1° CLASSIFICATO – Stefania Vetrano

Motivazione: Il testo poetico si apre con una negazione e un paragone. La negazione si ripete nei tre versi della strofa successiva, a sottolineare ciò che la verità non è. Alle negazioni si contrappongono le avversative, per ribadire il valore della verità, così da determinare il ritmo serrato e l’essenzialità del linguaggio. 

NON BRILLA COME VETRO AL SOLE

Non brilla come vetro al sole,
ma resta anche quando la luce va via.

Non è comoda,
non è facile,
non nasconde il dolore, fa male.

Ma è chiara,
spezza le menzogne
ci rende liberi.

 

2° CLASSIFICATO – Irma Albrizzio

Motivazione: “Rinasco con la ferocia mansueta di una rosa di Gerico in una secca landa”: le parole si scolpiscono nella memoria del lettore e lo accompagnano; la dura verità è adorna di bellezza senza tempo. La parola LIBERA esplode in tutta la sua potenza: il dolore riaccende una luce nuova seppellendo un passato di sofferenza.

VERITAS PER AMOREM SUI – La verità che nasce dall’amore di sé.

Un tempo,
col timore di un tuo abbandono,
ho dimorato in una terra desertica;
autorizzandoti a controllare…
ogni mio gesto, ogni mio pensiero, ogni mia parola…
fino a uccidere ogni mio slancio,
a rendere ogni mio sogno incolore,
a paralizzare la libera espressione del mio io.

Oggi,
avvolta da un silenzio altissimo,
mi trovo a percorrere –
sotto una splendente luce stellare –
strade ora acciottolate, ora spianate,
alla ricerca della mia libertà.

Senza più il peso delle tue prevaricazioni,
dei tuoi dinieghi, delle tue catene,
ma imparando a scoprire, da sola,
l’inebriante profumo della vita.

Rinasco con la ferocia mansueta
di una rosa di Gerico in una secca landa:
perché veritas per amorem sui
ora è la bussola cardiaca
che mi germoglia nel petto,
che pulsa al ritmo del mio respiro:

una luce ambrata che non indica l’asse Nord- Sud
ma il centro esatto del mio essere

libera.

 

 

3° CLASSIFICATO EX-EQUO – Alessia Cremonesi

Motivazione: Il costante conflitto tra un giovane e la società che lo circonda è reso con immediatezza ed efficacia. I valori veri sono senza età e senza tempo e questa poesia lo dimostra pienamente. La Verità è solo sepolta tra le rovine e attende paziente di essere liberata.

SPECCHI E SERPENTI

Schermi come serpenti sputan veleno
menzogne che cantano come sirene nel buio
la disinformazione infesta la rete

la folla ubriaca di falsi specchi
l’illusione vive nel timor del vero
una catena invisibile che stringe i petti

alza lo sguardo, perso nel dubbio
scavo tra le rovine
libero la verità dal suo profondo.

 

3° CLASSIFICATO EX-EQUO – Nadia Cremonesi

Motivazione: La poesia affronta il tema dell’apertura individuale alla Verità. Travolti dalle seduzioni di un mondo ingannevole che distrae la persona dall’essenza della Vita, vaghiamo distratti alla ricerca insoddisfatta di altro. La poesia invita a ritrovare quello spirito di accogliente disponibilità che salva, che riapre gli occhi e il cuore alla scoperta vera di ciò che forma e informa la vita dell’essere umano.

OCCHI CHIUSI

C’è un rumore nel mondo
che non è vento
non è mare
non è folla.

E’ il fruscio delle menzogne
quando passano tra la gente
come serpenti educati.

Le senti parlare
nelle piazze illuminate
nei titoli urlati
nelle bocche che ripetono
senza sapere.

Eppure
sotto strati di coscienza addormentata
la Verità respira.

Respira piano,
come fuoco testardo sotto la cenere,
sepolta
sotto cumuli di parole rotte.

Non si vende.
Non grida.
Non seduce.

Aspetta.

Aspetta qualcuno
che abbia il coraggio di perdere tutto:
le comode bugie,
le certezze ereditate,
le opinioni prese in prestito.

Perché cercare la Verità
è come aprire una finestra in pieno inverno.

L’aria entra
morde i polmoni
brucia la pelle.

Ma all’improvviso
ti accorgi
che stai respirando davvero.

E in quell’istante preciso
quando i dubbi si destano
scopri finalmente
che non era la Verità a essere nascosta.
Eravamo noi
a tenere gli occhi chiusi.

 

MENZIONE SPECIALE – Martina Marangoni

Motivazione: Perfettamente in linea col tema del concorso, l’autrice descrive e contrappone le modalità di vita nella falsità e nella verità. Atraverso l’utilizzo di varie metafore, come le maschere e la gabbia, e di un forte ossimoro (il silenzio provoca un rumore sordo) vengono evidenziati con chiarezza il malessere di chi vive nella menzogna e la leggerezza e la forza di chi afferma la verità. Certamente il giudizio e la verità stessa possono fare paura, ma essere se stessi e affrontare la realtà nella sua pienezza sono l’unico modo per “camminare nel mondo” e concorrere al bene comune.

SPOGLIARSI DELLE MASCHERE

Mentire è una gabbia,
ti intrappola e ti ferisce
come un macigno sull’anima.

Falsità che non ti appartengono,
perdi te stesso
e tutto ciò che conoscevi.

Ti guardi allo specchio,
non sai più chi sei,
le parole pesano
e il silenzio provoca un rumore sordo.

La verità fa paura,
il giudizio fa paura,
ma è l’unica strada
per tornare a camminare nel mondo.

Solo spogliandoti delle maschere
rendi forte e leggera la tua anima,
e, verità dopo verità,
rompi le sbarre della gabbia.

 

MENZIONE SPECIALE – Monica Schiaffini

Motivazione: Il componimento esprime per asindeto una realtà in cui convergono cime ed abissi seguiti con attenzione e tenerezza. Le apparenze offuscano mentre “cristalline anime scalze” affrontano il mondo. La capacità incorruttibile di varcare la nebbia permette di “ghermire” la menzogna e il Sole torna a illuminare il cammino.

ALBE DI RISCATTO

Autentico esistere mite
si dischiude al domani
sulla soglia della notte.
Rasentando disincanto,
fra le dita di una mano
indispensabile lucerna,
complice nell’indagare
lungo l’arcano viaggio
il caotico mondo fuori.
Nutre brillante fiamma
ogni indulgente risorsa
dalla saggezza elargita:
empatia, ascolto, lealtà,
coerenza, mitezza, fede,
generosità, cura, equità.
Cristalline anime scalze
affrontano rudi labirinti
setacciando il disordine
e dipanano con il rigore
spessi grovigli di falsità
a rivelare Vera Essenza.
Intraprendenza proficua
strappa il drappo fallace
che avvoltola collusione
di amari nichilismi muti.
Varcata aleatoria stanza
incorruttibile volo plana
a ghermire senza riserve
le maschere d’apparenza
per fidate albe di riscatto.

 

MENZIONE SPECIALE – Roberta Buzio

Motivazione: Le parole sono incise nello spazio e nel tempo di quell’umano che aspira all’eterno. All’improvviso il coraggio di “scegliere”, “sciogliersi” e “spogliarsi” fa ritrovare la libertà di salutare il nuovo giorno.

LUCE NEL SILENZIO

Continuo a cercare
non so più se credere
al deserto del mio incedere.

Mi fermo.
Lo spazio mi sovrasta,
il suono mi devasta.

Ti scelgo.
Mi sciolgo.
Mi spoglio.

Sei tornata:
luce nel silenzio,
pura verità,
libera la mia anima.

 

 

MGF

1° CLASSIFICATO – Simone Di Lella

Motivazione:  Nei suoi versi, raccolti in quattro quartine, il giovane poeta si avvale di rime, allitterazioni, metafore, similitudini, per riflettere sul valore della verità. Una verità che, pur scomoda, dolorosa, a volte aspra e sgradevole, va accolta “perché è una chiave nascosta” che ci consente di affrontare la vita con il cuore e la mente liberi. Pregnanti sono le immagini delle similitudini: “a volte arriva improvvisa, come un pugnale silenzioso che colpisce alle spalle” “brucia come una ferita aperta e il cuore vorrebbe fuggire”.

SINCERITÀ

La verità non è sempre gentile
a volte arriva improvvisa,
come un pugnale silenzioso
che colpisce alle spalle

Fa male,
brucia come una ferita aperta,
e il cuore vorrebbe fuggire
da quella lama sottile

Eppure la verità va accolta,
anche quando fa tremare senza sosta
perché è una chiave nascosta
capace di aprire ogni porta

Eppure la verità va accolta,
anche quando fa tremare senza sosta
perché è una chiave nascosta
capace di aprire ogni porta

 

2° CLASSIFICATO – Jonathan Herrera

Motivazione: L’Autore, in venti brevi versi, riflette su cosa sia la libertà. La realtà virtuale che sembra avvolgere e perfino trasportare in un mondo nuovo le menti dei più giovani – privandoli, però, di momenti di vita vera, di pensiero individuale e di rapporti con gli altri – è un limite alla vita personale, intima e affettiva. Se lo schermo del mondo social illude di essere parte di una comunità accogliente e felice, in realtà la vita vera, le persone, la natura, i sentimenti e il confronto con gli altri sono l’unico vero mondo in cui “perdersi e ritrovarsi” riscoprendone la bellezza e la profondità. La poesia è un invito a vivere con spontaneità e coraggio la meravigliosa avventura della quotidianità.

LIBERTÀ DALLO SCHERMO

Cammino come un fantasma
con in mano il mio cellulare
mentre mille notizie false mi bombardano
e mi fanno stare male.

Ma se alzo gli occhi
dallo schermo
scopro che non sono solo
in questo universo.

Scopro
che ho degli amici
e che insieme
possiamo renderci felici.

Scopro
che quando sono triste
e non so cosa fare,
ho delle persone che mi possono aiutare.

Così non ho più bisogno
del mio cellulare
e come un gabbiano finalmente libero
posso volare verso il mare.

3° CLASSIFICATO – Camila Fuentes

Motivazione: L’Autrice va scoprendo nel suo giovane vivere che le scelte nei comportamenti sono determinanti e offrono bivi di crescita. Chi è timido, riservato, educato soccombe alle prepotenze altrui e spesso preferisce cedere il passo piuttosto che prevaricare. A volte, però, riuscire a vincere la paura permette di difendere un’idea, di denunciare il sopruso. La poesia è un invito alla scelta coraggiosa che apre alla sicurezza e alla libertà.

IMPARO A VOLARE

A volte la verità è come un sasso in tasca,
pesa e stropiccia la giacca.

E’ un nodo alla gola che non vuole uscire,
è tutto quel peso che non puoi dire.

Preferisci star zitta e fare un sorriso,
ma è solo una maschera che copre il tuo viso.

Poi prendi fiato e trovi il coraggio
di accendere il sole nel tuo paesaggio

E quando la voce finalmente si alza,
la paura si spezza, la notte si scalza

E allora capisco, mentre il buio scompare
la verità pesa…
ma insegna a volare.

MENZIONE SPECIALE – Celeste Sforte

Motivazione: Il componimento mostra la dialettica tra verità che ci rende fieri e la più ovvia scorciatoia, la ‘menzogna’. La menzogna però non è presentata come una ‘magia’ efficace, ma solo come un ostacolo all’amicizia e alla libertà dello spirito, le uniche che ci rendono felici.

LA VERITÀ

La verità
è la più grande felicità:
ti senti leggero
ti senti fiero
ti senti vero

Le menzogne
sono solo rogne
e le bugie
non fanno magie.

Essere sinceri
fa avere amici veri

La verità
è la più grande libertà.

 

MGF

 

Al Fratello Sole, Stefania Vetrano del liceo scientifico Tosi di Busto Arsizio conquista il primo premio della categoria Adulti nella XXII edizione dedicata al tema “La verità vi renderà liberi”. Premiati anche i giovani autori della sezione Ragazzi in una cerimonia tra poesia, musica e riflessioni sul valore della verità nel mondo contemporaneo. Un centinaio di poesie provenienti da tutt’Italia.
È stata Stefania Vetrano del liceo scientifico Tosi di Busto Arsizio (classe 2A) a conquistare il primo premio della categoria Adulti alla XXII edizione del Concorso di Poesia “Sole d’Autunno”, promosso dal Teatro Fratello Sole di Busto Arsizio e conclusosi con la cerimonia di premiazione di sabato 23 maggio. Al secondo posto si è classificata Irma Albrizzi, mentre il terzo premio è stato assegnato ex aequo ad Alessia Cremonesi (sempre del liceo scientifico Tosi, 3H) e Nadia Cremonesi. La giuria ha inoltre attribuito menzioni speciali a Roberta Buzio, Monica Schiaffini e Martina Marangoni (scientifico Tosi, 3H). Alla manifestazione hanno partecipato autori provenienti da tutta Italia, dalle province di Firenze, Verona, Livorno, Alessandria, Napoli, Torino, Vicenza, Genova e Asti.

Il tema della verità e della libertà

La XXII edizione del concorso ha scelto un tema di forte attualità: “La verità vi renderà liberi”. Un filo conduttore nato dalla riflessione su un tempo segnato da informazioni distorte, manipolazioni e difficoltà nel distinguere ciò che è autentico da ciò che non lo è. Nel corso della premiazione, Benedetta Sarrica, responsabile del Fratello Sole, ha ricordato come il tema abbia accompagnato tutto l’anno pastorale.

Fra Davide ha sottolineato il legame profondo tra libertà e verità, richiamando il messaggio evangelico: «Libertà e verità sono due dimensioni che oggi si fa fatica a tenere unite. Tutto sembra vero, ma in realtà un’alta percentuale non lo è». Un invito rivolto soprattutto ai giovani a non fermarsi alle apparenze e a sviluppare uno sguardo critico e consapevole sulla realtà.

Il contributo culturale di “Antico e Moderno”

Nel corso dell’evento è intervenuta anche una responsabile dell’associazione “Antico e Moderno”, realtà nata nel 1887 con l’obiettivo di promuovere gli studi classici e diffondere la cultura come strumento di crescita personale e civile. Un contributo che ha arricchito ulteriormente il significato culturale della manifestazione, sottolineando il valore della poesia come spazio di riflessione e ricerca interiore.

La partecipazione dei ragazzi

Molto partecipata anche la sezione dedicata ai ragazzi della scuola secondaria di primo grado. Tutti i giovani autori presenti hanno letto la propria poesia davanti al pubblico, ricevendo un attestato di partecipazione. La menzione speciale è andata a Celeste Sforte, mentre il terzo posto è stato assegnato a Camilla Fuentes, il secondo a Jonathan Herrera e il primo premio a Simone Di Lella.

Musica e poesia durante la cerimonia

La premiazione è stata accompagnata anche da momenti musicali e spirituali. Fra’ Illuminato ha proposto un accompagnamento con lo stecchetto musicale, intonando il canto “Alto e glorioso Dio” e “Dolce sentire” creando un clima di raccoglimento che ha accompagnato la lettura delle poesie.

L’edizione 2026 del concorso ha registrato complessivamente circa ottanta partecipanti tra adulti e ragazzi, con ventisei elaborati provenienti dagli studenti delle scuole medie. Numeri che confermano la capacità del concorso “Sole d’Autunno” di coinvolgere generazioni diverse attraverso la forza della parola poetica e della riflessione sul presente.

Laura Vignati – Il Bustese

 

 

Leggi l’articolo originale:

https://www.ilbustese.it/2026/05/23/leggi-notizia/argomenti/cultura-17/articolo/video-e-foto-premiati-i-vincitori-del-concorso-di-poesia-sole-dautunno-al-fratello-sole.html

 

Per il nostro video di presentazione delle poesie vincitrici:

https://www.youtube.com/watch?v=6dr_WKDqbZs

 

Un sentito ringraziamento anche agli sponsor del Concorso:

 

 

MGF

 

 

Drammatico
Regia di Avelina Prat – Portogallo, Spagna, 2025 – 114′
con Manolo Solo, Maria de Medeiros, Branka Katic

 

 

 

 

UN PIACEVOLE RACCONTO MORALE SU COME GLI IMPREVISTI DELLA VITA APRONO LA STRADA ALLE SCOPERTE PIÙ IMPORTANTI.

Fernando è un docente universitario di geografia, colto, abitudinario, sposato da un paio d’anni con Milena, una donna di origine serba. Quando lei se ne va di casa, senza lasciare nemmeno una spiegazione, lui scopre di non sapere nulla del suo passato, nemmeno da dove cominciare a cercarla. Durante una vacanza solitaria in Portogallo, Fernando conosce Manuel, un uomo che vive di piccoli lavori, felicemente nomade. Ma accade qualcosa di imprevisto e Fernando si ritrova a cominciare una nuova vita, come giardiniere nella splendida villa di una donna di nome Amalia.
Avelina Prat, originaria di Valencia, ha lasciato anni fa l’architettura per il cinema, e la possibilità di cambiare il proprio destino, per ragioni che possono venire dall’esterno o dall’interno, è al centro del suo secondo film, La villa portoghese.
Al centro del suo film c’è anche l’importanza di trovare un luogo speciale, da poter chiamare casa (l’architettura ha evidentemente piantato dei semi, che continuano a fruttare su un altro terreno).
Per la moglie di Fernando, così come per il vero Manuel, un posto vale un altro: lo sradicamento è diventato un modo di vivere, dettato da un trauma o percepito come sinonimo di libertà. Non è così per Fernando, magnificamente interpretato da Manolo Solo, il quale dovrà fare, però, un lungo giro per arrivare alla meta, e accettare che il proprio posto possa trovarsi molto lontano rispetto a quanto ha sempre creduto. Quando spiega alla sua classe, all’inizio del film, che il modo migliore per conoscere il mondo è disegnarlo (di nuovo, riga, matita e squadre: gli strumenti dell’architettura) e una studentessa gli chiede se non sia meglio invece percorrerlo realmente, viaggiando fisicamente attraverso le terra che sta illustrando sulla cartina, lui non le dà ascolto, ma è esattamente ciò che gli capiterà di sperimentare da lì a poco e che gli insegnerà la frequentazione dell’enigmatica Amalia interpretata da Maria de Medeiros.
Prat non teme di puntellare questo racconto realistico di colpi di scena incredibili, che servono il tema della morte apparente e della rinascita, così come fa il lavoro di giardinaggio che Manuel/Fernando impara a svolgere; ma gli avvenimenti inverosimili servono anche l’idea che la vita possa sorprendere continuamente, alternando dramma e commedia sentimentale, e rivelandosi così più cinematografica che mai.
Un cinema umano e umanista, dunque, quello di Prat, che ragiona attorno al concetto di famiglia acquisita in termini non stereotipati e invita a pensare l’esistenza come passibile di una continua riscrittura.

Marianna Cappi – Mymovies

Tematiche: Ridefinizione dell’Identità e Seconda Opportunità, Concetto di “Casa” e Appartenenza, La Solitudine e la Memoria, La Cura come Atto di Rinascita


La villa portoghese non spiega l’identità: la mette in prova, la lascia oscillare fra perdita e invenzione. Fa della cura una misura del tempo, e per questo si prende il tempo della conclusione: tratta la fuga come atto minimo di chi, non riuscendo più a stare nel proprio nome, tenta una forma precaria di presenza. L’identità non come enigma, ma come materia: una cosa che si sporca, si indossa, si perde e, a volte, si restituisce. E in quel temporaneo – fragile, discreto, ostinato – il mondo, per un istante, torna leggibile.


Un film in cui si ristabilisce una quotidianità dopo una cesura brutale di quella precedente, che viene però raccontata con una quiete anticlimatica che spiazza, e fa perdere i punti di riferimento consueti del ritmo della narrazione di una storia cinematografica. È un senso di straniamento costante a catturarci, una ragnatela di ritmo garbato e personaggi in cerca di una rinascita. È una storia sul rapporto fra l’individuo e i luoghi in cui si vive, fra identità e il contesto in cui questa si sviluppa e si esprime.


Un dramma intimo, ma ricco di speranza è l’opera seconda della regista spagnola Avelina Prat che, ne La villa portoghese, racconta un percorso esistenziale e fisico. Il viaggio è ciò che accomuna i personaggi del film, un viaggio interiore, esistenziale, ma anche fisico, che dalla vitale Barcellona conduce lo spettatore fino in Serbia e poi ancora nel Portogallo verdeggiante e pieno di calore.

 

Recensioni
3,4/5 MyMovies
3,5/5 Movieplayer
3,5/5 ComingSoon

 

PORTOGALLO : IL MIGLIOR PAESE AL MONDO DOVE CAMBIARE VITA

Di recente molte persone scelgono di trasferirsi all’estero e una delle mete predilette è il Portogallo. Il Portogallo è oggi un Paese che ha molto da offrire e negli ultimi anni è stato testimone di intensi flussi migratori da tutta Europa, anche dal nostro Belpaese. Trasferirsi in Portogallo non è difficile, che si voglia farlo per lavorare, investire, o andare in pensione. Sicuramente offre i suoi vantaggi sia dal punto di vista economico che per lo stile di vita più tranquillo e rilassato. In fondo non è un cambiamento così radicale essendo un Paese molto simile all’Italia sotto numerosi aspetti. Il popolo portoghese è rinomato per sua cordialità, gentilezza e accoglienza nei confronti degli forestieri, è quindi facile innamorarsi di questo posto.

 

Porto

Tradizionalmente conosciuto per il mare, il Portogallo possiede anche molte aree interne di indubbio fascino. Questo Paese dalla popolazione di circa 10 milioni di abitanti vanta svariati siti d’interesse storico-culturale. Meravigliosi castelli, tesori architettonici e archeologici e, inoltre, città splendide. La capitale Lisbona è bella e intrigante con la sua movida, Porto è affascinante e si vive bene, ma i nuovi arrivati restano affascinanti anche dalle città a sud, in Algarve, in particolar modo gli amanti della bella vita estiva. Per chi invece vuole una vita tranquilla ci sono numerose location dove godersi una vita semplice e ritirata.

 

Lisbona

 

La maggior parte degli espatriati sceglie di trasferirsi a Lisbona, che assicura una vita cosmopolita all’insegna del divertimento. Vi si trova un ambiente sofisticato per il business ma anche una ricca tradizione culturale, e una comunità vivace rappresentata da persone provenienti da tutto il mondo occidentale. Qui, non lontano da rovine romane, si stagliano luccicanti nuovi complessi industriali.

 

Cosa offre questo Paese? Vita tranquilla, clima piacevole, gente accogliente ma non invadente. Sicuramente uno degli aspetti più invitanti è il clima, tendenzialmente più caldo d’inverno e più freddo d’estate rispetto all’Italia. Ma anche le numerose meraviglie del paese potrebbero far prendere la decisione di abbandonare l’Italia per il Portogallo: storia e bellezze naturali s’intrecciano creando un mirabile esempio di mediterraneità con qualche influenza orientale.

 

Il costo della vita poi è piuttosto basso, la moneta è l’euro ed essendo in Europa, oltre che nell’eurozona, non richiede agli italiani speciali permessi. Non è necessario ottenere alcun visto o permesso di soggiorno per risiedere e lavorare qui. Gli italiani che si trasferiscono in Portogallo hanno diritto all’assistenza sanitaria gratuita, proprio come i cittadini portoghesi. Come da noi, verrà assegnato un medico di base disponibile presso i Centros de Saúde locali, ossia gli ambulatori. Per accedere alle prestazioni sanitarie basta possedere la Tessera Sanitaria e un documento di identità.

Per i giovani vi sono molte occasioni per lavorare in Portogallo soprattutto nel campo turistico. Ci si può reinventare guide turistiche, insegnanti di sport acquatici, ma anche artigiani o scegliere mansioni legate ai servizi nei bar, nei ristoranti o negli alberghi. Ci sono molte scuole internazionali per chi vuole apprendere il portoghese, o per i figli degli espatriati. Il Portogallo offre infatti un ritratto multiculturale volto all’integrazione, preservando la sua identità culturale ma abbracciando le differenti culture che storicamente da sempre si intrecciano alla sua.

Fonte: Portogallo.info

 

MGF