NON CHIEDERCI LA PAROLA

 

 

Non chiederci la parola che squadri da ogni lato
l’animo nostro informe, e a lettere di fuoco
lo dichiari e risplenda come un croco
perduto in mezzo a un polveroso prato.

 

 

 

Ah l’uomo che se ne va sicuro,
agli altri ed a se stesso amico,
e l’ombra sua non cura che la canicola
stampa sopra uno scalcinato muro!

 

 

Non domandarci la formula che mondi possa aprirti,
sì qualche storta sillaba e secca come un ramo.
Codesto solo oggi possiamo dirti,
ciò che non siamo, ciò che non vogliamo.

 

 

In questa poesia, Eugenio Montale si rivolge al consueto interlocutore invitandolo a meditare sulla crisi di certezze dell’uomo contemporaneo, che spesso pensa di poter trovare una formula risolutiva (la parola che squadri da ogni lato) o una spiegazione sicura alle sue inquietudini e alle vicende della storia. Celebre rimase il monito finale:

“Codesto solo oggi possiamo dirti, / ciò che non siamo, ciò che non vogliamo”

In ultima analisi l’unica verità che è data all’uomo è la coscienza dell’impossibilità di avere qualche certezza, ovvero una coscienza in negativo, in un mondo indecifrabile e inconoscibile. Significativa è in tale ottica la scelta dell’autore di utilizzare i verbi al plurale, per sottolineare la condivisione di questa consapevolezza con tutti gli altri uomini.

 

Fonte: Libreriamo.it

 

MGF

FARFALLA AZZURRA

Piccola, azzurra aleggia
una farfalla, il vento la agita,
un brivido di madreperla
scintilla, tremola, trapassa.
Così nello sfavillio d’un momento,
così nel fugace alitare,
vidi la felicità farmi un cenno
scintillare, tremolare, trapassare.

 

La leggerezza è il pregio di questa poesia del Premio Nobel Hermann Hesse, celebre come romanziere soprattutto per Siddharta, ma abile autore di versi. Hesse ha saputo trasfondere alla lirica proprio la caratteristica della sua piccola protagonista, una tremula debole farfalla che sembra fragile vetro pronto a spezzarsi al primo alito di vento. Come l’insetto, che ha vita breve, da qualche giorno a un mese, così sembra essere la nostra felicità dice Hesse: ma il suo sfavillare, per quanto effimero, è in grado di valere una vita. Bellissima l’immagine del brivido di madreperla che suggerisce la delicatezza e la lucentezza delle ali diafane della farfalla.

 

MGF

 

QUANDO FINIRÀ LA GUERRA

Quando finirà la guerra,
non avrò
più paura della pioggia,
non avrò
più paura
di restare alla finestra,
e non chiuderò
più le tende.
Spazzerò via la polvere
dalla soglia
di casa nostra,
e se la casa
non ci sarà più,
abbraccerò le sue macerie,
perché ogni pietra, lì,
è la mia casa.
Resterò a lungo
sulla spiaggia,
affonderò nei miei pensieri,
e non avrò timore
della sagoma
di una nave da guerra
che si frappone
tra me e il mare.
Bacerò
le mani dei soccorritori,
dei volontari
della protezione civile,
perché quando sentivo
il rombo degli aerei
sopra di noi,
perdevo la voce
e non riuscivo a muovermi,
mentre loro correvano
tra le macerie
gridando:
“C’è qualcuno che mi sente?
C’è ancora qualcuno vivo?”

ALAA AL-QATRAWI

Alaa al-Qatrawi è nata nella Striscia di Gaza il 3 novembre 1990. Ha completato la sua istruzione elementare e secondaria a Gaza prima di entrare all’Istituto di Studi Arabi presso l’ Università Islamica di Gaza nel 2008, dove ha continuato i suoi studi universitari. Ha conseguito la laurea triennale, la laurea magistrale e il dottorato in letteratura araba , laureandosi con un dottorato di ricerca nel 2022.
Oltre a essere poetessa e scrittrice, Alaa al-Qatrawi ha lavorato come insegnante di lingua araba nelle scuole dell’UNRWA . Lì ha sviluppato diversi materiali didattici. Ha anche svolto il ruolo di redattrice linguistica di testi educativi e li ha adattati in storie animate per il canale dell’UNRWA.
Al-Qatrawi ha lavorato anche nel giornalismo e nella radio, conducendo il programma di poesia “Sull’Eufrate della poesia” sulla radio educativa del Ministero dell’Istruzione palestinese e “Conversazione dell’anima” sulla radio dell’Università islamica di Gaza.
Ha perso i suoi quattro figli, uccisi insieme a suo marito dai bombardamenti nel dicembre del 2023: Yamen di 8 anni, i gemelli Kanana e Orchid di 6 anni e Karmel, di soli 3, sono stati martirizzati a Khan Younis.
La Gaza Poets Society è la prima comunità di poesia ad alta voce nella Striscia di Gaza. Fondata nel 2018 dal giornalista e poeta Mohammed Moussa, è una piattaforma culturale nata per dare voce ai giovani talenti letterari locali e metterli in contatto con la comunità internazionale.
Alaa scrive, insieme a loro, il dramma e gli orrori che li hanno travolti, ma anche i loro sogni e le future speranze. La “Gaza Poets Society” non ha l’obiettivo di vincere premi o di ricevere pietà, ma reclama a testa alta la propria dignità e la propria emancipazione di esseri umani.
Tra le bombe e i massacri, nel mezzo di una mattanza che non potrà essere dimenticata negli anni a venire, Alaa e gli altri poeti continuano tenacemente a scrivere.

“La mia dolorosa storia e il mio continuo dolore per il martirio dei miei figli sono diventati una benzina che mi bruciava dentro, trasformandosi in testi e scritti pieni di tristezza e sofferenza da un lato, e di speranze e fantasie su ciò che avrebbero potuto essere dall’altro”

 

Cinema Fratello Sole for Gaza

 

NOTTE D’ESTATE

È una notte bellissima d’estate.
Nelle alte case stanno
spalancati i balconi
del vecchio borgo sulla vasta piazza.

 

In quell’ampio rettangolo deserto,
panchine di pietra, evonimi, acacie
disegnano in simmetria
e nere ombre sulla bianca arena.

 

Allo zenit, la luna, e sulla torre
col quadrante alla luce l’orologio.
In questo vecchio borgo vado a zonzo
solo, come un fantasma.

 

 

 

Sotto la superficie di una descrizione apparentemente serena, la vera sostanza di Notte d’estate risiede nel paradosso della dolorosa estraneità dell’uomo di fronte a un mondo che continua a scorrere. Per comprendere l’origine di questo vuoto così esagerato, è necessario calarsi nel contesto drammatico e biografico che il poeta stava attraversando proprio in quell’anno.
Arrivato a Soria, in Castiglia, per ricoprire la cattedra di lingua francese, Machado vi aveva trovato non solo la sua ispirazione letteraria, ma anche l’amore della sua vita: la dolce Leonor Izquierdo, sposata nel 1909. La loro unione, profonda e fortissima, fu però tragicamente breve.
Durante un soggiorno a Parigi, dove il poeta frequentava le lezioni del filosofo Henri Bergson, si manifestarono i sintomi devastanti di una tubercolosi avanzata. Il rientro precipitoso in Spagna non bastò a salvarla: Leonor morì per un’emottisi il primo agosto del 1912, a nemmeno vent’anni, venendo sepolta nel cimitero del borgo castigliano.
Questo lutto creò una faglia insanabile nell’esistenza del poeta, che non avrebbe mai più trovato il coraggio di fare ritorno a Soria, trasferendosi poco dopo in Andalusia per insegnare a Baeza.
Il tema centrale è proprio questa solitudine che si consuma tra le proprie radici. Machado sperimenta l’isolamento più radicale non nell’anonimato di una metropoli moderna, ma nel cuore di un luogo carico di memoria e di identità collettiva.
Il dramma della perdita si spinge fino a una totale svalutazione esistenziale: l’assenza di Leonor priva il poeta della consistenza stessa dell’essere vivo, trasformandolo in un’ombra che vaga senza più trovare un ancoraggio profondo nella realtà.
Il poeta descrive il borgo muovendosi come se stesse guidando lo sguardo dello spettatore attraverso l’obiettivo di una macchina da presa: il suo sguardo scivola dalla cima delle case alla piazza e poi risale per dare una breve impressione del cielo e della torre, fino a stringere l’inquadratura sull’io lirico che appare alla fine mentre vaga in solitudine.

 

 

ANTONIO MACHADO

Poeta spagnolo (Siviglia 1875 – Collioure, Pirenei Orientali, 1939). La sua produzione poetica mostra evidente agli inizi l’impronta del modernismo e una propensione all’introspezione intimista, per poi lasciare maggiore spazio, nelle raccolte successive, a temi legati alla terra e alla tradizione spagnola. Con il fratello Manuel studiò a Madrid nella Institución de libre enseñanza, e si trasferì in seguito a Parigi, dove lavorò come traduttore presso Garnier. Nel 1907 vinse la cattedra di francese a Soria, dove nel 1909 conobbe e sposò Leonor, molto più giovane di lui, che morì nell’agosto del 1912 lasciando nel poeta una tristezza così profonda che ne condizionò tutta la vita e la produzione. Machado si trasferì a Baeza, poi a Segovia e in seguito a Madrid. All’inizio della guerra civile si trasferì a Valencia dove collaborò a Hora de España e nel febbraio del 1939 abbandonò la Spagna per raggiungere la Francia, ma morì appena superato il confine. La produzione di Machado coincide, all’inizio, con il periodo di maggior rigoglio della poesia modernista, dalla quale tuttavia si differenzia nettamente per la sua intimità e sobrietà. Dopo il primo momento di Soledades (1903), nelle quali serpeggia il pessimismo che caratterizza tutta la Generazione del ’98, Campos de Castilla (1912) rivela la maturità del poeta che, con sentimento commosso, scopre, come gli altri della sua generazione, il paesaggio castigliano. Gli antichi villaggi, le terre desolate, le querce, le cicogne sono cantati nella loro realtà fisica insieme all’amore, alle piccole cose, alla fatica dell’uomo. Campos de Soria e La tierra de Alvargonzález rappresentano i momenti migliori di quest’opera. In Nuevas canciones il ricordo della Castiglia è sempre vivo, ma l’Andalusia, dove Machado è ritornato, gli suggerisce canti e coplas popolari con i quali si riallaccia all’anonima tradizione collettiva. Tra le sue opere in prosa sono da ricordare gli articoli e i poemi scritti durante la guerra civile e in parte pubblicati nel volume La guerra (1937), e Juan de Mairena (1937), opera filosofica. Con il fratello Manuel scrisse per il teatro Juan de Mañara (1927), Las adelfas (1928), La Lola se va a los puertos (1930), La duquesa de Benamejí (1932).

fonti: Libreriamo, Treccani

 

MGF

19-29 marzo 2026
PRIMAVERADramma storico
Regia di Damiano Michieletto – Italia, Francia, 2025 – 110′
con Tecla Insolia, Michele Riondino, Andrea Pennacchi

Venezia, 1716. Cecilia è un’orfana che la madre ha affidato all’Ospedale della Pietà, e come le altre ospiti dell’istituto ha imparato a leggere, scrivere e a suonare uno strumento musicale, il violino. Le musiciste più dotate dell’orfanotrofio si esibiscono in pubblico dietro ad una grata perché non possono farsi vedere in volto.
Quando la loro offerta musicale subisce la concorrenza di un gruppo parallelo, le ragazze vengono affidate alla guida di un prete di grande talento:Antonio Vivaldi, che intuirà in Cecilia un talento simile al proprio, e un’analoga passione per la musica.

9-12 aprile 2026
NORIMBERGAStorico
Regia di James Vanderbilt – USA, 2025 – 148′
con Russell Crowe, Rami Malek, Leo Woodall

All’indomani della Seconda guerra mondiale, mentre il mondo è ancora sconvolto dagli orrori dell’Olocausto, al tenente colonnello Douglas Kelley, psichiatra dell’esercito americano, viene affidato un incarico senza precedenti: valutare la sanità mentale di Hermann Göring, il famigerato ex braccio destro di Hitler. Nel silenzio delle celle, Kelley ingaggia un intenso duello psicologico con Göring, uomo carismatico e manipolatore. Da quello scontro emerge una domanda che ancora oggi tormenta la coscienza del mondo: stavano eseguendo ordini, erano pazzi o semplicemente malvagi?

16-19 aprile 2026
MERCY-SOTTO ACCUSAThriller
Regia di Timur Bekmambetov – USA, 2026 – 100′
con Chris Pratt, Rebecca Ferguson, Kali Reis

Chris Raven è un detective arrestato in stato di incoscienza e accusato di aver ucciso la moglie. L’uomo non ricorda nulla dell’accaduto, ma sa per certo di non essere stato lui. Finisce davanti alla corte e a giudicarlo è Maddox, sistema di intelligenza artificiale che gli concede solo 90 minuti di tempo per dimostrare la sua innocenza, dopodiché sarà condanna ed esecuzione immediata. Chris si lancia in una corsa disperata contro la clessidra, provando a instillare il dubbio nel granitico sistema informatico… Bekmambetov approfondisce un tema di stringente attualità.

23-26 aprile 2026
LA GRAZIADrammatico
Regia di Paolo Sorrentino – Italia, 2025 – 131′
con Toni Servillo, Anna Ferzetti, Orlando Cinque

Mariano De Santis, il Presidente della Repubblica, è a fine mandato. È vedovo da otto anni della moglie Aurora, è cattolico e autore di un manuale di diritto penale. Negli ultimi mesi del suo incarico si trova davanti a due grandi dilemmi morali. Il primo: la richiesta di grazia per Isa Rocca e per Cristiano Arpa, colpevoli di aver ucciso i coniugi in circostanze molto particolari. Il secondo: non sa se firmare la legge sul diritto all’eutanasia. Sono dubbi che lo tormentano, assieme a un passato che più volta riaffiora e di cui cerca di scoprire delle verità nascoste.

30 aprile-3 maggio 2026
GIOIA MIADrammatico
Regia di Margherita Spampinato – Italia, 2025 – 90′
con Marco Fiore, Aurora Quattrocchi, Martina Ziami

Nico, bambino moderno e ribelle, passa l’estate con una zia siciliana rigida e religiosa. Lo scontro tra i due diventa il simbolo di qualcosa di più grande, uno scontro tra modernità e tradizione, tra ragione e fede, tra frenesia del presente e lentezza di un passato che resiste. Col passare dei giorni, tra litigi, scoperte e segreti svelati, nasce qualcosa di nuovo; una complicità autentica, fatta di piccoli gesti e silenzi condivisi. Un legame inaspettato, che cambia entrambi. A volte, per conoscersi davvero, bisogna prima imparare a guardare con gli occhi dell’altro.

7-10 maggio 2026
SENTIMENTAL VALUECommedia
Regia di Joachim Trier – Norvegia, Germania, Danimarca, Francia, Svezia, 2025 – 132′
con Renate Reinsve, Stellan Skarsgård, Inga Ibsdotter Lilleaas

Nora e Agnes sono due sorelle profondamente unite. L’improvviso rientro nella loro vita del padre Gustav – regista carismatico e affascinante ma genitore cronicamente inaffidabile – riapre ferite mai del tutto rimarginate. Gustav vorrebbe che sua figlia Nora interpretasse il ruolo principale nel film che dovrebbe rilanciare la sua carriera; lei rifiuta e quella parte finisce a una giovane star di Hollywood, Rachel Kemp. Il suo arrivo getta scompiglio nelle delicate dinamiche della famiglia: per le due sorelle sarà il momento di confrontarsi con il padre e con il loro passato.

14-17 maggio 2026
MOTHER FATHER SISTER BROTHER Commedia
Regia di Jim Jarmusch. – USA, Irlanda, Francia, 2025 – 110′
con Cate Blanchett, Adam Driver, Charlotte Rampling

Una sorella e un fratello quarantenni si ritrovano a mantenere un padre squattrinato; due sorelle, anche loro over 40, vanno a prendere il the dalla madre e fanno a gara per sembrarle più riuscite di quello che sono; due gemelli ventenni devono confrontarsi con la morte dei genitori scomparsi in un incidente. Tre episodi ambientati tre Paesi – USA, Irlanda, Francia – collegati da pochi dettagli: un Rolex; un modo di dire; un gruppo di skaters; la propensione a brindare con un the o un caffè; e soprattutto il disagio nell’abitare in quel non-luogo dell’anima definito Desolandia.

21-24 maggio 2026
LAVOREREMO DA GRANDI Commedia
Regia di Antonio Albanese – Italia, 2026 – 90′
con Antonio Albanese, Giuseppe Battiston, Nicola Rignanese, Niccolò Ferrero

Tre amici, Beppe, Umberto e Gigi, attendono l’arrivo del giovane Toni per festeggiare la sua ritrovata libertà. È la più scombinata delle compagnie, in un microcosmo immutabile, nello stridente splendore di un lago. Qualcosa però sta per accadere. Un cataclisma dalle conseguenze sconvolgenti ed esilaranti. Sarà una lunga notte di colpi di scena, situazioni paradossali e ridicole, incontri e scontri tra i protagonisti e altre figure improbabili che popolano quella interminabile giornata. Fino alla più inimmaginabile delle soluzioni, che arriverà alle prime luci dell’alba.

28-31 maggio 2026
LA VILLA PORTOGHESEDrammatico
Regia di Avelina Prat – Portogallo, Spagna, 2025 – 114′
con Manolo Solo, Maria de Medeiros, Branka Katic

Fernando è un docente universitario di geografia, colto, abitudinario, sposato da un paio d’anni con Milena, una donna di origine serba. Quando lei se ne va di casa, senza lasciare nemmeno una spiegazione, lui scopre di non sapere nulla del suo passato, nemmeno da dove cominciare a cercarla. Durante una vacanza solitaria in Portogallo, Fernando conosce Manuel, un uomo che vive di piccoli lavori, felicemente nomade. Ma accade qualcosa di imprevisto e Fernando si ritrova a cominciare una nuova vita, come giardiniere nella splendida villa di una donna di nome Amalia.

4-7 giugno 2026
RENTAL FAMILY – NELLE VITE DEGLI ALTRICommedia
Regia di HIKARI- Giappone, USA, 2025 – 103′
con Brendan Fraser, Paolo Andrea Di Pietro, Takehiro Hira

Philip è un attore americano di alterne fortune che da anni vive e lavora in Giappone. Un giorno gli propongono di lavorare per un’agenzia che fornisce figuranti a noleggio per assistere i cari, chiedere scusa a mogli, fingersi parenti, e così via. Si chiama “Rental Family”. Le cose si complicheranno non poco quando scoprirà a sue spese che non sarà facile evitare di affezionarsi ai clienti e chiudere definitivamente i rapporti con loro.Una commedia commovente sulla riscoperta dell’empatia e dell’autenticità dei legami tra esseri umani.