storia è quella di un giovane neo avvocato (Matt Damon) che, con l’aiuto di un vecchio praticante mai laureatosi (Danny DeVito), assume la difesa di un ragazzo malato di leucemia al quale l’assicurazione non vuole erogare il risarcimento.

 

 

 

 

 

 

 

Il momento di uccidere – A Time to Kill (1996)
Nell’America razzista del profondo sud due ragazzi bianchi violentano ed uccidono una ragazza di colore; dopo l’assoluzione dei due, il padre della giovane (Samuel L. Jackson) decide di farsi giustizia da solo e viene difeso da un giovane avvocato interpretato da Matthew McConaughey.

 

 

 

 

 

 

Codice d’onore – A Few Good Men (1992)
Tom Cruise interpreta un rampante avvocato della marina militare statunitense a cui è stato assegnato il caso di due marines accusati dell’omicidio di un loro commilitone. Demi Moore è l’assistente di Cruise e alla sbarra depone nientepopodimeno che Jack Nicholson, cattivissimo alto ufficiale dell’esercito che, davanti alla corte marziale, testimonia su alcune pratiche diffuse nel mondo militare.

 

 

 

 

 

Il cliente – The Client (1994)
Giocando in un bosco, un ragazzino incontra un avvocato in procinto di suicidarsi che gli rivela alcune scomode verità sui suoi loschi traffici. In un attimo il ragazzo si ritrova ad essere un testimone scomodo, minacciato da mafiosi e delinquenti di ogni tipo e difeso dalla brillante avvocatessa Susan Sarandon.

 

 

 

 

 

 

Il caso Thomas Crawford – Fracture (2007)
Un ricco ed anziano ingegnere (Anthony Hopkins) escogita un piano per uccidere la giovane e bella moglie infedele e incolpare l’agente di polizia suo amante. Se non che l’assistente distrettuale Willy Beachum (Ryan Gosling) non è per niente convinto di come sono andate le cose e inizia ad indagare, in cerca della verità.

 

 

 

 

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