Riportiamo qui di seguito stralci di un’intervista alla nostra Benedetta, fatta da Paola Surano e Anna Maria Folchini Stabile della Casa editrice TraccePerlaMeta per L’Inform@zione Online, in un articolo pubblicato il 25 settembre 2018

 

“Chi frequenta la Parrocchia dei Frati Minori di Busto Arsizio non può non conoscere le molte attività caritative e sociali che la caratterizzano e affiancano la profonda attività pastorale che da più di un secolo i Frati Minori svolgono in Busto.

Il Teatro Fratello Sole con la sua programmazione teatrale e cinematografica annuale offre ai suoi parrocchiani e a tutti i cittadini di Busto e dintorni un nutrito programma di iniziative culturali che vanno dagli spettacoli per bambini a un cartellone cinematografico settimanale sia d’essais che di attualità.

Con il 29 settembre la programmazione delle attività del nuovo anno sociale ha preso il via con la premiazione del XVI Concorso di poesia “Sole d’Autunno” che il Teatro bandisce annualmente e che vede sempre una nutrita partecipazione di poeti italiani suddivisi nelle fasce Bambini, Ragazzi, Adulti.

Animatrice del concorso e coordinatrice e responsabile delle attività del teatro è Benedetta Russo Sarrica.

A lei chiediamo qualche ragguaglio sull’importante evento che vede ogni anno una nutrita schiera di partecipanti da ogni parte d’Italia.

Come nasce il concorso di poesia e perché è di poesia ” a tema”?

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Quest’anno il nostro Fratello Sole si inserisce nella rassegna “BA TEATRO”, coordinata e sostenuta dall’amministrazione cittadina. Un cartellone molto ricco, siamo felici di farne parte! I volantini saranno presto disponibili in teatro.

A questo link tutti i dettagli nell’articolo de L’Informazione:

http://www.informazioneonline.it/riparte-ba-teatro-85-spettacoli-cartellone/

Per un viaggio angelico nell’immaginario cinematografico

Iniziamo ora un veloce viaggio, assolutamente libero da vincoli di esaustività che necessiterebbero di ben altro spazio, attraverso alcune immagini dell’angelo che il cinema ci ha proposto fin dalle sue origini.
Senza nessun ordine cronologico e come se passassero davanti a noi in una fantasmagoria di volti, di gesti, di sguardi, di evocazioni,…ci ritornano in mente:

– gli angeli ieratici eppur ‘sensibili’ della Passion di Ferdinand Zecca (1905), una tra le tante “passioni di Cristo” del cinema muto ma forse una delle meno rigide e di cartapesta (anche nei gesti);

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Un angelo passa a 24 fotogrammi al secondo

– Perchè ci evitano sempre di più, gli uomini?
– Perchè abbiamo un nemico potente, Raphaela: gli uomini credono al mondo molto più che a noi.
– E per potergli credere sempre di più si sono creati un’immagine di ogni cosa. Con le immagini pensano di potersi liberare della loro angoscia, pensano di aver realizzato le loro speranze, appagato i loro piaceri, placato i loro desideri.
– Gli uomini non hanno assoggettato la terra: ne sono diventati sudditi.
(Gli angeli in terra Nastassja Kinski e Otto Sander in Così lontano, così vicino, 1993)

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Un angelo passa.
– Naturale: è l’una e venti.
– E allora?
– Gli angeli passano sempre ai venti di ogni ora. (…) Ai venti (minuti), e anche ai meno venti.
(Henri Serre e Oscar Werner in Jules e Jim, 1961)

Che mastice tiene insieme
questi quattro sassi.
Penso agli Angeli
sparsi qua e là
inosservati
non pennuti non formati
neppure occhiuti
anzi ignari
della loro parvenza
e della nostra
anche se sono
un contrappeso più forte
del punto di Archimede
e se nessuno li vede
è perchè occorrono altri occhi
che non ho
e non desidero.
La verità è sulla terra
e questa non può saperla
non può volerla
a patto di distruggersi…
(Eugenio Montale Qui e là in Satura, 1962-1970)

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