8-11 gennaio 2026
SPRINGSTEEN – LIBERAMI DAL NULLA – Biografico
Regia di Scott Cooper – USA, 2025 – 120′
con Jeremy Allen White, Jeremy Strong, Paul Walter Hauser
E’ il viaggio di Bruce Springsteen nella realizzazione del suo album Nebraska del 1982. Springsteen – Liberami dal nulla sceglie un momento particolare della vita e carriera del Boss per raccontare lo smarrimento identitario di un uomo e un artista che ha sempre avuto come priorità quella di non tradire se stesso. Scott Cooper gestisce bene l’alternanza fra arte e vita, facendo del suo film una ballata folk su un performer che ha sempre incarnato una parte ben precisa dell’identità statunitense: quella diseredata, blue collar, schietta e genuina. Il suo Bruce corrisponde al suono malinconico della sua armonica e a quella camminata sghemba che sa di solitudine, combatte con il fantasma del Male che si insinua nelle case della gente perbene e che demolisce ogni certezza.
15-18 gennaio 2026
LE CITTA’ DI PIANURA – Drammatico
Regia di Francesco Sossai – Italia, Germania, 2025 – 100′
con Filippo Scotti, Sergio Romano, Pierpaolo Capovilla
Opera seconda del regista e sceneggiatore Francesco Sossai: un road movie sbullonato con improbabili protagonisti due cinquantenni che rimpiangono gli anni Novanta. E’ ambientato in un Veneto che sta per essere attraversato (per meglio dire sventrato) dall’autostrada Lisbona-Treviso-Budapest, e in cui gli operai vengono sfruttati per tutta la vita e congedati con estrema ipocrisia. Il film ha il ritmo lento e girovago di una ballata country, i cui protagonisti sono contrari a Google Maps e preferiscono disegnarsi il percorso sui foglietti di carta: per Giulio, ventenne contemporaneo, diventano personaggi mitologici che hanno capito tutto della vita. La Divina Provvidenza assiste il trio scombinato e lo porta a vivere un’avventura picaresca che non dimenticheranno.
22-25 gennaio 2026
PER TE – Drammatico
Regia di Alessandro Aronadio – Italia, 2025 – 115′
con Edoardo Leo, Teresa Saponangelo, Javier Leoni
Roma. Paolo è davanti allo specchio del bagno e sta insegnando al figlio Mattia a farsi la barba. L’uomo, che ha poco più di 40 anni, è affetto da una rara forma di Alzheimer precoce e sta iniziando a perdere la memoria. Per te è tratto dal libro “Un tempo piccolo. Continuare a essere famiglia con l’Alzheimer precoce” di Serenella Antoniazzi e porta sullo schermo la storia vera di Mattia Piccoli che si è preso cura del padre Paolo assistendolo ogni giorno. Per questo motivo è stato nominato Alfiere della Repubblica dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel 2021. Aronadio riesce a cogliere piccoli ma decisivi dettagli, esplora una variazione del ‘rapporto con il tempo’ e della paura della perdita del suo controllo, cogliendo momenti di vissuto autentico.
29 gennaio-1 febbraio 2026
LE ASSAGGIATRICI – Drammatico
Regia di Silvio Soldini – Italia, Belgio, Svizzera, 2025 – 123′
con Elisa Schlott, Max Riemelt, Alma Hasun
Rosa Sauer, insieme ad altre sei donne, viene costretta per anni a sedere a tavola per assaggiare il cibo destinato ad Adolf Hitler con lo scopo di verificare che non sia avvelenato. Silvio Soldini porta sullo schermo il romanzo premio Campiello di Rosella Postorino, a sua volta ispirato alla vera storia di Margot Wölk: un film rigoroso e doloroso, che ragiona sul paradosso delle “soldatesse” hitleriane costrette a rischiare la morte mangiando. Le assaggiatrici non è solo un film ambientato in un altro tempo che ci porta a riflettere sulle dinamiche oppressive passate e sui devastanti effetti della guerra, è anche un film sugli istinti e le pulsioni umane, sulla tensione tra i bisogni primari di ognuno di noi e quelli secondari, condizionati dall’ambiente, dalla cultura e dal potere.
5-8 febbraio 2026
DOWNTON ABBEY – IL GRAN FINALE – Commedia
Regia di Simon Curtis – Gran Bretagna, USA, 2025 – 123′
con Hugh Bonneville, Jim Carter, Michelle Dockery
La parola chiave in questo terzo episodio è “cambiamento”, come se i personaggi sapessero di essere dentro il gran finale. Dei tre capitoli che hanno portato l’amata serie britannica sul grande schermo è quello più consapevole e perfino sottilmente metatestuale, un congedo nostalgico tra la grazia e la malinconia, quasi mosso dal desiderio di dare pace ai protagonisti e di completarne gli archi narrativi. Downton Abbey: Il Gran Finale non ha solo la funzione di chiudere la trilogia cinematografica che fa da appendice alle sei stagioni, ma conclude un discorso politico e culturale sul crepuscolo di un’intera epoca. Su tutti aleggia il fantasma della matriarca Violet Crawley, la cui morte nel film precedente ha anticipato di poco quella reale della sua interprete, Dame Maggie Smith.
12-15 febbraio 2026 SCELTO DAL PUBBLICO
L’ATTACHEMENT – LA TENEREZZA – Drammatico
Regia di Carine Tardieu – Francia, Belgio, 2024 – 106′.
con Pio Marmaï, Valeria Bruni Tedeschi, Vimala Pons
“Qual è la differenza fra amore e attaccamento?”, chiede L’attachement – La tenerezza della regista francese Carine Tardieu, che adatta per il grande schermo il romanzo “L’intimité” di Alice Fernay.
È un film di cui ci si innamora non perché sia perfetto, ma proprio perché racconta l’umana imperfezione con infinita empatia. C’è tanta solidarietà femminile dentro questa storia, non sbandierata e non ovvia, non cartello ideologico ma naturale sostegno “di genere”. C’è tanta solidarietà umana che rompe stereotipi e convenzioni ed esce dal racconto borghese in salsa francese per regalarci il ritratto di un’umanità composita che risponde solo a se stessa, ma non manca di trattare con rispetto e gentilezza chi sente vicino.
19-22 febbraio 2026
LA MIA AMICA EVA – Commedia
Regia di Cesc Gay – Spagna, 2025 – 99′
con Nora Navas, Rodrigo De la Serna, Juan Diego Botto
La mia amica Eva è una commedia delicata e deliziosa sul cambiamento. Con grande misura racconta la voglia di vita di una donna che all’alba dei cinquant’anni non vuole arrendersi a una vita priva di emozioni. Senza scene madri, senza melodrammi, senza retorica e senza facili didascalismi, sfila sullo schermo la quotidianità di una donna che si sente stretta nel suo ruolo di madre e moglie, desidera provare sulla sua pelle delle nuove emozioni e uscire dalla noia di un rapporto spento. Nora Navas è l’attrice perfetta per incarnare tutto questo e lo fa con grande equilibrio, in una sequela di momenti buffi, dubbi, indecisioni, incomprensioni, chiusure e riavvicinamenti, e in tutta la girandola emotiva di errori e imperfezioni di cui è fatta la vita, soprattutto sentimentale.
26 febbraio – 1 marzo 2026
IL MAESTRO – Drammatico
Regia di Andrea Di Stefano – Italia, 2025 – 125′
con Pierfrancesco Favino, Tiziano Menichelli, Giovanni Ludeno
Felice ha 13 anni, un talento per il tennis e un padre pronto a sacrificare ogni cosa per fare di lui un campione. Raul è un ex tennista un tempo arrivato agli ottavi di finale al Foro Italico, ma al momento in cura presso un centro di salute mentale. Un mix tra film sportivo, commedia e storia di formazione che funziona, e trova il suo senso nel rapporto tra i due protagonisti, due “sconfitti” che i due interpreti sono abili a portare su schermo. Con Il maestro Andrea Di Stefano torna alla regia dopo il debutto in L’ultima notte di Amore e affida di nuovo a Pierfrancesco Favino il ruolo centrale del titolo. Confeziona così una storia che sottolinea il valore del fallimento e degli insegnamenti che può comunicarci, diventando un nuovo fondamentale punto di partenza.
5-8 marzo 2026
COME TI MUOVI, SBAGLI – Commedia
Regia di Gianni Di Gregorio – Italia, 2025 – 97′
con Gianni Di Gregorio, Greta Scarano, Tom Wlaschiha
Un ex professore in pensione vive solo e in pace, finché la figlia tradita torna con i figli: la sua quiete svanisce e la vita cambia del tutto. Come ti muovi sbagli è una parabola sulla fragilità, a cominciare da quella del protagonista che si illude di potersi chiamare fuori dalla vita e le sue grane, per continuare con quella di Sofia che crede di poter rimpiazzare il marito e scopre che gli uomini sui coetanei sono inconsistenti e vacui. E’ sul tiro alla fune fra vita e morte che si assesta il senso più profondo di questa parabola di Di Gregorio, un autore che rallenta e dilata i ritmi e i paradigmi del cinema contemporaneo per ricordarci che nel nostro tempo ci sono ancora spazi di umanità resistente, e narrazioni refrattarie ad ogni manuale di sceneggiatura.
12-15 marzo 2026
AFTER THE HUNT – DOPO LA CACCIA – Thriller
Regia di Luca Guadagnino – USA, Italia, 2025 – 139′
con Julia Roberts, Ayo Edebiri, Andrew Garfield
Una professoressa universitaria di filosofia si trova a un bivio personale e professionale quando un’allieva lancia un’accusa contro uno dei suoi colleghi e un oscuro segreto del suo passato minaccia di venire alla luce. Luca Guadagnino dirige un thriller che chiede quante verità esistano e chi abbia il potere di sceglierne una come definitiva, dove ogni personaggio diventa al tempo stesso narratore e prigioniero della propria versione dei fatti. After the Hunt – Dopo la caccia affronta temi come consenso, reputazione, identità e memoria, evitando semplificazioni. La struttura narrativa non sembra cercare una verità unica, ma moltiplicare le domande e stimolare le riflessioni. Una Julia Roberts di ammirevole, misuratissima intensità, in una delle sue migliori prove d’attrice.

Essere vivi
essere vivi
essere vivi
essere vivi
essere vivi

Il Giappone è un Paese unico nel suo genere per quella contiguità tra tradizione e modernità, che garantisce servizi di qualsiasi genere, per quasi ogni bisogno. Tra i più particolari il “rental family service”, noto anche come “professional stand-in service” ovvero il servizio di un attore professionista “in affitto”.
Uno dei primi servizi di “rental family” risale alla fine degli Anni ’80 ed è riconducibile alla “Japan Efficiency Corporation” guidata da Satsuki Oiwa, azienda nata inizialmente per formare dipendenti aziendali, ma che dal 1991 iniziò a offrire anche il “noleggio” di attori professionisti per matrimoni, funerali e altri eventi sociali. In un anno arrivarono ad avere 21 clienti, una lista d’attesa di più di 84 persone e 400 curriculum di attori che volevano il lavoro. Numerose sono le testimonianze, anche sui social, di gente che “noleggia” un fidanzato, una mamma, una nonna, una sorella, anche solo per un giorno, per vivere un rapporto che non hanno mai potuto sperimentare.
Tra i vari esempi di “rental family” troviamo l’agenzia “New Start”, un’organizzazione no-profit “rental sister”. Il processo è simile a quello della “rental family”, ma si diversifica perché fornisce specificatamente supporto agli “Hikikomori”, le persone che soffrono di estremo isolamento sociale. Il ruolo di queste donne è quello di fornire supporto per convincere, senza pressioni, i clienti a uscire di casa.
Uno dei servizi più particolari in questo campo è quello del “Do-Nothing Rental man”, letteralmente l’uomo che non fa nulla. L’idea è nata da Shoji Morimoto, precedentemente un Hikikomori, che ha capito che l’unica cosa che amava fare era il nulla. Ha iniziato, quindi, a mettersi sul mercato a disposizione delle persone che vogliano parlare con qualcuno dei loro problemi senza pesare sulla famiglia o semplicemente frequentare luoghi o compiere azioni che da soli non farebbero.